Oggi l'auto è più sicura. Ma chi controlla i controllori?
Gli assistenti alla guida riducono del 38% il rischio di incidente in assoluto, e del 45% i tamponamenti. Ma radar, telecamere e sensori possono perdere precisione. Da Autopromotec e ACI l’appello: servono manutenzione e calibrazioni certificate

Gli ADAS sono una bella invenzione, a volte magari scomoda se ci si limita a sentirne gli allarmi sonori, di sicuro salutare se si pensa alla preziosa collaborazione che hanno portato a chi guida. Gli ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), cioè l’insieme dei sistemi di sicurezza montati sulle autovetture (molti dei quali sono divenuti obbligatori) secondo un recente studio rivelato da Alessandra Zinno (ACI), hanno determinato una riduzione del rischio globale di incidente del 38% (rispetto ad auto che ne sono prive), nello specifico riducendo i sinistri del 35% e i tamponamenti del 45%. Ma non basta sentirsi più sicuri al volante pensando che ci siano le tecnologie di sicurezza a evitare guai e distrazioni, perché qualsiasi sistema di assistenza alla guida ha bisogno dell’attenzione mentale e visiva di chi sta al volante. Anche gli ADAS hanno stringenti necessità, vanno seguiti e curati, richiedono quella stessa attenzione dovuta e necessaria a pneumatici e freni, ad esempio. Se per questi ultimi sono richiesti attenzione e controlli (revisione periodica), non ci sono ancora direttive per il controllo degli ADAS. In sostanza la normativa è in fase di elaborazione, ma dopo due passaggi e alla verifica del terzo si temono variazioni e tempi lunghi per l’applicazione (Emiliano Pasin di PTI Equipment di TEXA).
E’ una delle problematiche emerse dal prezioso e puntuale convegno organizzato da Autopromotec nella sede dell’ACI (Automobil Club d’Italia) a Roma, sul tema “La sicurezza invisibile: ADAS, manutenzione e cultura della prevenzione nell’era dell’auto intelligente”. Per viaggiare sicuri è necessario che i sistemi di assistenza siano efficienti e correttamente calibrati periodicamente, per tutto il ciclo di vita della vettura. "Telecamere, radar, sensori sono come il corpo umano, vanno controllati e curati - ha spiegato Andrea Lupi di MAHLE - perché un minimo spostamento, un urto in parcheggio, la sostituzione di un vetro o episodi simili possono modificarne posizione ed efficacia. Insomma, la calibrazione fatta da chi ne ha le competenze certificate è doverosa e deve entrare nella cultura dell’utente della strada".
Ma come e quanto obblighi e controlli possono andare a incidere sull’utente finale (che in molti casi già trascura l’auto, come nel caso pneumatici, usura o cambio gomme, aspetto già rivelato da Assogomme e Polizia Stradale)?: "Varie componenti come attrezzature, formazione, personale qualificato, procedure e tempi di lavorazione hanno un impatto economico, spiega Franco Benati di Sipav Srl a CEMB Company, ma è meglio ragionare in termini di salute e sicurezza e comunque serve una regolamentazione in merito". Secondo Stefano Delfini di Nexion, "Il controllo deve essere considerato come parte del mantenimento delle condizioni di sicurezza previste per il veicolo e sul tema c’è anche la proposta di inserimento delle verifiche ADAS nelle revisioni periodiche".
In realtà, l’auto intelligente e moderna è più sicura ma l’efficacia delle tecnologie installate “è legata alla capacità di mantenerle efficienti, alla verifica e alla comprensione dei limiti” e in questo Mauro Severi (presidente AICA) ha sollevato la necessità per l’utente e per chi opera nella manutenzione di arrivare a una completa informazione su quello che c’è dentro l’auto, patrimonio attualmente dichiarato solo in parte da molti Costruttori.
Un aspetto collaterale molto importante arriva con indicazioni fondamentali sul rapporto tra auto intelligente, guidatore e responsabilità, arriva da Mario Porretto (commissario capo del Servizio Polizia Stradale) parlando di ricostruzione degli incidenti in cui diventa sempre più importante la distinzione tra le azioni compiute dal conducente e quelle attivate in autonomia dal veicolo. Più cresce la tecnologia più diventano necessari scenari e strumenti di indagine precisi, informazioni che le auto ora potrebbero o possono trasmettere grazie alle nuove tecnologie installate e a un mondo sempre più connesso.
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