Formazione: 41mila iscriti agli Its ma nel 2030 ne serviranno almeno il quadruplo

Servono almeno 300 milioni di euro per creare un fondo strutturale nazionale e dare stabilizzazione al settore secondo la Rete Its Italia
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October 8, 2026
Formazione: 41mila iscriti agli Its ma nel 2030 ne serviranno almeno il quadruplo
Alcuni studenti dell’Istituto professionale di Lissone
Nel nostro Paese il lavoro c’è, ma mancano i giovani qualificati. Per ogni ragazzo che esce da un percorso ITS Academy, scuole di alta specializzazione tecnologica post-diploma che formano tecnici superiori in settori strategici per l’economia, il mercato del lavoro offre in media 13 opportunità di assunzione, che diventano oltre 53 nel settore dei servizi e circa 39 in quello della casa e del design.
Grazie ai fondi del Pnrr c’è stato un cambio di marcia importante per questi istituti, con un finanziamento complessivo di un miliardo e mezzo di euro, di cui 500 milioni destinati all’ampliamento dei laboratori e delle attrezzature. Adesso però servono almeno 300 milioni di euro per creare un fondo strutturale nazionale e dare stabilizzazione al settore, come ha ricordato Guido Torrielli, presidente di Rete Its Italia, l’associazione nazionale delle Fondazioni degli Istituti Tecnologici Superiori, che ha fatto un appello diretto alla premier Giorgia Meloni per trovare le risorse nella prossima manovra economica.
Un appello che è arrivato alla conclusione dell’evento “Contaminazioni - Gli ITS Academy per la crescita del Sistema Paese”, organizzato da Rete ITS Italy in collaborazione con EY Foundation. Un incontro che ha messo attorno allo stesso tavolo rappresentanti del governo, istituzioni, Confindustria, sistema camerale e mondo della formazione per fare il punto su un segmento cruciale per la competitività industriale e l’occupazione giovanile. «Gli ITS hanno un’importanza strategica nel nostro sistema di formazione e i risultati lo confermano: abbiamo superato di gran lunga i target previsti dalla Commissione Europea, perché l’obiettivo Pnrr era di 11.000 iscritti e oggi sono 41.000. Un successo molto importante, su cui dobbiamo continuare a insistere» ha spiegato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
A confermare la centralità della formazione tecnica è anche lo studio “Formare i tecnici del futuro”, promosso da Rete ITS Italy e realizzato da EY ed EY Foundation su un campione di 74 Fondazioni in 15 Regioni. L’analisi evidenzia come circa l’80% dei diplomati trovi occupazione entro un anno dal titolo, nel 92,8% dei casi in ruoli perfettamente coerenti con la specializzazione ottenuta. Inoltre, il 63% dei contratti sottoscritti è a tempo indeterminato o in apprendistato. La sfida principale resta tuttavia il profondo sbilanciamento tra domanda e offerta. «Entro il 2035 il fabbisogno annuale delle aziende toccherà i 143mila tecnici superiori (+22,1%), spinto prevalentemente dal ricambio generazionale – ci spiega Carlo Chiattelli, People Consulting Leader di EY Italia - Già per il 2025 le entrate programmate dalle imprese toccano quota 117mila, a fronte di una disponibilità di diplomati ancora insufficiente a coprire le posizioni aperte, soprattutto nei settori ICT, meccatronica, servizi alle imprese ed energia».
«In una fase in cui oltre il 70% delle imprese con ricerche di personale in corso incontra difficoltà nel reperire i profili necessari - ha sottolineato Riccardo Di Stefano, vice presidente di Confindustria per Education e Innovation - ridurre il tempo tra la nascita di un fabbisogno professionale e la risposta del sistema formativo è una priorità per la competitività italiana».
Oggi la domanda si concentra soprattutto su intelligenza artificiale, cybersecurity, dati, cloud, automazione, robotica, meccatronica avanzata, energia e sostenibilità. Ed è proprio di questi profili tecnici che il mondo delle imprese e della Pa ha urgentemente bisogno.
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