"San Nicola in viaggio nel Mediterraneo, frontiera di dialogo, non di paura"

di Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto
A Bari la festa del patrono. L'arcivescovo Satriano: nella simbologia delle caravelle e della manna «il bene che continua a scorrere anche dentro le fatiche della storia»
May 9, 2026
"San Nicola in viaggio nel Mediterraneo, frontiera di dialogo, non di paura"
Satriano espone la manna
Ogni anno la festa di San Nicola riconsegna Bari alla sua vocazione più profonda: essere città di mare, di incontro, di accoglienza; città ponte tra Oriente e Occidente, tra popoli, culture e fedi diverse. Non si tratta soltanto di custodire una tradizione amata, ma di lasciarsi interrogare da una memoria che continua a parlare al presente.
La festa delle caravelle ricorda l’arrivo a Bari delle reliquie del santo vescovo da Myra. Quel viaggio, affidato al mare, è testimonianza eloquente di un Mediterraneo chiamato ancora oggi a non essere frontiera di paura, ma spazio di dialogo, di fraternità. In un tempo martoriato da guerre, migrazioni dolorose, interessi contrapposti e ferite tra i popoli, San Nicola torna a indicare una via mite e forte: quella della carità che non arretra, della giustizia che protegge i deboli, della pace che si costruisce con mitezza, pazienza e coraggio.
Il nostro Patrono, venerato in Oriente e in Occidente, parla a un mondo lacerato. Ci ricorda che nessun popolo si salva da solo e che la fede, quando è autentica, non chiude, non separa, ma apre, avvicina e custodisce la vita. Nel cuore indomito di Nicola, pastore e uomo di carità, abitava il mistero di Dio, mistero d’amore per ogni uomo. Per questo la sua figura resta attuale e ci obbliga a misurare le nostre scelte sulla dignità dei poveri, dei piccoli, dei profughi, delle vittime della guerra, di quanti cercano approdo e speranza.
Particolarmente significativo, in questo orizzonte, è il rito del prelievo della manna presso la tomba del Santo. Quel segno semplice e intenso, accolto con fede dal popolo, ci ricorda che san Nicola non è una memoria distante, ma una presenza viva in mezzo alla sua gente. Anno dopo anno, nel ripetersi del prodigio, la manna dice a tutti che il bene continua a scorrere anche dentro le fatiche della storia e che Dio, nella vita dei santi, non abbandona il suo popolo ma continua a consolarlo e sostenerlo, orientandolo verso cammini di pace.
Bari, nei giorni della festa, non celebra soltanto il suo patrono: rinnova una responsabilità, sapendo accettare la postura di città sulle soglie del Mediterraneo, dal cuore evangelico e dallo sguardo universale.
Le caravelle e la manna, insieme, consegnano a questa grande comunità un messaggio limpido: avere il coraggio prendere il largo nel mare della vita, senza mai temere l’incontro, mentre impariamo a riconoscere la presenza di san Nicola che cammina ancora con il suo popolo, nutrendolo di fiducia e speranza.
Per questo la festa di Bari parla oltre Bari. Parla a tutti, al Mediterraneo ferito, alle Chiese chiamate a pregare e lavorare per l’unità, ai popoli che attendono giustizia e pace. San Nicola ci aiuti a credere che la pace non è ingenuità, ma profezia; non è debolezza, ma forma alta della carità. E renda Bari, ancora una volta, terra felice, porto di speranza e sentinella di fraternità nel cuore del Mediterraneo.

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