sabato 14 maggio 2022
A Roma il secondo incontro dei referenti diocesani. È stato un momento di condivisione delle esperienze, delle idee e delle attese emerse durante la prima fase di ascolto
Cammino sinodale, in Italia già cinquantamila incontri

Siciliani

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Dopo il primo incontro di marzo, nuovo appuntamento per i referenti diocesani del Cammino sinodale che si sono ritrovati a Roma per il loro secondo incontro nazionale. Si è aperta venerdì sera la riunione alla quale hanno preso parte 242 referenti (laici, presbiteri e diaconi, consacrate e consacrati) e dodici vescovi delegati dalle Conferenze episcopali regionali. L’incontro, spiega una nota Cei, rappresenta un momento di condivisione delle istanze messe in luce dalle sintesi diocesane, che hanno raccolto le esperienze, le idee e le attese emerse durante la prima fase di ascolto portata avanti sui territori.

«Nonostante la pandemia abbia rallentato, almeno nei mesi invernali, il percorso avviato in autunno, abbiamo “scaldato i motori” e le nostre diocesi hanno vissuto il percorso con crescente entusiasmo; ne fanno fede i circa cinquantamila incontri sinodali, confluiti nelle duecento sintesi diocesane», ha sottolineato Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, vicepresidente Cei e membro del Gruppo di coordinamento nazionale del Cammino sinodale. «È presto – ha aggiunto il presule – per dire quali saranno le traiettorie sulle quali si concentrerà il secondo anno del Cammino italiano. Alcune convergenze si sono delineate: si potrebbe dire che il magistero di papa Francesco, con le sue sottolineature della gioia, dell’ascolto, della leggerezza, delle periferie e della bellezza, risuona in tutti i contributi, sotto forma di esperienze narrate, proposte e critiche».
La riflessione che chiude il primo anno del percorso sinodale e avvia, a partire da settembre, il secondo che completa la "fase narrativa", proseguirà durante l’Assemblea Generale della Cei, in programma a Roma dal 23 al 27 maggio.

Il Cammino sinodale sarà uno dei temi all’ordine del giorno dell’Assemblea, alla quale prenderanno parte anche due delegati individuati dalle Conferenze episcopali regionali e chiamati a portare il loro contributo al confronto. «In questo modo è la rappresentanza dell’intero popolo di Dio, nelle sue componenti, a leggere quanto lo Spirito sta dicendo alle nostre Chiese», ha rilevato monsignor Castellucci ricordando che «a fine maggio verranno riconsegnate ai territori, per un ulteriore discernimento, le proposte su cui avviare il secondo anno di ascolto capillare». Queste saranno consegnate ufficialmente alle Chiese locali in occasione del Congresso eucaristico nazionale in programma a Matera dal 22 al 25 settembre.
Nel primo incontro nazionale dei referenti diocesani del Cammino sinodale, celebrato lo scorso 18-19 marzo, erano intervenuti il segretario generale della Cei, il vescovo Stefano Russo, lo scorso 7 maggio nominato alla guida della diocesi di vescovo di Velletri-Segni, e il sottosegretario e direttore dell’Ufficio catechistico nazionale (Ucn), monsignor Valentino Bulgarelli.

«Il nostro cammino sinodale - aveva detto Russo - , il nostro impegno e le nostre fatiche sono principalmente un cammino in presenza dello Spirito. È lui il protagonista e se non ci sarà, non ci potrà essere sinodo». Dunque, aveva proseguito, «per un cammino sinodale che si rispetti ognuno di noi deve sentirsi "colmato" di Spirito Santo». Il presule aveva parlato di «molti percorsi interessanti che stanno nascendo, guidati dal desiderio di ascoltarsi, di donarsi del tempo, di fare spazio nel cuore, perché tutti possano sentirsi accolti». Invitando a fare «spazio all’ascolto», perché «nell’ascolto non cambia solo chi è ascoltato, ma anche chi ascolta».

«Le intenzioni del cammino sinodale - aveva sottolineato monsignor Bulgarelli - sono di ritrovare o riscoprire l’entusiasmo di incontrare le persone per camminare con loro: anziani, giovani, ragazzi, bambini». Ma quello attuale «è un tempo impegnativo». Paradossalmente, però, faceva notare il direttore dell’Ucn, «proprio questo è il tempo favorevole per uscire dal tritacarne della routine per tornare a fidarsi del Signore Risorto che opera nella storia e per leggere i "segni dei tempi" come ha saputo fare la prima comunità cristiana».

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