Inquieti, per costruire la pace: la sfida di YouTopic
di Irene Funghi
A Rondine, in provincia di Arezzo, dal 4 al 7 giugno, torna il festival che riunisce il mondo della cultura, dell’informazione, dell’educazione, delle istituzioni e della diplomazia popolare per disinnescare i conflitti

Saranno giornate disarmanti. Sono queste le parole – entrate ora, grazie a Leone XIV, più spesso, anche nel dibattito pubblico – con cui ogni anno l’Italia si mette in cammino per ritrovarsi a YouTopc Fest, il festival di Rondine Cittadella della pace, dove, nella cittadina in provincia di Arezzo, il mondo della cultura, dell’informazione, dell’educazione, delle istituzioni e della diplomazia popolare si ritrova, per ripartire, poi, più consapevole che la pace è possibile. A testimoniarlo, anche quest’anno, dal 4 al 7 giugno, saranno le storie di chi ha vissuto in prima persona il disinnescarsi dei conflitti. Tra questi, i giovani della World House, lo studentato internazionale che accoglie ragazzi e ragazze provenienti da Paesi in guerra che imparano, nel borgo medievale di Rondine, a guardare negli occhi quello che nelle proprie terre chiamavano nemico, per scrivere insieme una nuova pagina di futuro. Con loro, ci saranno anche gli studenti che da più regioni della penisola scelgono di passare lì il quarto anno delle scuole superiori, elaborando progetti di ricaduta sociale da riportare nei propri territori e imparando dai più grandi dello studentato internazionale il coraggio della pace. In questa edizione del festival, si incontreranno poi voci e volti intorno al tema “Inquietudine – Come custodire la scintilla dell’umano?”, per parlare di educazione alla pace, di dialogo tra culture e popoli, anche tutt’ora in conflitto, dell’importanza del linguaggio, di impegno contro le mafie, di giustizia riparativa e delle sfide presentate dall’intelligenza artificiale. Tra i tanti panel, anche la presentazione in anteprima, il 6 giugno alle 10, del libro “Parole inquete” del fondatore di Rondine Franco Vaccari – in libreria dall’8 giugno –, che, con la prefazione della diplomatica Elisabetta Belloni e la postfazione del direttore di Avvenire Marco Girardo, raccoglie gli editoriali dell’autore usciti sul quotidiano con cui Vaccari prende per mano le parole «forza», «difesa», «deterrenza», «armi», per sottrarle al dibattito pubblico e riportarle alla coscienza e alla responsabilità di ognuno, recuperando la possibilità di aprire nuove vie di pace.
A concludere il festival, sarà un concerto, dal titolo “Destinazione Pace”, in cui Lorenzo Jovanotti, Amara, Giovani Caccamo e l’Oida-Orchestra instabile di Arezzo dialogheranno con i giovani di Rondine. Il ricavato della serata sarà per gli studenti internazionali e devoluto alla Cittadella, che potrà così sostenere nuove borse di studio per far arrivare tra le colline di Arezzo nuovi giovani provenienti da contesti di guerra (iscriversi e donare è possibile tramite il portale Rete del Dono al link https://www.retedeldono.it/festa-finale-youtopic). Testimonial della serata, Lorenzo Jovanotti ha già invitato i suoi fan a partecipare attraverso i propri canali social.
Il cantante, in effetti, conosce bene il borgo medievale aretino; lo scorso 5 settembre, in occasione dell’aperura dell’anno scolastico per gli studenti italiani che scelgono di studiare lì, Lorenzo era con loro, pronto ad incoraggiarli a portare, senza esitazione, il loro cambiamento nella realtà: «Il mondo nasce tutte le mattine – dice –. Tutte le volte che vi alzate è nuovo. Voi potete metterne a posto un pezzo, potete migliorarne una parte, renderla più vitale».
Ad apire il festival sarà invece la marcia “In Cammino per la pace”, che da Arezzo arriverà al borgo di Rondine. Realizzata fin dal primo anno di guerra tra Russia e Ucraina, l’anno scorso ha coinvolto ottomila giovani, che insieme a insegnanti e cittadini hanno mostrato pubblicamente il loro no alla cultura della guerra.





© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire 





