Auto da rottamare: ecco perchè diventeranno presto un tesoro
Dalla progettazione ecocompatibile dei veicoli all'obbligo di plastica riciclata: il Parlamento Europeo ha appena approvato nuove norme che cambiano il destino delle vetture a fine vita

L'industria dell'automotive si appresta a vivere una trasformazione epocale che ridefinirà il ciclo industriale, partendo dal disegno sui tavoli dei progettisti. Il Parlamento europeo ha infatti sancito pochi giorni il via libera a un inedito impianto normativo dedicato ai veicoli a fine vita (ELV). Questo testo, che attende ora l'adozione del Consiglio dell'UE per diventare operativo negli Stati membri due anni dopo l'entrata in vigore, impone un cambio di paradigma radicale: la circolarità diventa un requisito strutturale obbligatoriamente integrato fin dalla nascita del mezzo.
Un'eco-progettazione obbligatoria per legge. La filosofia alla base delle nuove direttive comunitarie mira a cancellare il concetto di rottamazione intesa come mero costo finale per il proprietario. Le case automobilistiche dovranno obbligatoriamente concepire i nuovi modelli facilitando fin dal principio lo smontaggio e il recupero dei componenti. Tra i punti chiave spiccano i target sull'impiego dei materiali: entro sei anni dalle nuove norme, le auto di nuova produzione dovranno contenere almeno il 15% di plastica riciclata, quota destinata a salire al 25% entro un decennio. Un quinto di questa plastica, inoltre, dovrà provenire dal recupero di vecchie vetture demolite.
In futuro l'UE prevede di estendere i parametri a materie strategiche come acciaio, alluminio, magnesio e terre rare. Ai produttori verrà chiesto di partecipare alle spese di raccolta e gestione dei centri di demolizione, assicurando una totale tracciabilità dei pezzi per contrastare le frodi e l'esportazione illecita di autoveicoli fuori uso.
I Dialogues di Autopromotec: la filiera a confronto. Per analizzare la portata di questa transizione, Autopromotec – la rassegna biennale delle attrezzature e dell'aftermarket automobilistico, la cui prossima edizione si terrà a Bologna dal 26 al 29 maggio 2027 – ha inaugurato gli incontri "Dialogues". Il prino talk ha radunato attorno allo stesso tavolo i principali protagonisti del comparto per valutare le risposte di costruttori, demolitori e consumatori. Al dibattito hanno preso parte Lorella Volpato (vicepresidente Ada), Luca De Vita (area tecnica Anfia), Manuela Crippa (responsabile marketing SustainEra - Stellantis), Rosaria Amodio e Romain Gougeon (società di analisi GiPA), Daniel Bresolin (imprenditore del riciclo) ed Enrica Lazzarini (neo AD di Autopromotec).
L'Italia è pronta a guidare la transizione. Il dato più rassicurante emerso dal confronto riguarda la reattività del nostro Paese. L'Italia si dimostra decisamente pronta ad affrontare le sfide poste da Bruxelles. Questo primato è il risultato di investimenti tecnologici effettuati da una rete nazionale composta da ben 1.418 centri di demolizione attivi. Una filiera d'eccellenza che, insieme all'indotto, garantisce occupazione a circa 40 mila persone. Anche i costruttori si dicono pronti, forti di processi industriali che mirano già alla soglia dell'85% di riciclabilità complessiva. L'obiettivo finale non è solo la salvaguardia dell'ambiente, ma anche l'indipendenza economica ed energetica dell'Europa: recuperare risorse preziose (dalla plastica all'acciaio, fino al rame e ai componenti delle batterie) ridurrà drasticamente la dipendenza dai soggetti estranei all'Unione.
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