Monsignor Iyad Twal: “La pace non è uno slogan"

Il Vescovo ausiliare di Gerusalemme dei Latini e Vicario patriarcale di Amman: «Il modello giordano è reale ma non va idealizzato». Sono 50 i progetti sostenuti nel Paese con quasi 20 milioni di euro provenienti dall’8xmille alla Chiesa cattolica
May 9, 2026
Monsignor Iyad Twal, Vescovo ausiliare di Gerusalemme dei Latini e Vicario patriarcale di Amman, in Giordania: “La pace non è uno slogan, ma un processo lungo e paziente di stile di vita”. “Il modello giordano è reale e profondamente radicato, ma non va idealizzato. È un equilibrio costruito con pazienza, dialogo e visione, sostenuto dalla leadership hashemita. Tuttavia resta esposto a pressioni economiche e geopolitiche enormi. Il rischio maggiore è che la fatica quotidiana generi scoraggiamento. Per questo la stabilità della Giordania non riguarda solo i giordani, ma l’intera regione e la comunità internazionale”.
Sono 50 i progetti sostenuti in Giordania con quasi 20 milioni di euro provenienti dall’8xmille alla Chiesa cattolica. Tra le esperienze più significative c’è anche l’Arsenale dell’Incontro “Bayt Illiqa”, attivo dal 2006 a Madaba - una città 45 km a sud della capitale Amman - e coordinato da tre monache del Sermig - Fraternità della Speranza. «In una terra circondata da guerre e violenze – racconta Chiara – è un luogo dove le diversità diventano una ricchezza». La struttura accoglie ogni giorno gratuitamente bambini e giovani con disabilità cristiani e musulmani, insieme alle loro famiglie. Offre loro attività diurne educative, riabilitative (fisioterapia, terapia occupazionale, logopedia, psicomotricità), di formazione professionale (mosaico, agricoltura, cucina, cucito, bigiotteria...) e laboratori (sport, arte, gioco, musica...), con l'ausilio di personale specializzato, tecniche e attrezzature moderne. Oggi i beneficiari stabili sono 275, ai quali si aggiungono oltre 200 minori in lista d’attesa.
Per approfondimenti: https: //sicsp.chiesacattolica.it

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