lunedì 14 settembre 2015
Il ​61enne parroco di San Marco Evangelista al Campidoglio è stato elevato da Papa Francesco all'episcopato.
​Monsignor Angelo De Donatis, 61enne parroco di San Marco Evangelista al Campidoglio e assistente per la diocesi di Roma dell'Associazione Nazionale Familiari del Clero, è stato elevato da Papa Francesco all'episcopato, quale nuovo ausiliare di Roma. Il sacerdote, nella Quaresima del 2014, per decisione di Papa Francesco ha tenuto le meditazioni per gli Esercizi Spirituali del Pontefice e della Curia Romana presso la Casa "Divin Maestro" di Ariccia.  Al nuovo ausiliare, il Papa non ha affidato uno dei settori del territorio ma il Servizio diocesano per la formazione permanente del clero, assegnandogli la sede titolare di Mottola. "Prete romano fin nel midollo", lo ha definito il cardinale vicario Agostino Vallini dando l'annuncio della nomina del Pontefice alle 12 di oggi, nella basilica di San Giovanni in Laterano, in contemporanea con la Sala Stampa della Santa Sede e al termine della sessione conclusiva del Convegno ecclesiale diocesano in cui sono stati presentate le conclusioni e gli orientamenti pastorali del prossimo anno a parroci, vicari parrocchiali, sacerdoti collaboratori, cappellani ospedalieri, universitari e di altri ministeri e ai diaconi permanenti."Sorpresa e timore di fronte alla grandezza della chiamata del Signore", sono stati espressi da monsignor De Donatis subito dopo l'annuncio della nomina. "Una chiamata - ha aggiunto il sacerdote di fronte al clero di Roma radunato nella Cattedrale -  che arriva in un momento di lucida consapevolezza personale e che, proprio questo, non è tanto un dono per me quanto per la Chiesa, per gli altri e per i preti". "Grande gratitudine" è stata quindi espressa "per il Papa e per la Chiesa di Roma alla quale devo tutto fin dall'inizio e che amo tantissimo". Al termine del suo breve discorso si è quindi rivolto al cardinale vicario, al consiglio episcopale e ai preti tutti ringraziandoli calorosamente e chiedendo "preghiera perchè non mi manchino mai assiduità e quotidianità".
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