Per gli 800 anni dalla morte di san Francesco il mondo oggi è riunito ad Assisi
di Irene Funghi
Il capo dello Stato e gli ambasciatori accreditati presso la Repubblica italiana sono attesi alla Messa presieduta da Zuppi nel giorno che torna a essere festa nazionale, mentre volge al termine il percorso dei centenari avviato nel 2023

Quella di oggi è una festa preparata, attesa e voluta. Non solo perché da quest’anno il giorno dedicato a san Francesco torna a essere festa nazionale, ma perché tutto il mondo stamani è idealmente riunito nella cittadina del Poverello per la chiusura dell’ottavo centenario della sua morte. Tra ieri e oggi intorno al patrono d’Italia, contando solo chi transita dalla Basilica di San Francesco in Assisi, si raccoglieranno circa 25mila persone. Per le celebrazioni principali, per motivi di sicurezza, è prevista una prenotazione, ma i posti disponibili sono esauriti da tempo. E se fuori dalla Basilica i maxischermi permettono di seguire ciò che avviene all’interno, per chi non è ad Assisi sono state organizzate diverse dirette streaming e, oltre alla copertura su Rai1, anche alcune televisioni di Paesi europei hanno chiesto di ricevere il segnale. Da giorni Assisi è affollata da processioni, visite sui luoghi del santo, preghiere e predicazioni per la novena che ha preparato a questo giorno. Oggi la celebrazione eucaristica delle 9.45 nella Basilica di San Francesco (3mila le prenotazioni dei fedeli), è celebrata dal presidente della Cei e arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi. Assieme a lui sono attesi il Consiglio permanente della Cei, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i presidenti delle Regioni, i sindaci dei Comuni capoluogo di Regione e gli ambasciatori dei Paesi accreditati presso la Repubblica italiana. A seguire, come da tradizione, l’accensione della “Lampada votiva dei Comuni d’Italia”, quest’anno, per la prima volta, da parte del sindaco di Assisi Valter Stoppini, con l’olio offerto dalla Regione Umbria. Il capo dello Stato, alle 11.20, rivolgerà un discorso al Paese dalla Loggia del Sacro Convento, al quale, a nome della Famiglia francescana, unirà le sue parole il custode del Sacro Convento fra Marco Moroni e alle 12 i maxischermi permetteranno di unirsi all’Angelus del Papa. Ma le celebrazioni proseguono fino a sera con i Vespri e una processione presieduti dall’arcivescovo Felice Accrocca, pastore della Chiesa di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, durante i quali verranno distribuiti rami d’olivo, come segno di pace, e ci sarà una benedizione all’Italia e al mondo dal Cupolino della Basilica. Già da ieri le campane hanno iniziato a suonare poco prima della mezzanotte, quando nella chiesa inferiore a celebrare la Messa è stato il cardinale Ángel Fernandez Artime, legato pontificio per le Basiliche papali di Assisi, e prima ancora, alle 17.30, il segretario generale della Cei e arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi ha presieduto i Primi Vespri nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. È da lì che arrivano le prime parole della Chiesa italiana. Incoraggiati da un santo che aspetta la morte cantando e lodando Dio, «dobbiamo riprendere a parlare di questa festa, che non è una “fine”, ma il compimento di ogni desiderio», dice Baturi del momento della morte. L’esempio di Francesco, spentosi circondato dai suoi frati, e il messaggio lanciato dal Papa durante il viaggio in Francia spingono a rimarcare «l’importanza delle relazioni e della cura: stare accanto a chi soffre fa parte della missione della Chiesa, come segno di tenerezza», interviene l’arcivescovo.
La ricorrenza è stata preceduta dal centenario della Regola Bollata e del presepe di Greccio nel 2023, da quello delle stimmate nel 2024 e da quello della composizione del Cantico delle Creature nel 2025. Adesso si avvia verso la conclusione un percorso, anzitutto di grazia, che ha visto un afflusso straordinario di pellegrini nei luoghi francescani, nei quali è stato possibile, in alcune occasioni anche prima del Giubileo (come nel 2024 al Santuario della Verna), lucrare l’indulgenza plenaria. Così come è ancora possibile farlo grazie allo «speciale Anno di san Francesco», apertosi per l’ultimo centenario il 10 gennaio scorso e in corso fino al 10 gennaio 2027. Tra le tante occasioni vissute nell’ultimo anno, resterà storica la prima ostensione pubblica e prolungata, dal 21 febbraio al 22 marzo, delle spoglie mortali di san Francesco, spentosi alla Porziuncola, nella sera del sabato del 3 ottobre, chiedendo di essere posto «nudo sulla nuda terra». Sono circa 370mila i pellegrini che le hanno venerate, mentre Leone XIV pregò sulla tomba del santo nel novembre 2025 in occasione del Consiglio permanente della Cei ad Assisi. Il Papa sarebbe poi tornato nella cittadina umbra per concludere, il 6 agosto, “Go!”, il raduno dei giovani europei, in molti arrivati a piedi alla Porziuncola per il perdono di Assisi. Ma anche la società civile e la politica hanno partecipato alle celebrazioni con iniziative proprie e nate anche in seno al Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco di Assisi. Tra le tante, quelle per la tutela del patrimonio artistico legato al santo, i progetti di catalogazione del patrimonio manoscritto e librario della Biblioteca del Sacro Convento e la messa a sistema di tutto il materiale audiovisivo prodotto sul Poverello. Nelle diocesi, non si contano le iniziative promosse nel nome di san Francesco, dalle mostre presepiali del primo centenario, alla richiesta e l’ascolto delle testimonianze dei francescani in terre di missione e nei luoghi della Custodia di Terra Santa, fino alle iniziative più recenti, che vedono l’accoglienza in diversi luoghi anche di alcune reliquie provenienti da Assisi. Mentre di rilievo nazionale è stato il Festival Francescano promosso dal Movimento francescano dell’Emilia-Romagna, che a Bologna ha riflettuto a fine settembre per quattro giorni su “Sorella morte”. Una sorella, che è tale quando ci permette un passaggio, la possibilità di un di più. L’eredità di Francesco mostra da sola come questo sia possibile, indicando già il prossimo appuntamento nel nome del Poverello: quello organizzato da Sant’Egidio, che dal 25 al 27 ottobre vedrà ancora nella cittadina umbra diversi capi religiosi invocare la pace per il 40° anniversario dello Spirito di Assisi.
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