Il Venerdì Santo di pace del Papa: le telefonate con i presidenti di Ucraina e Israele

Doppio colloquio telefonico di Leone XIV con Zelensky ed Herzog. «Subito il cessato il fuoco a Kiev». E il leader ucraino rinnova l’invito a visitare il Paese. Al capo dello Stato ebraico il Pontefice chiede di aprire subito negoziati e di proteggere i civili. La replica di Herzog: tuteliamo anche le comunità cristiane
April 3, 2026
Il Venerdì Santo di pace del Papa: le telefonate con i presidenti di Ucraina e Israele
Papa Leone XIV durante la Messa in Coena Domini del Giovedì Santo nella Basilica di San Giovanni in Laternano / ANSA
Leone XIV ha scelto il Venerdì Santo, il giorno della morte del Signore, per farsi vicino alle popolazioni ferite dalla guerra. E per tornare a chiedere pace. Con due telefonate che il Papa ha fatto stamani ad altrettanti capi di Stato di Paesi sotto le bombe: l’Ucraina e Israele. L’occasione è rappresentata dagli auguri di Pasqua, spiega la Sala Stampa vaticana. Nel colloquio con Volodymyr Zelensky il Papa ha ribadito la «vicinanza al popolo ucraino» e soprattutto ha rinnovato «l’auspicio che, con l’impegno e il concorso della comunità internazionale, si possa giungere quanto prima alla cessazione delle ostilità e a una pace giusta e duratura». Nella conversazione è entrata anche la situazione umanitaria, sempre più difficile in una nazione aggredita dalla Russia da oltre quattro anni. Il Pontefice è tornato sull’«urgenza di assicurare gli aiuti necessari alla popolazione provata dal conflitto» e sugli «sforzi volti a favorire iniziative di carattere umanitario, specialmente per quanto riguarda la liberazione dei prigionieri». È la diplomazia “dal basso” della Santa Sede che tiene aperto il dialogo fra Kiev e Mosca su detenuti di guerra, bambini portati in Russia e rimpatrio delle salme: un canale di trattative che vede in campo la segreteria di Stato, la rete delle nunziature e la missione umanitaria del cardinale Matteo Zuppi. Sui social Zelensky racconta che la telefonata è avvenuta mentre «i russi hanno attaccato di nuovo l'Ucraina: centinaia di droni e decine di missili contro le nostre città e comunità». E fa sapere: «Non una sola ora di pace per il nostro popolo, e questa è la risposta della Russia alla nostra proposta di cessate il fuoco per Pasqua. In sostanza, i russi hanno solo intensificato i loro attacchi, trasformando quello che avrebbe dovuto essere silenzio nei cieli in un'escalation pasquale». Il leader ucraino spiega che con Leone XIV ha parlato «del processo negoziale e della collaborazione con il team americano. Ho anche espresso gratitudine per l'aiuto nel ritorno dei nostri bambini rapiti e per tutti gli aiuti umanitari che il Vaticano ha fornito al nostro popolo, in particolare durante questo difficile inverno. Abbiamo discusso anche della situazione in Medio Oriente e nella regione del Golfo». E poi annuncia di aver rinnovato l’invito ad «accogliere Sua Santità in Ucraina per una visita apostolica».
 
Nella stessa mattina la telefonata di Leone XIV con il presidente dello Stato ebraico, Isaac Herzog, con cui il Papa continua ad avere una interlocuzione costante. Nel dialogo, spiega la nota vaticana, il monito del Pontefice sulla «necessità di riaprire tutti i possibili canali di dialogo diplomatico, per porre fine al grave conflitto in corso, in vista di una pace giusta e duratura in tutto il Medio Oriente». E anche il forte richiamo sull’«importanza di proteggere la popolazione civile e di promuovere il rispetto del diritto internazionale e umanitario». Questioni su cui Israele è nel mirino. La visione che Herzog riferisce sul web ha una prospettiva differente. Dice che al centro della conversazione c’è stata la guerra con l’Iran «compresa la continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime iraniano». E aggiunge: «Ho ricordato i recenti attacchi missilistici iraniani su Gerusalemme, che hanno colpito un'area di luoghi sacri per cristiani, musulmani ed ebrei». Quanto al popolo iraniano «merita un futuro migliore». Poi la situazione in Libano, «compresa l’importanza della sicurezza delle comunità cristiane su entrambi i lati del confine», fa sapere il presidente israeliano. Comunità cristiane che nel sud del Libano hanno visto civili uccisi dai raid di Tel Aviv. «Ho sottolineato – dichiara Herzog – che non si può permettere all'organizzazione terroristica Hezbollah di continuare a minacciare sia il popolo di Israele che quello del Libano, entrambi meritevoli di un futuro di pace e stabilità». Infine Herzog ha posto l’accento sulla «grande importanza del rapporto tra lo Stato di Israele e la Santa Sede, la Chiesa cattolica e i cristiani di tutto il mondo. Abbiamo espresso la nostra comune speranza di un futuro più pacifico per le persone di tutte le fedi in tutto il mondo, libero dalla minaccia della violenza e dello spargimento di sangue».

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