mercoledì 1 settembre 2021
Affrontato il tema del concorso per il reclutamento di 5.116 docenti
L'ora di religione

L'ora di religione - Archivio Siciliani

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Una rappresentanza della presidenza e della segreteria generale della Conferenza Episcopale Italiana ha incontrato oggi pomeriggio, alcune organizzazioni sindacali del mondo della scuola. Al centro dei colloqui la condivisione di istanze, legate all’avvio delle procedure concorsuali per il reclutamento di 5.116 insegnanti di religione cattolica, previste dal DPCM del 20 luglio 2021.

L’incontro si è tenuto presso la sede Cei di Circonvallazione Aurelia alla presenza di monsignor Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e vice presidente della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Stefano Russo, segretario generale, monsignor Roberto Malpelo, direttore dell’Ufficio per i problemi giuridici e sottosegretario, don Daniele Saottini, responsabile del Servizio nazionale per l’insegnamento della religione cattolica.

Per le organizzazioni sindacali hanno partecipato: Manuela Pascarella (Flc Cgil), Ivana Barbacci (Cisl Scuola), Giuseppe Favilla (Uil Scuola Rua), Giuseppe Antinolfi (Snals Confsal), Orazio Ruscica (Gilda Unams/Snadir), Alessandro Manfridi (Anief).

Nel corso dell’incontro sono state approfondite alcune questioni ancora aperte e, al momento, non definite, circa l’assunzione in ruolo degli insegnanti di religione cattolica. È stata ribadita la profonda stima dei vescovi per i docenti di religione, confermando l’impegno da parte della Cei per una sollecita interlocuzione istituzionale affinché vengano valorizzati quanti da tanti anni svolgono questo servizio.

La Cei guarda con molta fiducia alla prossima apertura di uno specifico tavolo di confronto con il Ministero dell’Istruzione.

Il dialogo con i rappresentanti sindacali ha permesso di rinnovare la vicinanza dei Vescovi alle situazioni personali e familiari degli insegnanti di religione, come pure il sostegno per una sempre migliore stabilizzazione del rapporto di lavoro, soprattutto di quei docenti già in possesso di un’idoneità diocesana che attesta la qualità e la specificità della preparazione.

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