Warner respinge Paramaunt: lo streaming intanto conquista gli italiani
Il colosso Warner ha respinto l'offerta ostile di Paramount. Prosegue la scalata dei colossi: in Italia oltre 16 milioni di abitazioni hanno già servizi a pagamento

I film Conclave, Follemente e Anora, ma anche le serie tv M. Il Figlio del Secolo, Adolescence e Squid Game: se siete appassionati di film e serie tv probabilmente nel 2025 avrete visto questi titoli, rispettivamente alla top 3 dei film e delle serie più viste in streaming l'anno scorso in Italia. Ce lo racconta JustWatch Rewind 2025, un report pubblicato dall'omonima guida di streaming. La fortuna di questi titoli è certamente legata alla qualità dei prodotti, ma anche e soprattutto alle abitudini degli italiani: sono quasi 20 milioni i cittadini abbonati ai servizi on demand per un totale di oltre 16 milioni di abitazioni con accesso a un servizio di tv online a pagamento. Il risultato parallelo è che la scalata dei colossi dello streaming al sistema televisivo italiano si è consolidata nell'anno appena trascorso e continuerà negli anni a venire, grazie soprattutto alla virata del mercato pubblicitario dalla tv lineare all'on demand.
La crescita dello streaming e la battaglia per la Warner
Quanto sia appetitoso questo mercato lo racconta bene la recente vicenda, non ancora conclusa, della Warner Bros Discovery. Proprio quando l'acquisizione da parte di Netflix sembrava già conclusa, la Paramaunt si è rifatta avanti con un'offerta ostile, alzando il livello dello scontro tra i due colossi. La notizia che già trapelava nei giorni scorsi di un rifiuto da parte di Warner è stata confermata proprio oggi. Warner Bros respinge infatti l'offerta ostile da 108 miliardi di dollari di Paramount definendola «inadeguata». Il consiglio di amministrazione di Warner ha ribadito che la proposta di Netflix è superiore. Inoltre, «la struttura aggressiva della transazione» proposta da Paramount «pone dei rischi materiali per Warner». Netflix, da parte sua, ha accolto con favore l'impegno del consiglio di amministrazione di Warner verso il loro accordo per la fusione delle due società. «Il cda continua a raccomandare l'intesa con Netflix , riconoscendo che è superiore e che offrirà agli azionisti, ai consumatori e ai creatori di contenuti il maggior valore», hanno commentato Ted Sarandos e Greg Peters, i co-amministratori delegati di Netflix. La strada appare dunque segnata, anche se l'operazione lanciata dal gigante dello streaming dovrà ancora passare il vaglio dell'Antitrust americano che richiederà diversi mesi.
Nuovi cataloghi anche in Italia
Il quadro delle offerte per l'utente finale, quindi, non cambierà in tempi rapidi. È certo che una delle novità del 2026 sarà l'approdo anche nel nostro Paese di Hbo Max, la piattaforma di Warner, al debutto dal 13 gennaio. Una novità destinata a cambiare gli equilibri del settore, nonché i contenuti a disposizione. Lo streaming di Hbo Max resterà, almeno in questa fase, un servizio a sé stante, anche se non è escluso che molti contenuti originali, se l'operazione di acquisizione dovesse andare a buon fine, possano confluire nel corso del tempo nel catalogo Netflix. È plausibile dunque che il piccolo schermo si rafforzi a scapito delle sale cinematografiche, anche se, almeno per quanto riguarda gli studi Warner, Netflix ha garantito di voler rispettare i punti di forza del colosso, a partire dalla diffusione dei film nelle sale, già programmata fino al 2029.
Gli spazi pubblicitari e il destino delle tv tradizionali
A risentire maggiormente del crescente potere di questi colossi, al momento è invece il mercato della tradizionale tv lineare. La migrazione degli utenti verso le piattaforme non tocca più i numeri record del periodo pandemico, ma a fine anno la crescita dello streaming si attesta comunque a un +2,2%, portando il settore verso la soglia dei 9 miliardi di euro. A segnare il destino delle tv tradizionali è soprattutto la pubblicità. Nel 2025, infatti, rallenta in maniera significativa la pubblicità lineare, che chiuderà l'anno in territorio leggermente negativo (-0,4%). Cresce, invece, la pubblicità online: l'ingresso recente anche in questo mercato dei grandi streamer ha fatto decollare la raccolta del 30% su base annua. Al calo sensibile degli abbonamenti alla Pay-tv tradizionale e di quelli on demand in modalità premium, fa da contraltare l'incremento di quelli ibridi con la pubblicità. A livello di operatori, a fine anno, la quota di Sky, Mediaset e Rai si stima al di sotto del 67% per la prima volta negli ultimi vent'anni. A trarne vantaggio gli altri operatori, sia broadcaster come Warner Bros Discovery Italia, sia soprattutto gli streamer, a cominciare da Netflix, seguita da Amazon, Dazn e Disney. Quasi inesistente sei anni fa, la loro quota è stimata a fine 2025 intorno all'85% del totale degli altri Operatori.
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