Un agostiniano nuovo elemosiniere del Papa. Il cardinale Krajewski torna in Polonia

Leone XIV sceglie il vescovo confratello spagnolo che era alla segreteria del Sinodo come prefetto del Dicastero per la carità. Il saluto a Krajewski, uno dei volti del pontificato di Francesco in prima linea nella solidarietà fra i poveri e le vittime delle guerre
March 12, 2026
Un agostiniano nuovo elemosiniere del Papa. Il cardinale Krajewski torna in Polonia
Il vescovo Luis Marín de San Martín e papa Leone XIV / @LMarinOSA
Lo aveva chiamato dalla Spagna a Roma quando era priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino. E poi Francis Robert Prevost lo aveva voluto anche a Chiclayo, in Perù, dove il futuro Papa era vescovo, per seguire la formazione del clero e declinare nel quotidiano la sfida della sinodalità. Adesso Leone XIV chiama il vescovo Luis Marín de San Martín, agostiniano come lui e originario della Spagna, a essere elemosiniere di Sua Santità, ossia prefetto del Dicastero per il servizio della carità. Un uomo di fiducia del Pontefice e un suo “amico”, come lo definisce la stampa cattolica iberica, che finora era sottosegretario della Segreteria generale del Sinodo. Succede al cardinale Konrad Krajewski che il Papa fa tornare nella sua città natale in Polonia nominandolo arcivescovo metropolita di Lodź.
Il nuovo elemosiniere pontificio ha 64 anni ed è originario di Madrid dove è nato il 21 agosto 1961. Ha emesso i primi voti nell’Ordine nel 1982 e i voti solenni nel 1985. Sacerdote dal 1988, è stato formatore in Seminario, priore del monasterio de Santa María de La Vid, professore di teologia nei centri agostiniani della Spagna, docente alla Facoltà di teologia a Burgos, presidente dell’Institutum Spiritualitatis Augustinianae, assistente generale dell’Ordine. A volerlo archivista generale dell’Ordine era stato il priore generale Prevost. «È stato lui a portarmi qui a Roma per essere archivista generale e membro di alcune commissioni dell'Ordine – ha raccontato Luis Marín de San Martín al sito revistaecclesia.es all’indomani dell’elezione di Leone XIV –. Abbiamo condiviso la vita quotidiana. Sono stati cinque anni di meravigliosa convivenza. Poi papa Francesco lo ha inviato a Chiclayo come vescovo, e mentre ero lì, mi ha chiamato per offrire un corso di formazione permanente per i suoi sacerdoti. Sono stato a Chiclayo, ho conosciuto la gente, i sacerdoti, ho celebrato la Messa in Cattedrale... Quando stava già lavorando al Sinodo, mi ha chiesto di spiegare la sinodalità al clero, e abbiamo avuto diversi incontri online. Tornato a Roma, abbiamo continuato a condividere la preghiera, l'Eucaristia, i pasti e il dialogo quando è venuto qui. Abbiamo anche lavorato insieme al processo sinodale». Nel 2021 papa Francesco lo aveva scelto come uno dei sottosegretari del Sinodo e lo aveva voluto vescovo. Con la nuova nomina, Leone XIV conferisce a Luis Marín de San Martín la dignità di arcivescovo.
Il cardinale Krajewski è uno dei volti del pontificato di Francesco, in prima linea nella solidarietà fra i poveri e le vittime delle guerre. Ha incarnato la “Chiesa povera fra i poveri”. Papa Bergoglio lo aveva nominato elemosiniere pochi mesi dopo la sua elezione al soglio pontificio e lo aveva creato cardinale nel 2018. Accanto ai senzatetto di Roma, è stato l’ideatore alcuni servizi per gli “ultimi” intorno a piazza San Pietro, dalla doccia al barbiere, dall’ambulatorio medico gratuito “Madre di misericordia” al recente polo radiologico inaugurato lo scorso autunno da Leone XIV.  Più volte è stato in Ucraina sotto le bombe, anche a ridosso della linea del fronte, per consegnare viveri, aiuti alla popolazione, ambulanze e apparecchi medicali per gli ospedali nelle zone di combattimento. Nel 2019 l’episodio nel palazzo occupato di Spin Time, nel centro di Roma, quando aveva ripristinare l’energia elettrica che era stata “tagliata”.  Krajewski è stato a servizio di quattro Papi per 28 anni: prima come cerimoniere pontificio nell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Pontefice e poi come elemosiniere. Originario proprio di Lodź, città di 650mila abitanti nel cuore della Polonia, ha 62 anni. È prete dal 1988 ha ottenuto la licenza in liturgia al Pontificio Istituto Liturgico di Sant’Anselmo a Roma e il dottorato in teologia, con la specializzazione in liturgia, alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino di Roma. In Polonia è stato vicario parrocchiale, cerimoniere dell’arcivescovo di Lodź, docente nel Seminario diocesano, dei Francescani e dei Salesiani, e all’Accademia di Varsavia. Poi l'approdo a Roma. E ora il ritorno nella sua città come arcivescovo.

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