Carriere lunghe e competenze: le imprese alla prova del talento

Il Consorzio Elis coordina 30 grandi aziende e istituzioni per politiche che sostengano salute, motivazione e competenze dei lavoratori over 60, garantendo continuità produttiva in una fase in cui è difficile attrarre talenti
February 11, 2026
Carriere lunghe e competenze: le imprese alla prova del talento
Nelle aziende c'è ancora spazio per i lavoratori senior/ WEB
Tra competenze difficili da trovare e talenti ancora più difficili da attirare e trattenere, per le imprese italiane si apre una nuova sfida: la permanenza volontaria di chi ha già maturato i requisiti pensionistici come misura per rispondere alla carenza delle competenze stesse.
Un’idea che sembra piacere a oltre 30 grandi aziende che hanno aderito al progetto GenerAzione Talento, promosso dal Consorzio Elis sotto la presidenza di turno di Silvia Maria Rovere, presidente di Poste Italiane, che si sono ritrovate ieri presso la sede dell’Accademia Inps di Palazzo Mazzoni a Roma. Il tavolo di lavoro ha l'obiettivo di elaborare e portare all'attenzione delle istituzioni proposte e strumenti capaci di favorire una vita lavorativa più lunga, sostenibile e produttiva. Oltre a garantire continuità produttiva e rafforzare la sostenibilità del sistema previdenziale.
Le proiezioni dell’Ocse, contenute nell’Employment Outlook 2025, confermano infatti uno scenario preoccupante: senza interventi strutturali, entro il 2060 il numero di lavoratori in Italia potrebbe diminuire del 34%, a fronte di una riduzione media dell’8,1% nei Paesi Ocse. Un dato che si inserisce in un quadro demografico particolarmente critico: con un’età media di circa 46,8 anni, l’Italia è oggi il Paese più anziano d’Europa e tra i più anziani al mondo. In questo scenario, diventa sempre più urgente valorizzare pienamente tutte le risorse disponibili, a partire dai professionisti senior, e ripensare i modelli organizzativi e di sviluppo del capitale umano.
Tra le proposte avanzate dal Consorzio Elis, anche azioni di accompagnamento alla transizione lavoro-pensione, per rendere questa fase più consapevole e pianificata, mettendo lavoratori e aziende nelle condizioni di valutare per tempo le opportunità disponibili. Per i lavoratori con un orizzonte professionale ancora lungo, il tavolo lavorerà in dialogo con le istituzioni all’individuazione di strumenti e possibili interventi normativi per sostenere nel tempo salute, competenze e motivazione delle persone, rendendo più sostenibile l’allungamento della vita lavorativa in un contesto demografico in rapido cambiamento e favorendo un migliore equilibrio tra vita professionale e personale.
D’altronde, i giovani che iniziano oggi a lavorare andranno in pensione a 70 anni. Succederà in Italia, ma anche in altri Paesi alle prese con un consistente invecchiamento della popolazione. La previsione è contenuta nel rapporto dell’Ocse Pensioni in sintesi 2025.
«Si tratta di una sfida strutturale fondamentale, con significative implicazioni economiche, fiscali e sociali», ha spiegato il segretario generale dell’Ocse, Mathias Cormann. «Viviamo più a lungo e in salute, quindi dobbiamo lavorare più a lungo», ha aggiunto indicando come unica soluzione l’aumento dell’età pensionabile effettiva e dell’occupazione tra gli over 60. Secondo il numero uno dell’Ocse, i Paesi «dovranno quindi affrontare una pressione al ribasso sulle loro entrate, in un contesto di crescente spesa correlata all’invecchiamento demografico». L’invecchiamento della popolazione, si legge nello studio, è dovuto «ai bassi tassi di natalità e alle maggiori aspettative di vita» che continueranno ad aumentare la pressione fiscale sui sistemi pensionistici «in un periodo di elevato debito pubblico e di esigenze di spesa contrastanti».
Le proposte elaborate nell’ambito del progetto GenerAzione Talento saranno supportate da una rilevazione su larga scala all’interno delle aziende aderenti, finalizzata a raccogliere dati, bisogni e priorità dei lavoratori senior, così da fornire una base empirica condivisa per l’elaborazione delle future proposte. La fase di “ascolto” prenderà il via nei prossimi giorni e sarà guidata dai professori Francesco Billari, rettore dell’Università Bocconi, e Vincenzo Galasso, direttore del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dello stesso Ateneo.

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