venerdì 24 febbraio 2023
Il religioso modenese aveva 67 anni e aveva dedicato buona parte della sua esistenza allo studio dell'esegesi paolina e della Lettera agli Ebrei. Era stato allievo di Albert Vanhoye.
Un incontro nella Sala Clementina in Vaticano tra padre Paolo Garuti e papa Francesco

Un incontro nella Sala Clementina in Vaticano tra padre Paolo Garuti e papa Francesco - École biblique et archéologique française di Gerusalemme

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Innamorato in primis della Parola di Dio, quella custodita dall’Antico e dal Nuovo Testamento, nel solco di un grande esegeta come Marie Joseph Lagrange, ma anche appassionato delle lingue morte apprese al liceo classico come il latino e il greco. Si può condensare in questa istantanea la vita di un domenicano e biblista di razza come padre Paolo Garuti, scomparso a 67 anni, a causa di un male incurabile, all’ospedale di Forlì nella notte di mercoledì scorso (erano le 22.45). Ad accudirlo fino alla fine è stata la sorella Elisabetta.

Il religioso era infatti nato a Modena il 13 agosto 1955 e dopo la maturità classica incominciò ad appassionarsi allo studio delle lingue antiche: a condurlo quasi per mano verso «l’amore sconfinato della filologia», amava ripetere, fu il padre Giovanni, già docente di grammatica e lingua latina all’università. Nel 1975 diventa religioso professo nell’Ordine dei predicatori scegliendo già da frate in formazione come sua provincia di elezione quella “bolognese” di San Domenico (corrispondente all’Italia Settentrionale). Il 6 giugno 1981 viene consacrato presbitero.

Sono questi gli anni in cui fra’ Paolo si appassiona soprattutto allo studio della Lettera agli Ebrei: tra le figure chiave della sua formazione biblica vi è anche padre Bernardo Boschi, quello che sarà uno dei direttori spirituali e amici del cantautore Lucio Dalla. Fondamentale nel lungo corso accademico di fra’ Garuti sarà anche il conseguimento della licenza in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Suo direttore di tesi sarà il gesuita e futuro cardinale Albert Vanhoye, con cui condivide oltre alla passione per l’esegesi paolina quella particolare per la Lettera agli ebrei.

Dottore in scienze bibliche (è stato allievo di dottorato del grande esegeta domenicano Marie Emile Boismard ), ha speso tutta la sua vita accademica come professore di esegesi del Nuovo Testamento alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, meglio conosciuta come “Angelicum” di Roma, e all’École Biblique di Gerusalemme. Questo “pendolarismo” tra Roma e Gerusalemme lo viveva come un’occasione privilegiata per ritornare alle fonti del cristianesimo e per scoprire chi era veramente Gesù. È stato il commentatore del Vangelo per la Rai, nella rubrica radiofonica “Ascolta si fa sera”, e sempre da quei microfoni ha spesso raccontato i viaggi apostolici di papa Francesco.

I funerali di padre Garuti si terranno sabato alle 10.30 nella Basilica patriarcale di San Domenico a Bologna.

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