mercoledì 22 marzo 2017
L'antico edificio all'interno della Basilica era ridotto in pessime condizioni. Scoperte interessanti. Per coprire i costi hanno contribuito palestinesi, israeliani, giordani, Vaticano, privati
Restaurata l'Edicola del Santo Sepolcro, custodisce la tomba di Gesù

Dopo meno di un anno di lavori di restauro, da domani pellegrini, fedeli e turisti possono tornare ad ammirare l'edicola che custodisce la Tomba di Cristo all'interno del Santo Sepolcro nella città vecchia di Gerusalemme. Cominciate nel maggio 2016, le opere, il cui costo ai aggira attorno a poco più di 3 milioni di dollari, hanno permesso di dare una nuova solidità alla struttura che da tempo non conosceva interventi.

"È la fine di una fase e l'inizio di una nuova", ha detto monsignor Pierbattista Pizzaballa, arcivescovo amministratore apostolico del Patriarcato di Gerusalemme. Oggi, mercoledì 22 marzo, nel luogo sacro si è svolta una cerimonia religiosa pubblica per la fine dei lavori a cui sono stati invitati tutti quelli che hanno contribuito al restauro, autorità israeliane comprese. "Una funzione semplice ed ecumenica - ha spiegato Pizzaballa- con canti e preghiere". Il restauro ha interessato l'intera edicola e tutto è stato fatto - ha spiegato Pizzaballa - "con un restauro conservativo che ha permesso di dare nuova solidità alla struttura".

Nelle foto, della Custodia della Terra Santa, il lavori di restauro dell'edicola che protegge la tomba di Gesù

Nelle foto, della Custodia della Terra Santa, il lavori di restauro dell'edicola che protegge la tomba di Gesù


Durante la cerimonia per la prima volta l'edicola è stata svelata senza la struttura metallica che ne ha nascosto al vista a lungo. "Non è solo un regalo fatto alla Terra Santa, è un regalo al mondo intero", ha detto il patriarca greco ortodosso Teofilo III di Gerusalemme davanti alla platea di invitati, tra cui il premier greco Alexis Tsipras.
"Prima il monumento era tutto nero", le mura sporche della fuliggine dei ceri dei pellegrini, ha detto all'Afp la responsabile del restauri Antonia Moropoulou. Oggi "ha ripreso il suo vero colore, il colore della speranza". La Grecia è stata in prima fila in questo restauro, che è stato portato a termine da un team tecnico dell'Università di Atene che ha lavorato sulle pietre dell'edicola, messe a rischio dalla plurisecolare esposizione all'inquinamento ambientale come acqua, umidità e anche il fumo delle candele.

Il cantiere a ottobre ha vissuto un "momento storico": la lastra di marmo che copre la tomba è stata spostata per tre giorni. L'ultima volta che accadde fu nel 1810, durante un restauro a seguito di un incendio. Nel corso dell'intervento sono state fatte alcune scoperte: un lastrone di pietra in marmo rosa bianco sopra il sepolcro vero e proprio che il team di ricercatori ha datato al periodo Crociato e, sotto questo, uno più vecchio in marmo grigio risalente al periodo di Costantino che ordinò la costruzione della Basilica.


Gli ultimi lavori di consolidamento dell'Anastasis risalivano a quelli progettati dagli inglesi nel 1947, i quali non furono in grado di portarli a termine per il mancato accordo tra le tre comunità cristiane che detengono la Basilica: ortodossa, armena e francescana. L'anno scorso invece è stata trovata l'intesa per dare il via al restauro. Un intervento impellente che, come ha sottolineato Bonnie Burnham del Fondo Mondiale dei monumenti, ha evitato "un grande rischio di collasso dell'edicola. Con i lavori c'è stata una completa trasformazione del monumento". In nove mesi, e con una spesa di 3,4 milioni di euro, la struttura è stata completamente smantellata, pulita e restaurata, comprese le colonne e la cupola sopra e all'interno della struttura. È stata aperta una finestrella che permette ai pellegrini di vedere per la prima volta la pietra nuda dell'antica cripta.


Per coprire il costo complessivo dell'opera hanno contributo in molti: il fondo ha dato un contributo iniziale di 1.4 milioni di dollari, ma sono intervenuti anche il re di Giordania Abdallah e il presidente palestinese Abu Mazen, insieme a donazioni di privati e di chiese. È in corso una nuova ricerca di fondi per dare il via ad una seconda fase di restauro del luogo e a questo proposito il Vaticano ha già deciso di contribuire con una donazione di 500mila dollari.


Secondo la tradizione il corpo di Gesù fu posto in un letto funerario scolpito nella roccia a seguito della crocifissione a opera dei romani nell'anno 30 o 33. I cristiani credettero fin da subito nella resurrezione di Cristo, dopo che le donne venute a ungere il suo corpo tre giorni dopo la sua sepoltura non lo trovarono più. Alcuni ritengono che Gesù sia stato sepolto nel Giardino della Tomba, fuori dalle vecchie mura di Gerusalemme. Ma secondo Moropoulou, ciò che è stato trovato durante i restauri dimostra che la tomba di Cristo si trova davvero nell'edicola.

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