Mfe-Mediaset raddoppia l’utile e accelera in Europa: «Risultati oltre le attese»

Pier Silvio Berlusconi anticipa conti 2025 vicini ai 300 milioni e una pubblicità in crescita nonostante le tensioni globali: «La guerra è una cosa terribile e ha un impatto su economia e media»
March 18, 2026
Mfe-Mediaset raddoppia l’utile e accelera in Europa: «Risultati oltre le attese»
Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato e presidente di Mfe, in un incontro con la stampa nella sede di Mediaset di Cologno Monzese, Milano, /ANSA
 Un utile più che raddoppiato nel 2025 rispetto all’anno precedente, una raccolta pubblicitaria che tiene nonostante le tensioni internazionali e un progetto industriale europeo che accelera oltre le attese. È il quadro di una Mfe-Mediaset in salute quello delineato dall’amministratore delegato e presidente Pier Silvio Berlusconi, intervenuto oggi in un incontro con la stampa nella sede di Cologno Monzese.
In attesa dei conti ufficiali di metà aprile, il gruppo anticipa risultati decisamente positivi: dopo i 138 milioni di utile registrati nel 2024, per il 2025 si prospetta una cifra che può avvicinare i 300 milioni. «Se mi avessero detto questo risultato a inizio anno non ci avrei creduto. Considerando tutto, cioè il risultato gestionale, tutte le valutazioni e svalutazioni, tutte le voci one off», ha spiegato Berlusconi, sottolineando anche una generazione di cassa salita a 500 milioni a parità di perimetro.
Determinante, in questa evoluzione, il consolidamento della tedesca ProsiebenSat a partire dal quarto trimestre 2025. Le sinergie, ha evidenziato il gruppo, sono «più avanti del previsto» e la riduzione dei costi ha «già superato l’obiettivo per tutto il 2026». Un percorso che potrebbe aprire anche a nuove iniziative commerciali, come il possibile arrivo in Italia del portale di e-commerce Flaconi, già attivo in Germania.
Sul fronte della pubblicità, il primo trimestre in Italia si chiuderà «con un piccolo segno positivo», come indicato dal Chief global advertising officer Stefano Sala. Un risultato non scontato, considerando eventi di forte richiamo come le Olimpiadi invernali, che hanno favorito la Rai. «Sono stati tre mesi faticosissimi, ma la prospettiva è di un miglioramento nonostante questa nuova guerra. Quindi non abbiamo warning sulla raccolta pubblicitaria per il mercato e per noi», ha aggiunto Berlusconi, facendo riferimento al contesto internazionale segnato dal conflitto in Iran.
Le tensioni geopolitiche pesano anche sui mercati finanziari, dove il titolo ha registrato un calo a marzo. «Purtroppo paghiamo anche la decisione da parte dei fondi investimento di uscire da un settore che rischia di subire il calo dei consumi con il conflitto in Iran, che spero finisca il prima possibile», ha osservato il numero uno del gruppo, ricordando come «dall’ultima volta che ci siamo visti è scoppiata una guerra e poi un’altra: è una cosa terribile per il mondo e ha un impatto inevitabile sull’andamento dell’economia e sui media, soprattutto quelli che vivono di pubblicità».
In questo scenario incerto, la strategia resta improntata a rapidità ed efficienza. «Le nostre parole d’ordine sono concretezza, pragmatismo e rapidità. Abbiamo lanciato un’organizzazione nuova e orizzontale che ci consentirà di raggiungere molta più efficacia in fretta», ha spiegato Berlusconi, precisando che nei singoli Paesi resteranno strutture più verticali. «Stiamo andando davvero rapidi, più di quanto previsto».
Il progetto paneuropeo rappresenta il fulcro dello sviluppo. «Avevamo annunciato in quattro anni sinergie che andavano da 260 milioni a 315 milioni, tra costi e ricavi come range. Abbiamo individuato 25 progetti comuni che porteranno più efficacia ed efficienza nel medio termine». In Germania, ha aggiunto, «abbiamo trovato un management sul pezzo, giovane e preparato che ha sposato completamente il nostro progetto».
A sostenere la crescita contribuisce anche il digitale. La piattaforma Mediaset Infinity ha superato il miliardo di streaming nel 2025, mentre l’utilizzo dei big data sarà ulteriormente potenziato. Gli utenti registrati raggiungono numeri rilevanti: 23,6 milioni in Italia, 22,6 milioni in Germania e 5 milioni in Spagna. Una base su cui costruire una profilazione sempre più precisa e, di conseguenza, un’offerta pubblicitaria più efficace.
Infine, anche sul piano editoriale i risultati sono incoraggianti. «Dal punto di vista degli ascolti, abbiamo superato la concorrenza del servizio pubblico per il terzo anno di fila», ha ricordato Berlusconi, evidenziando una ripresa positiva nei primi mesi dell’anno. Segnali che rafforzano la convinzione di poter consolidare il progetto europeo, trasformandolo da ambizione strategica a realtà industriale compiuta.

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