La frode miliardaria delle auto da rottamare che tornano in strada

Dalle aste americane ai concessionari europei passando per riparazioni superficiali e controlli aggirati: un’indagine svela il mercato parallelo delle vetture incidentate. In gioco la sicurezza di chi guida.
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June 22, 2026
La frode miliardaria delle auto da rottamare che tornano in strada
La frode delle auto incidentate rivendute sul mercato dell'usato
Sembrano occasioni imperdibili: auto usate dall’aspetto impeccabile, prezzi competitivi, documenti in regola. Ma dietro alcune di queste vetture si nasconde una filiera opaca che trasforma relitti destinati alla demolizione in veicoli rimessi sulle strade europee. Un fenomeno che, secondo le indagini condotte negli ultimi mesi, coinvolge reti criminali organizzate e mette a rischio la sicurezza degli automobilisti. A riportare l’attenzione sul tema è Carfax Europe, società che fornisce servizi sulla storia del veicolo per auto usate europee e nordamericane, che insieme a esperti di Interpol ha presentato alla conferenza AutosBuzz un quadro preoccupante del mercato dell’usato. Al centro delle inchieste ci sono migliaia di veicoli gravemente danneggiati, importati soprattutto dagli Stati Uniti e rivenduti come auto prive di incidenti dopo interventi di riparazione minimi o eseguiti senza criteri di sicurezza.
L’operazione internazionale “Nimmersatt”, coordinata tra il 2025 e il 2026 con il coinvolgimento di circa mille agenti, funzionari fiscali e doganali in diversi Paesi europei, ha preso di mira una rete specializzata nell’importazione di cosiddette "salvage cars": vetture di lontana provenienza riportate sul mercato europeo. Solo dalla Lituania sarebbero transitati almeno 16.500 veicoli, per un giro d’affari stimato in 144 milioni di euro e perdite fiscali superiori ai 30 milioni. L’aspetto più inquietante riguarda però i controlli. Diverse inchieste giornalistiche e giudiziarie in Germania hanno documentato casi di certificazioni tecniche ottenute senza verifiche reali o attraverso perizie false. In alcuni episodi gli ispettori avrebbero attestato l’idoneità dei veicoli senza neppure averli visionati. Il risultato: automobili con airbag mancanti, sistemi di sicurezza compromessi o danni strutturali rimesse legalmente in circolazione.
Secondo gli investigatori, parte delle operazioni sarebbe collegata anche a gruppi criminali internazionali. Il meccanismo economico è semplice: acquistare all’asta auto fortemente incidentate a prezzi molto bassi, ridurre al minimo il costo delle riparazioni e rivenderle con margini enormi. Il fenomeno mostra anche i limiti di un mercato dell’usato sempre più internazionale, dove la storia di un veicolo rischia di perdersi attraversando le frontiere. Per questo cresce l’attenzione verso strumenti di tracciabilità e report sullo storico delle auto, considerati dagli operatori una possibile barriera contro frodi che non colpiscono solo il portafoglio degli acquirenti, ma anche la fiducia e la sicurezza sulle strade europee.

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