Il Papa: la Chiesa non difende se stessa ma comunica l'amore di Dio per il mondo

In una lettera ai cardinali Leone XIV riprende il Concistoro di gennaio e rilancia "Evangelii gaudium": la missione non serve a preservare la Chiesa, ma dev'essere testimonianza attrattiva
April 14, 2026
Papa Leone XIV durante la sua visita in Algeri
Papa Leone XIV durante la sua visita in Algeria / VATICAN MEDIA
Anche quando è minoranza, la Chiesa non deve difendere sé stessa, ma comunicare l’amore con cui Dio ama il mondo. È forse questa l’indicazione più netta e controcorrente che emerge dalla lettera che papa Leone XIV ha inviato ai cardinali in vista del nuovo Concistoro previsto a fine giugno e che parte da quanto emerso durante i lavori del Concistoro straordinario di gennaio. Il messaggio, firmato domenica e diffuso oggi, rilancia Evangelii gaudium come bussola della missione ecclesiale. Una missione che nasce dall’incontro con Cristo, si diffonde per attrazione più che per conquista e chiede alla Chiesa di vivere «senza complessi», come piccolo gregge portatore di speranza. Il Pontefice, rivolgendosi ai membri del Collegio cardinalizio, esprime anzitutto riconoscenza per la partecipazione al Concistoro di gennaio e per il lavoro svolto nei gruppi: uno scambio che definisce «libero, concreto e spiritualmente fecondo», capace di generare contributi destinati a restare patrimonio per il discernimento ecclesiale. Un riferimento che richiama esplicitamente lo stile sinodale scelto per quel primo Concistoro del suo pontificato, celebrato il 7 e 8 gennaio in Vaticano, con circa 170 cardinali provenienti da tutto il mondo.
Nella lettera, poi, Leone XIV riprende in modo particolare quanto maturato nei gruppi che avevano messo al centro Evangelii gaudium, l’Esortazione apostolica di papa Francesco indicata, appunto, come una chiave decisiva per leggere la missione e la trasmissione della fede oggi. Non un semplice documento del passato, osserva il Papa, ma un vero «soffio nuovo», capace di rimettere al cuore della vita ecclesiale il kerigma (cioé l'annuncio del risorto) e di avviare processi di conversione pastorale e missionaria più che riforme strutturali immediate. È una linea che si innesta direttamente su quanto era emerso nel voto dei cardinali durante il Concistoro straordinario, quando a larga maggioranza erano stati scelti come temi di lavoro proprio la sinodalità e la missionarietà alla luce di Evangelii gaudium, lasciando sullo sfondo – ma senza escluderle – altre questioni come la liturgia o la riforma della Curia. Già allora Leone XIV aveva chiarito di non voler separare i temi, ma di leggerli in un orizzonte unitario, radicato nel Concilio Vaticano II e nel primato dell’annuncio.
Nella nuova lettera, questo orizzonte viene ulteriormente approfondito. A livello personale, scrive il Papa, la prospettiva missionaria interpella ogni battezzato, chiamato a passare da una fede semplicemente ricevuta a una fede vissuta ed esperita, in cui tornino centrali la preghiera, la testimonianza e la coerenza tra fede e vita. A livello comunitario, si tratta di superare una pastorale di conservazione per diventare comunità realmente soggetti dell’annuncio: accoglienti, capaci di linguaggi comprensibili, attente alla qualità delle relazioni e pronte a offrire spazi di ascolto e accompagnamento. Anche sul piano diocesano il richiamo è netto: dai lavori del Concistoro, ricorda Leone XIV, è emersa con forza la responsabilità dei Pastori nel sostenere l’audacia missionaria, vigilando perché non venga soffocata da eccessi organizzativi e favorendo un discernimento che aiuti a riconoscere ciò che è essenziale. Una linea che recupera le parole pronunciate dal Papa a gennaio, quando aveva chiesto ai cardinali di «lavorare insieme» e di contare gli uni sugli altri in un cammino condiviso.
La missione, così delineata, è cristocentrica e kerigmatica, nasce dall’incontro con Cristo e si diffonde «per attrazione più che per conquista». Non cerca il proselitismo né la semplice sopravvivenza istituzionale, ma la comunicazione dell’amore con cui Dio ama il mondo. Anche quando la Chiesa si scopre minoranza, è chiamata a vivere senza complessi, nota Prevost, come piccolo gregge portatore di speranza. Tra le indicazioni operative che il Papa riprende nella sua lettera, c’è la necessità di rilanciare Evangelii gaudium con una verifica onesta di ciò che è stato realmente recepito e di ciò che resta ancora inattuato, in particolare nei percorsi di iniziazione cristiana. Viene inoltre sottolineato il valore delle visite apostoliche e pastorali come occasioni autenticamente missionarie e l’urgenza di ripensare l’efficacia della comunicazione ecclesiale, anche a livello della Santa Sede, in una chiave più chiaramente orientata all’annuncio. Lo sguardo, infine, è già proiettato in avanti. Papa Leone XIV annuncia che per il prossimo Concistoro, in programma il 26 e 27 giugno, seguiranno indicazioni più dettagliate per accompagnarne adeguatamente la preparazione. Un appuntamento che si inserisce nella scelta, già esplicitata a gennaio, di rendere questi momenti di confronto sempre più centrali e regolari nella vita della Chiesa.

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