Leone XIV: rifuggire gli approcci identitari che creano solo nemici

di Giacomo Gambassi, inviato a Madrid
Nel primo discorso durante il viaggio in Spagna il Papa incoraggia a «coltivare «l’amicizia sociale». Bene Madrid sulla fedeltà al diritto internazionale, sul multilateralismo, sulla pace. La sicurezza? «Ci illudiamo venga dalle armi e dai muri. Invece matura nell’imparare a fare strada con l’altro»
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June 6, 2026
Leone XIV: rifuggire gli approcci identitari che creano solo nemici
I reali di Spagna accolgono papa Leone XIV a Madrid all'inizio del suo viaggio in Spagna / VATICAN MEDIA
Parla all’Europa dalla “casa” della Spagna: il Palazzo reale. E indica al continente la sua «specifica vocazione», come Leone XIV la definisce: «Rifuggire quegli approcci identitari che sembrano rendere tutto chiaro, ma popolano il mondo di fantasmi e di nemici». E soprattutto chiede di superare la logica dello scontro: «Invito tutti, per amore di verità, ad abbandonare le narrazioni divisive e polarizzanti della realtà sociale e della sua storia, per passare dalle sterili semplificazioni all’apprezzamento fecondo della complessità». Appello che il Papa lancia appena arrivato a Madrid, prima tappa della visita di sette giorni in Spagna cominciata questa mattina. Il Paese che Leone XIV trova non è solo «un grande Paese che da quasi due millenni ha ricevuto la Parola del Vangelo» grazie «alla predicazione dell’apostolo Giacomo», ma anche una nazione attraversata dalla frammentazione politica e da dissidi istituzionali irrisolti: per le dispute ideologiche tra la sinistra del premier Pedro Sánchez e l’opposizione conservatrice, per le rivendicazioni indipendentiste in particolare della Catalogna, per le divisioni sul tema dell’immigrazione. E Leone XIV “eleva” la Spagna a simbolo del mondo attuale in cui le tensioni sono all’ordine del giorno, in cui «la tentazione di guadagnare popolarità soffiando sul fuoco delle polarizzazioni sembra crescere, invece di diminuire», in cui «la dignità umana non cessa di essere violata», denuncia nel primo incontro pubblico del programma ufficiale: quello con il re Felipe VI, le autorità civili, il corpo diplomatico e la società civile.
L'incontro di papa Leone XIV a Madrid con il re Felipe VI, le autorità civili, il corpo diplomatico e la società civile della Spagna / ANSA
L'incontro di papa Leone XIV a Madrid con il re Felipe VI, le autorità civili, il corpo diplomatico e la società civile della Spagna / ANSA
Alla «cultura dello scontro» il Pontefice risponde proponendo «quella dell’incontro» che «genera stabilità e prosperità». E soprattutto «il messaggio della pace» che, ammonisce, «in questi tempi, purtroppo, risuona per alcuni ingenuo, per altri provocatorio», mentre «trova accoglienza in chi non si chiude in ideologie preconfezionate ma si apre alla verità». Verità che «è sempre più grande di noi e per questo ci attrae su sentieri di purificazione e di riconciliazione, in cui il dialogo con gli altri – e con l’Altro con la maiuscola – diventa fondamentale». Poi tiene a far sapere: «Il nostro tempo, che in superficie è sconvolto da terribili squilibri e conflitti, più profondamente chiama alla pace, a una nuova conoscenza della persona umana e della sua inviolabile dignità, alla civiltà dell’amore». Il Papa attribuisce alla Spagna il merito di essersi schierata contro le guerre. «Esprimo apprezzamento al vostro Paese per la sua fedeltà al diritto internazionale e al multilateralismo, che si traduce in un attivo impegno per la pace e la solidarietà fra i popoli», afferma accanto alla famiglia reale. Posizione sostenuta con forza da Sánchez, anche in funzione anti-Trump, ma non priva di rischi. Ecco perché Leone XIV aggiunge che occorre «favorire il processo di unione europea, non in contrapposizione ad altre potenze, ma come dono per l’intera famiglia umana». Il Papa punta l’indice anche contro una visione distorta della «sicurezza» che viene evocata dalla politica. «Troppo spesso – sottolinea – ci illudiamo venga dalle armi e dai muri». Invece, «matura nell’imparare a fare strada con l’altro, a crescere insieme, fianco a fianco». E richiama il dialogo fra le fedi come via di distensione. In particolare, ricorda «la presenza dell’islam nella Penisola iberica» che ha contribuito a creare «uno spazio di contatto, conversazione e dialogo sul senso della verità tra cristiani, musulmani ed ebrei».
Il Papa viene accolto nel Palazzo reale di Madrid dal re di Spagna Felipe VI / ANSA
Il Papa viene accolto nel Palazzo reale di Madrid dal re di Spagna Felipe VI / ANSA
Il Papa viene accolto dai colpi di cannone nel palazzo di corte. Picchetto d’onore e saluto caloroso del re per il quale è un «privilegio» avere un Papa che parla spagnolo grazie agli «anni di vita missionaria in Perù», ricorda. Il viaggio arriva a meno di due settimane dalla pubblicazione della prima enciclica, Magnifica humanitas , su intelligenza artificiale e dimensione umana. «Le nuove tecnologie – dice il Papa – sono divenute un ambiente artificiale in cui i pregiudizi si esasperano, il pensiero critico si affievolisce, interessi prepotenti seminano pulsioni di morte». Così chiama in causa «chi ha responsabilità economiche, politiche e istituzionali» per domandare «un salto di qualità, un’inversione di rotta», a cominciare dagli «investimenti su scuola, università e ricerca, sulle comunità locali e sulla società civile come vivaio di partecipazione e di mediazione culturale». Perché oggi più che mai «abbiamo bisogno di cultura, di interiorità, di educazione libera e di qualità, di trascendenza».
Papa Leone XIV accolto dalla folla lungo le strade di Madrid / ANSA
Papa Leone XIV accolto dalla folla lungo le strade di Madrid / ANSA
Il Papa ribadisce che la Chiesa è «pronta oggi a mettersi al servizio del futuro di un popolo che cerca riconciliazione e pace». E richiama le intuizioni di tre santi, tutti spagnoli: Giovanni della Croce per dire che «servono, anche nella vita pubblica, uomini e donne che intuiscano nel buio la luce»; Teresa d’Avila per evidenziare che «la libertà religiosa e di coscienza va tutelata»; Ignazio di Loyola che «in un esercizio di discernimento preferì alle armi la pace» e «capì che non era utopia il bene». Insegnamenti che la Spagna può prendere a prestito. «Incoraggio a coltivare anche al suo interno il dialogo e l’amicizia sociale, a tenere conto del punto di vista dei poveri e dei giovani nell’immaginare il futuro, a volgere in positiva armonia le istanze di autonomia e quelle di unità», è l’indicazione del Papa. E sprona a recuperare il patrimonio cristiano che «rappresenta una riserva di speranza e di orientamento fra le sfide che oggi insieme, come famiglia umana, dobbiamo affrontare».

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