Addio ai timbri sul passaporto: per entrare in Europa controllo sui dati biometrici

di Corrado Garrone
Le nuove norme operative in 30 Paesi europei. Il commissario Brunner: pieno controllo su chi entra ed esce
April 11, 2026
Addio ai timbri sul passaporto: per entrare in Europa controllo sui dati biometrici
Stop ai timbri sul passaporto per chi arriva da fuori Ue ci saranno controlli su dati biometrici/ANSA
I timbri a mano sul passaporto di chi arriva in Europa vanno (quasi tutti) in pensione. È operativo da ieri il nuovo sistema automatizzato di ingressi/uscite (Ees, nell’acronimo inglese), che registra digitalmente e centralizza i dati biografici e biometrici (incluse le impronte digitali) dei cittadini di Paesi extra-Ue presenti per un massimo di 90 giorni. L’Ees rimpiazza la timbratura dei passaporti e rappresenta «il sistema informatico di controllo delle frontiere più avanzato al mondo»: fornisce una panoramica di tutti gli attraversamenti, in ingresso o in uscita, delle frontiere esterne, e consente di individuare i soggiorni oltre i limiti consentiti, al pari dei casi di furto d’identità o falsificazione dei documenti. L’Ees si applica ai 29 Paesi membri dello Spazio Schengen di libera circolazione delle persone, cioè a 25 Stati dell’Unione europea (tutti, tranne Irlanda e Cipro) e a Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein.
Per Bruxelles, la piena operatività dell’Ees è un altro tassello nel più ampio disegno politico di stretta securitaria sugli arrivi. «Con l’Ees, assumiamo il pieno controllo su chi entra e chi esce dall’Unione, quando e dove», ha affermato il commissario europeo agli Affari interni e alla migrazione, Magnus Brunner. Il meccanismo automatizzato ai varchi d’ingresso «dota le nostre frontiere esterne di sistemi tecnologici moderni, interoperabili e altamente avanzati, riflettendo l’impegno dell’Europa a garantire una protezione solida dei confini», gli ha fatto eco la vicepresidente esecutiva della Commissione, Henna Virkkunen, titolare di Sovranità Tecnologica e Sicurezza, secondo cui l’Ees «consentirà alle autorità di individuare i rischi in tempo reale, contrastare più efficacemente i soggiorni irregolari e rafforzare la fiducia nell’area Schengen».
A regime, a Bruxelles dicono che ci vorranno 70 secondi per le verifiche, anche se ammettono che nella transizione diversi Paesi hanno incontrato difficoltà tecniche. Nel giorno del debutto, vari passeggeri hanno denunciato forti ritardi, aggravati dagli importanti flussi di rientro in concomitanza con gli ultimi scampoli di vacanze pasquali. Altre località non sono, invece, ancora pronte: alla stazione ferroviaria londinese di St Pancras, ad esempio, dove si sale sull’Eurostar per Parigi, Bruxelles o Amsterdam, i controlli della polizia di frontiera continuano a essere effettuati in maniera tradizionale, riferiscono i media britannici. A fine marzo, l’alleanza degli aeroporti continentali e quella delle compagnie aeree si erano rivolte alla Commissione denunciando code stabilmente superiori alle due ore negli orari di punta. Per la Commissione, però, il bicchiere continua a essere mezzo pieno.
«La fase di attuazione ha finora registrato buoni progressi»: dalla sua introduzione, nell’ottobre 2025, «sono stati registrati oltre 52 milioni di ingressi e uscite, con più di 27 mila rifiuti di ingresso, di cui quasi 700 persone identificate come potenziali minacce alla sicurezza dell’Ue». Per evitare intoppi, i governi possono ricorrere a «forme di flessibilità», come la sospensione della registrazione dei dati biometrici, fino a settembre, così da coprire il periodo estivo. Ed evitare di aggiungere altre variabili a una stagione che - tra rotte sospese e carburante che manca - si preannuncia già piena di incognite per i viaggi in aereo.

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