I martiri, la minoranza cattolica, la Gmg 2027: il Papa incoraggia la Chiesa coreana

L'incontro nel 25° del Pontificio Collegio Coreano: «Non stancatevi di fare il bene quando costa e nessuno lo vede». Poi l’invito a promuovere la pace e andare a cercare chi si allontana
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October 5, 2026
Un momento dell'udienza di Leone XIV per i 25 anni del Pontificio Collegio Coreano / VATICAN MEDIA
Un momento dell'udienza di Leone XIV per i 25 anni del Pontificio Collegio Coreano / VATICAN MEDIA
Il Papa lo ripete a più riprese nella Sala Clementina mentre riceve in udienza i sacerdoti, le religiose e i religiosi residenti a Roma per il venticinquesimo anniversario dall’inaugurazione della sede del Pontificio Collegio Coreano: «Non stancatevi mai di fare il bene, anche quando costa e anche quando nessuno lo vede: nessun gesto compiuto per amore va perduto davanti a Dio». Nella Corea del Sud, che dal 3 all’8 agosto 2027 ospiterà a Seul la prossima Gmg sul tema “Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!”, i cattolici sono ancora l’11%, ma quella terra un tempo di missione è ora luogo di partenza di missionari coreani. «È un frutto prezioso della fede e del sacrificio» dei martiri, testimoni di una comunità, che nel diciannovesimo secolo con «straordinaria forza d’animo» attraversò «persecuzioni, guerre, povertà e divisioni», ricorda Leone XIV. È questo infatti che la prossima Gmg «renderà visibile», dice. «Vorrei che fosse un grande incontro tra memoria e futuro: i martiri consegnano la fede alle nuove generazioni e i giovani la ricevono per portarla sulle strade del mondo», afferma, invitando ad ascoltare i giovani e ad aiutarli a «scoprire che seguire Cristo non diminuisce la libertà, ma la rende piena; che la fede non restringe la vita, ma le apre un orizzonte più grande».
«Vi chiedo di essere sempre uomini e donne di riconciliazione», dice, poi, rivolgendosi ai presenti, ricordando la «dolorosa ferita della divisione» che separò la penisola in due dopo la Seconda Guerra Mondiale. Un confine ripristinato poi nel 1953 con l’armistizio che congelò, senza un vero accordo di pace, la guerra scoppiata tra Corea del Nord e Corea del Sud nel 1950. Oggi, in una società toccata dal “miracolo del fiume Han”, come viene chiamata la crescita che l’ha portata tra le prime economie mondiali, il Papa chiede ai coreani: «Fatevi prossimi di chi è solo, sostenete chi è stanco, cercate chi si è allontanato».
L’esempio arriva ancora una volta dai martiri. Prevost cita il venerabile Tommaso Choe Yang-Eop, secondo sacerdote nella storia del Paese, ricordato come il “martire del sudore”. «Per undici anni percorse instancabilmente le strade della Corea per raggiungere comunità cristiane lontane e nascoste, portando loro la Parola di Dio e i Sacramenti, fino a consumare la propria vita nel servizio. La sua testimonianza – spiega il Papa – ci ricorda che esiste il martirio di chi offre la vita in un momento e quello, più nascosto, di chi la dona giorno dopo giorno. Sì, a questo sono chiamati tutti i cristiani: donare la vita con amore, ogni giorno».

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