Lavoratori in sciopero per lo smart working: cos'è successo alla Bonfiglioli Riduttori

di Chiara Pazzaglia, Bologna
In mobilitazione i dipendenti in Emilia-Romagna. Mazzetti, capo di gabinetto di Bologna: «La conciliazione vita-lavoro è importante, cerchiamo un punto d’incontro»
March 20, 2026
Lavoratori in sciopero per lo smart working: cos'è successo alla Bonfiglioli Riduttori
Non c’è pace per la Bonfiglioli Riduttori, azienda meccanica con oltre 60 anni di storia, leader mondiale nella progettazione e produzione di riduttori di velocità e nell’automazione in generale. I lavoratori, infatti, hanno intrapreso uno sciopero contro la riduzione dello smart working, avvenuta a partire dal primo febbraio: da due giorni a settimana a uno, «senza alcun confronto preventivo con i sindacati», osserva la Cgil in una nota. Questa mobilitazione arriva altresì dopo il rifiuto della direzione di aprire un tavolo di trattativa anche in vista del rinnovo del contratto aziendale. Tale variazione del lavoro agile giunge a meno di un anno dalla revisione del giugno 2025, quando erano state accolte le richieste dei lavoratori in materia di conciliazione vita-lavoro.
«Non accettiamo che esistano temi e ambiti sottratti alla contrattazione. Lo smart working è una questione centrale per la qualità del lavoro e della vita delle persone e deve essere oggetto di confronto con le lavoratrici, i lavoratori e le loro rappresentanze», ha scritto nella nota Gianni Cotugno, coordinatore nazionale del Gruppo Bonfiglioli per la Fiom-Cgil. Luca Francia, coordinatore per la Uilm, ha aggiunto che negli ultimi anni i dipendenti «hanno dimostrato di saper utilizzare questo strumento in modo responsabile, senza alcun impatto negativo sulla produttività». I sindacati, dunque, intendono proseguire con le assemblee per la presentazione e l’approvazione della piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto aziendale. «Il nostro obiettivo – concludono – è aprire una trattativa vera e ottenere l’inserimento del lavoro agile tra i temi centrali del prossimo contratto».
Stefano Mazzetti, Capo di Gabinetto della città metropolitana di Bologna, non si tira indietro: «Il tema della conciliazione vita-lavoro è importante», ha commentato. «Sul rapporto tra lavoro agile e qualità della vita dei lavoratori si aperto un confronto fra azienda e sindacati, che auspichiamo e confidiamo troverà un punto di incontro».
Questa mobilitazione arriva dopo quella di fine febbraio, quando i sindacati avevano indetto uno sciopero, temendo che l’annuncio di un recente piano di innovazione tecnologica, aspetto su cui l’azienda investe moltissimo, potesse portare fino a 60 esuberi di personale. La Presidente dell’azienda, Sonia Bonfiglioli, che è anche Presidente di Confindustria Emilia Centro, aveva prontamente respinto le accuse: «Fintanto che un’azienda, come nel nostro caso, decide di fare investimenti importanti (pari a circa 3,5 milioni di euro destinati ad impianti nuovi, formazione e assunzioni), nel territorio, va sempre bene, soprattutto considerate le condizioni al contorno. Sarebbe da preoccuparsi il giorno che decidessimo di investire in martelli e carriole, aspettando silenziosi il declino per obsolescenza», aveva detto.
L’azienda impiega attualmente oltre 5.000 dipendenti, presenti in 80 Paesi, a partire dalla sede centrale di Calderara di Reno (Bo) e quelle di Forlì, Carpiano (Mi) e Rovereto (Tn).

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