martedì 19 maggio 2015

Affrontiamo quotidianamente dei piccoli "congedi", ma dobbiamo imparare a affrontare il congedo definitivo, la morte, pensandoci, e imparando a affidarci a Dio, che è poi il significato di "addio". Nella riflessione sul congedo, ricorda inoltre il Papa, ci aiuta l'arte, ci aiutano anche le canzoni, e Bergoglio cita in particolare una canzone-testamento degli alpini. "Me ne viene una in mente, - ha aggiunto il Pontefice a proposito delle canzoni - quella degli alpini, quando quel capitano si congeda dai suoi soldati: il testamento del capitano. Penso io al grande congedo, al mio grande congedo, non quando devo dire "a dopo", "a più tardi", "arrivederci, ma "addio"?

IL TESTO E il capitan della compagnia e l'è ferito e stà per morir e manda a dire ai suoi alpini perchè lo vengano a ritrovar E i suoi alpini ghe manda a dire che non han scarpe per camminar "o con le scarpe, o senza scarpe i miei alpini li voglio qua!""Cosa comanda sior capitano? che noi adesso semo arrivà" "E io comando che il mio corpo in cinque pezzi sia taglià" "Il primo pezzo alla mia patria che si ricordi del suo alpin, secondo pezzo al battaglion che si ricordi del suo capitan, il terzo pezzo alla mia mamma che si ricordi del suo figliol Il quarto pezzo alla mia bella che si ricordi del suo primo amor l'ultimo pezzo alle montagne che lo fioriscano di rose e fior" l'ultimo pezzo alle montagne che lo fioriscano di rose e fior"

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