«Cari preti, riposare è una necessità, non un lusso»

Il richiamo dell’arcivescovo Fortunatus Nwachukwu, segretario del Dicastero per l’Evangelizzazione, all’avvio di un percorso di formazione sacerdotale in Nigeria
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September 3, 2026
«Cari preti, riposare è una necessità, non un lusso»
Il riposo per un sacerdote «non è un lusso», ma una necessità per tutelare la salute fisica e mentale. A richiamare l’attenzione sul rischio di esaurimento, depressione e burnout tra sacerdoti e vescovi è stato l’arcivescovo nigeriano Fortunatus Nwachukwu, segretario del Dicastero per l’Evangelizzazione, intervenuto mercoledì 26 agosto, in collegamento da remoto, al lancio di un programma di formazione di sei settimane dedicato alla vita sacerdotale in Nigeria. A riportarlo è Aci Afrique , agenzia cattolica d’informazione sull’Africa parte del network internazionale Ewtn.
«Abbiamo bisogno di un riposo adeguato, di limiti sani, di relazioni che ci sostengano e, quando necessario, di un aiuto professionale», ha affermato Nwachukwu. Prendersi cura di sé, ha sottolineato, non significa sottrarsi al ministero, ma mantenersi in condizioni tali da poter continuare a servire. Un’esigenza resa più evidente dai crescenti casi di difficoltà psicologiche tra i giovani sacerdoti. Lo stesso programma di formazione, significativamente intitolato «Pienamente vivi in Cristo: prendersi cura di sé – il sacerdote come dono vivente», affronterà temi come il benessere emotivo, il burnout, le relazioni sane e il rinnovamento spirituale, partendo dalle gioie e dalle aspirazioni, ma anche dalle paure e dalle ansie che accompagnano la vita e il ministero sacerdotale.
L’arcivescovo ha portato anche un’esperienza personale: ogni volta che visita il cimitero dei sacerdoti della diocesi nigeriana di Aba, ha raccontato, rimane colpito e rattristato dall’età dei confratelli che vi sono sepolti. Molti sono morti prima dei cinquant’anni e solo pochi hanno superato i sessanta o settanta. Una realtà che, insieme all’aumento dei problemi di salute mentale tra i sacerdoti più giovani, impone secondo Nwachukwu di interrogarsi seriamente sul benessere di chi esercita il ministero.
Il punto di riferimento indicato dal presule è lo stesso Vangelo. Nel passo di Marco in cui Gesù invita gli apostoli: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’» ( Mc 6,31), i discepoli sono talmente assorbiti dalla missione da non avere neppure il tempo di mangiare. Anche Gesù, ha ricordato Nwachukwu, conosce momenti di ritiro, legati sia alle fatiche del ministero sia al dolore: Matteo, ad esempio, colloca uno di questi momenti dopo la notizia della morte di Giovanni Battista.
Il riposo cristianamente inteso, però, non coincide con una semplice fuga dal lavoro. Nwachukwu ha richiamato anche l’invito di Cristo: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» ( Mt 11,28). Il riposo offerto da Gesù, ha spiegato, è un riposo che rinnova. Per il sacerdote fermarsi dovrebbe quindi significare distaccarsi periodicamente dalle attività abituali per recuperare le forze fisiche e rinsaldare i rapporti con Dio, con i confratelli, la famiglia e i fedeli. (A.Ga.)

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