
Vent’anni di Italia del Gusto, 20 anni di crescita e internazionalizzazione dell’agroalimentare italiano. In occasione delle celebrazioni per il ventennale del Consorzio, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha consegnato a Giovanni Rana, fondatore e presidente onorario di Italia del Gusto, la Moneta dedicata alla Cucina italiana Patrimonio Unesco.
Un riconoscimento a una storia imprenditoriale fondata su famiglia, lavoro, qualità e capacità di portare nel mondo il valore delle tradizioni italiane. Nel corso dell’evento celebrativo ospitato al Chiostro del Bramante di Roma, imprese e istituzioni si sono confrontate sulle prospettive del settore e sulle sfide dei mercati internazionali. Secondo i dati Nomisma per Italia del Gusto, nel 2025 l’export agroalimentare italiano ha raggiunto i 59,3 miliardi di euro (+5,1%), confermando l’Italia al sesto posto mondiale tra gli esportatori del comparto e una quota pari al 4,6% del commercio globale del settore.
Nel suo intervento, il ministro Lollobrigida ha sottolineato la resilienza del sistema agroalimentare italiano, evidenziando come le imprese del settore abbiano saputo affrontare con successo le più complesse dinamiche commerciali e geopolitiche. Una capacità confermata anche dai dati più recenti, suddivisi per aree geografiche: l’Europa si conferma il motore principale dello sviluppo, registrando un ottimo +7,3% (spiccano le performance di Polonia al +21,6% e Spagna al +13,0%), mentre la principale eccezione in negativo è rappresentata dagli Stati Uniti, mercato chiave, che ha subito un calo del 4,5%, effetto dei dazi di Trump. Giovanni Rana ha invece ricordato il percorso compiuto in questi venti anni dal consorzio, passato da cinque a 35 miliardi di euro in quanto a fatturato aggregato, e ha ribadito il valore della «collaborazione tra imprese» come leva di crescita e competitività.
«In questi vent’anni, Italia del Gusto ha dimostrato che fare sistema non è soltanto una scelta organizzativa, ma una vera leva strategica per competere e crescere sui mercati internazionali - ha sottolineato Giacomo Ponti, presidente del Consorzio e Cavaliere del lavoro -. La capacità di unire esperienze, competenze e visioni diverse ha permesso alle aziende consorziate di aumentare il proprio business all’estero e di consolidare il posizionamento del "Made in Italy" nel mondo. La forza del nostro Paese oggi sta proprio nella capacità di presentarsi in modo coeso sui mercati esteri, valorizzando identità, qualità e innovazione».
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