Ecco le figure più richieste nel settore sportivo
Complessivamente sono 35mila i professionisti richiesti. Mentre sono 32 i miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’1,5% del Pil e 421mila gli occupati

Il sistema sportivo italiano ha anche un valore economico. Un esempio arriva dalla mancata qualificazione ai Mondiali di calcio della nostra Nazionale (terza esclusione di fila). Stando alle stime, tutto l’indotto (campo ed extra campo, compresi diritti televisivi, pubblicità, premi e sponsor) porta a una perdita tangibile di almeno 30 milioni di euro, più del 22% del fatturato della Figc attribuibile alla squadra azzurra (dati 2024). E poi c’è anche l’effetto indiretto su attività commerciali come bar, pub, ristoranti, pizzerie. La mancata partecipazione dell’Italia incide per quasi il 7% sugli incassi. Ciò significa meno tasse e meno gettito all’Erario. Per fortuna le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano-Cortina hanno in parte compensato le perdite. Mentre in altre discipline abbiamo raggiunto livelli eccelsi: tennis, pallavolo, atletica, sci, motori.
Nonostante il periodo nero del pianeta-calcio, l’occupazione nello sport è in costante crescita: nel 2023 i lavoratori complessivi erano 421mila, con il 52% degli occupati incaricati in attività strettamente legate allo sport. Il comparto, inoltre, pesa notevolmente sull’economia italiana (1,5% del Pil), avendo generato 32 miliardi di euro di valore aggiunto (Rapporto Sport 2025). Tra le figure chiave che operano in questo settore e che affrontano le sfide dell’industria sportiva contemporanea vi sono gli sport manager, responsabili della definizione delle strategie e della gestione complessiva di club e strutture, affiancati dai facility manager, che garantiscono il corretto funzionamento e la sicurezza degli impianti, e dagli event manager, che si occupano dell’organizzazione di gare, tornei e manifestazioni, curandone ogni fase operativa. In contesti sportivi più complessi, trovano spazio anche figure come gli stadium manager, responsabili della gestione complessiva delle grandi infrastrutture sportive, e i match operation manager, che coordinano tutti gli aspetti organizzativi e logistici legati allo svolgimento delle competizioni, assicurando il rispetto degli standard e il corretto svolgimento degli eventi. Accanto a loro, emergono anche profili sempre più specializzati come gli sport operation manager, che coordinano le attività quotidiane delle strutture, e i venue manager, responsabili della gestione di impianti sportivi complessi, soprattutto in occasione di grandi eventi. Essenziale anche il ruolo dei marketing & communication manager, impegnati nella promozione delle attività e nella valorizzazione delle strutture, e dei partnership manager, che sviluppano collaborazioni tra brand, federazioni e realtà sportive, contribuendo alla crescita del settore. A questi si affiancano figure legate alla progettazione e all’innovazione, come gli sport facility planner e designer, che lavorano allo sviluppo di spazi sempre più efficienti, sostenibili e orientati all’esperienza degli utenti (fonte: Fluidra in collaborazione con il master internazionale in Sport Design and Management del Politecnico di Milano).
Numeri che raccontano un comparto in piena espansione, trainato dai servizi e da una filiera sempre più internazionale: l’export di beni sportivi vola a 4,7 miliardi di euro, con Stati Uniti, Francia e Germania come principali mercati di riferimento. Ma la vera rivoluzione è nella quotidianità: sono 38 milioni gli italiani attivi. Due italiani su tre inseriscono nella loro agenda settimanale l’appuntamento con lo sport o con l’attività fisica. Rispetto al 2023, sono un milione gli italiani che hanno abbandonato il divano scegliendo uno stile di vita attivo, abbassando così il dato dei sedentari sino al minimo storico del 33,2%. Cresce in particolare la quota di chi pratica sport in maniera continuativa, che raggiunge il 28,6% della popolazione, pari a 16,4 milioni di persone, con incrementi significativi tra bambini e over 65. Sono invece 12,3 milioni gli italiani tesserati per un organismo sportivo, che svolgono attività in uno dei 107.804 enti sportivi dilettantistici. Ad accogliere questa domanda crescente di sport, è oggi un’offerta di oltre 78mila impianti e 114mila spazi sportivi, come emerge dal Censimento nazionale dell’impiantistica sportiva. Il 70% è di proprietà pubblica, con i Comuni protagonisti assoluti. Ma emerge un nodo cruciale: oltre il 40% delle strutture risale agli anni Settanta e Ottanta, un patrimonio che chiede interventi urgenti di riqualificazione e rigenerazione. Inoltre il Rapporto mette in luce anche il valore sociale e inclusivo dello sport.
Ecco le figure più richieste
Istruttori sportivi di discipline individuali, allenatori di sport di squadra e trainer di attività outdoor e sport di avventura sono tra i professionisti emergenti del settore sportivo e operano non solo in luoghi fisici come palestre e Centri sportivi, ma sempre più anche on line, offrendo sia programmi personalizzati sia competenze tecniche e metodologiche utili a migliorare prestazioni e diffondere la cultura dello sport. Cresce la domanda anche di istruttori specialistici e adattivi che si dedicano all’allenamento di persone con disabilità, anziani, bambini o soggetti in riabilitazione motoria. In ambito scientifico e sanitario si ricercano poi medici dello sport, che assicurano l’idoneità e la prevenzione delle patologie legate all’attività fisica, istruttori di chinesiologia e fisioterapisti sportivi. La richiesta non investe solo ruoli tecnici, ma aumenta anche per le professioni dell’ambito gestionale e organizzativo. Infatti, attorno alla pratica sportiva ruota sempre più un ecosistema di strutture, iniziative e servizi che richiedono figure specializzate come il direttore di centro sportivo, che cura l’aspetto gestionale e operativo delle sedi, e gli addetti e manutentori di impianti che assicurano efficienza, sicurezza e manutenzione delle palestre. Ruolo sempre più rilevante viene giocato da chi si occupa di eventi, dagli event sport coordinator, che pianificano e gestiscono le manifestazioni sportive ad ogni livello, agli impiegati amministrativo-contabili, dagli sport hospitality operation manager ai venue manager e addetti al controllo accessi. In un anno risultano complessivamente 35mila le nuove opportunità di assunzione per i professionisti del sistema dello sport. Questo è quanto emerge dallo studio di Assolavoro DataLab, l’Osservatorio dell’Associazione nazionale delle Agenzie per il lavoro, che ha stilato la classifica dei profili più richiesti nel sistema sportivo italiano. L’indagine è stata condotta su oltre 80mila annunci di lavoro sulle principali piattaforme, LinkedIn e Indeed, e su fonti terze qualificate. Dallo studio risulta inoltre evidente come anche il sistema dello sport si sta trasformando con l’introduzione delle nuove tecnologie che hanno un impatto funzionale e ancor più culturale. Con le app si contano i passi certo, ma si arricchisce soprattutto il proprio diario personale, inserendo l’utente in una community virtuale in cui condividere valori, obiettivi e riconoscimento reciproco. Si vive lo sport, dunque, come nuovo modo di intessere reti sociali. Inoltre, l’avanzamento tech ha rivoluzionato il marketing e la comunicazione delle imprese sportive che hanno ora spostato il focus su social media, streaming e content marketing. Grande attenzione viene riposta poi nell’impatto sociale, per cui bandi e avvisi di realizzazione di eventi sportivi sia nazionali che internazionali richiedono oggi parametri precisi di sostenibilità sociale, ambientale ed economica, e di coinvolgimento di soggetti a rischio di esclusione.
Istruttori sportivi di discipline individuali, allenatori di sport di squadra e trainer di attività outdoor e sport di avventura sono tra i professionisti emergenti del settore sportivo e operano non solo in luoghi fisici come palestre e Centri sportivi, ma sempre più anche on line, offrendo sia programmi personalizzati sia competenze tecniche e metodologiche utili a migliorare prestazioni e diffondere la cultura dello sport. Cresce la domanda anche di istruttori specialistici e adattivi che si dedicano all’allenamento di persone con disabilità, anziani, bambini o soggetti in riabilitazione motoria. In ambito scientifico e sanitario si ricercano poi medici dello sport, che assicurano l’idoneità e la prevenzione delle patologie legate all’attività fisica, istruttori di chinesiologia e fisioterapisti sportivi. La richiesta non investe solo ruoli tecnici, ma aumenta anche per le professioni dell’ambito gestionale e organizzativo. Infatti, attorno alla pratica sportiva ruota sempre più un ecosistema di strutture, iniziative e servizi che richiedono figure specializzate come il direttore di centro sportivo, che cura l’aspetto gestionale e operativo delle sedi, e gli addetti e manutentori di impianti che assicurano efficienza, sicurezza e manutenzione delle palestre. Ruolo sempre più rilevante viene giocato da chi si occupa di eventi, dagli event sport coordinator, che pianificano e gestiscono le manifestazioni sportive ad ogni livello, agli impiegati amministrativo-contabili, dagli sport hospitality operation manager ai venue manager e addetti al controllo accessi. In un anno risultano complessivamente 35mila le nuove opportunità di assunzione per i professionisti del sistema dello sport. Questo è quanto emerge dallo studio di Assolavoro DataLab, l’Osservatorio dell’Associazione nazionale delle Agenzie per il lavoro, che ha stilato la classifica dei profili più richiesti nel sistema sportivo italiano. L’indagine è stata condotta su oltre 80mila annunci di lavoro sulle principali piattaforme, LinkedIn e Indeed, e su fonti terze qualificate. Dallo studio risulta inoltre evidente come anche il sistema dello sport si sta trasformando con l’introduzione delle nuove tecnologie che hanno un impatto funzionale e ancor più culturale. Con le app si contano i passi certo, ma si arricchisce soprattutto il proprio diario personale, inserendo l’utente in una community virtuale in cui condividere valori, obiettivi e riconoscimento reciproco. Si vive lo sport, dunque, come nuovo modo di intessere reti sociali. Inoltre, l’avanzamento tech ha rivoluzionato il marketing e la comunicazione delle imprese sportive che hanno ora spostato il focus su social media, streaming e content marketing. Grande attenzione viene riposta poi nell’impatto sociale, per cui bandi e avvisi di realizzazione di eventi sportivi sia nazionali che internazionali richiedono oggi parametri precisi di sostenibilità sociale, ambientale ed economica, e di coinvolgimento di soggetti a rischio di esclusione.
La formazione
Sono tanti i corsi che consentono di inserirsi nel mondo dello sport. Dipende anche dal ruolo e dal tipo di formazione che si vuole conseguire. Oltre ai licei sportivi, alle Università e ai master, anche le federazioni sportive organizzano spesso corsi per arbitri, allenatore, istruttore, gestore di impianti eccetera. «Per formare figure di alta specializzazione occorrono programmi di formazione post-laurea di eccellenza. Il master internazionale in Sport Design and Management costituisce su questo fronte un riferimento a scala globale con un programma multidisciplinare in grado di affrontare la complessità del design e del management dell’industria dello sport e dei grandi eventi sportivi», sottolinea Davide Allegri, coordinatore didattico e scientifico del master internazionale in Sport Design and Management del Politecnico di Milano.
Sono tanti i corsi che consentono di inserirsi nel mondo dello sport. Dipende anche dal ruolo e dal tipo di formazione che si vuole conseguire. Oltre ai licei sportivi, alle Università e ai master, anche le federazioni sportive organizzano spesso corsi per arbitri, allenatore, istruttore, gestore di impianti eccetera. «Per formare figure di alta specializzazione occorrono programmi di formazione post-laurea di eccellenza. Il master internazionale in Sport Design and Management costituisce su questo fronte un riferimento a scala globale con un programma multidisciplinare in grado di affrontare la complessità del design e del management dell’industria dello sport e dei grandi eventi sportivi», sottolinea Davide Allegri, coordinatore didattico e scientifico del master internazionale in Sport Design and Management del Politecnico di Milano.
Mentre con il libro Lean Thinking e Sport Management di Flavio Alberti, con una prefazione di Andrea Furlan, si tenta di applicare i principi del lean management – nato in Toyota dall’osservazione diretta dei processi produttivi – in un contesto radicalmente diverso da quello industriale: le associazioni sportive dilettantistiche. Attraverso il caso studio dello Sci Club Druscié di Cortina, Alberti mostra come strumenti pensati della lean production possano generare valore anche in una realtà sportiva non profit, con effetti tangibili sull’efficienza, la leadership condivisa e la valorizzazione delle risorse. Il volume propone un approccio all’avanguardia, il lean sport service, tramite esempi concreti e strumenti operativi, restituendo uno sguardo nuovo sulla trasversalità della Lean. Lo sport diventa così un laboratorio di gestione dove ogni risorsa conta e ogni processo può essere migliorato. Un testo pionieristico che colma un vuoto nella letteratura manageriale e propone un modello adattabile, replicabile e innovativo per chiunque desideri portare efficienza in campo e fuori. «L’obiettivo di questo libro è quello di far crescere le organizzazioni sportive, migliorandone l’efficienza operativa, la qualità del servizio e la sostenibilità economica - conclude Alberti -. Vuole fornire degli strumenti concreti per aumentare il valore aggiunto delle società, ripensando il modo di gestire lo sport, in modo innovativo».
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