venerdì 17 ottobre 2014
«Bravi avete lavorato bene. Questo era proprio il confronto che volevo. Adesso andiamo avanti». Sono le poche parole pronunciate ieri sera dal Papa, al termine della presentazione degli "emendamenti" – oltre 500 secondo quanto raccontato da un padre sinodale – preparati dai dieci circoli minori. L’elogio di Francesco, che per tutta la giornata ha seguito in silenzio i lavori del Sinodo, ridimensiona decisamente le ricostruzioni mediatiche su un presunto alterco innescato da alcuni cardinali sulla proposta del cardinale Baldisseri, a proposito della necessità di rendere pubbliche le mini-relazioni dei circoli. Il dibattito c’è stato, evidentemente, ma sulla base di un confronto aperto e franco. Non è stata "bocciata" la relatio post-disceptationem come è stato detto sbrigativamente da qualche commentatore, anche perché quel documento, in quanto strumento di lavoro, non era né da bocciare né da approvare. La valanga di modifiche e di revisioni richieste, si sono concentrate essenzialmente su tre aspetti. Innanzi tutto è stato richiesto uno spazio più adeguato per la riproposizione del Vangelo del matrimonio e della famiglia. Una centralità – è stato fatto notare da tutti i circoli – da riaffermare con forza perché punto di partenza evidentemente imprescindibile. Altra richiesta importante quella di indicare la soggettività della famiglia nella prassi pastorale, in considerazione dei vari contesti culturali in cui le coppie sono chiamate ad esprimersi. Dovranno essere le famiglie stesse a modellare proposte e modalità, senza "subire" scelte che non rispondono allo stile familiare. Infine la questione dei divorziati risposati. Tra "chiusure" e richieste di specificare meglio le proposte di "aperture", sembra prevalere la tendenza di una riflessione più accurata in vista del prossimo anno.
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