"San Nicola in viaggio nel Mediterraneo, frontiera di dialogo, non di paura"
di Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto
A Bari la festa del patrono. L'arcivescovo Satriano: nella simbologia delle caravelle e della manna «il bene che continua a scorrere anche dentro le fatiche della storia»

Ogni anno la festa di San Nicola riconsegna Bari alla sua vocazione più profonda: essere città di mare, di incontro, di accoglienza; città ponte tra Oriente e Occidente, tra popoli, culture e fedi diverse. Non si tratta soltanto di custodire una tradizione amata, ma di lasciarsi interrogare da una memoria che continua a parlare al presente.
La festa delle caravelle ricorda l’arrivo a Bari delle reliquie del santo vescovo da Myra. Quel viaggio, affidato al mare, è testimonianza eloquente di un Mediterraneo chiamato ancora oggi a non essere frontiera di paura, ma spazio di dialogo, di fraternità. In un tempo martoriato da guerre, migrazioni dolorose, interessi contrapposti e ferite tra i popoli, San Nicola torna a indicare una via mite e forte: quella della carità che non arretra, della giustizia che protegge i deboli, della pace che si costruisce con mitezza, pazienza e coraggio.
Il nostro Patrono, venerato in Oriente e in Occidente, parla a un mondo lacerato. Ci ricorda che nessun popolo si salva da solo e che la fede, quando è autentica, non chiude, non separa, ma apre, avvicina e custodisce la vita. Nel cuore indomito di Nicola, pastore e uomo di carità, abitava il mistero di Dio, mistero d’amore per ogni uomo. Per questo la sua figura resta attuale e ci obbliga a misurare le nostre scelte sulla dignità dei poveri, dei piccoli, dei profughi, delle vittime della guerra, di quanti cercano approdo e speranza.
Particolarmente significativo, in questo orizzonte, è il rito del prelievo della manna presso la tomba del Santo. Quel segno semplice e intenso, accolto con fede dal popolo, ci ricorda che san Nicola non è una memoria distante, ma una presenza viva in mezzo alla sua gente. Anno dopo anno, nel ripetersi del prodigio, la manna dice a tutti che il bene continua a scorrere anche dentro le fatiche della storia e che Dio, nella vita dei santi, non abbandona il suo popolo ma continua a consolarlo e sostenerlo, orientandolo verso cammini di pace.
Bari, nei giorni della festa, non celebra soltanto il suo patrono: rinnova una responsabilità, sapendo accettare la postura di città sulle soglie del Mediterraneo, dal cuore evangelico e dallo sguardo universale.
Le caravelle e la manna, insieme, consegnano a questa grande comunità un messaggio limpido: avere il coraggio prendere il largo nel mare della vita, senza mai temere l’incontro, mentre impariamo a riconoscere la presenza di san Nicola che cammina ancora con il suo popolo, nutrendolo di fiducia e speranza.
Per questo la festa di Bari parla oltre Bari. Parla a tutti, al Mediterraneo ferito, alle Chiese chiamate a pregare e lavorare per l’unità, ai popoli che attendono giustizia e pace. San Nicola ci aiuti a credere che la pace non è ingenuità, ma profezia; non è debolezza, ma forma alta della carità. E renda Bari, ancora una volta, terra felice, porto di speranza e sentinella di fraternità nel cuore del Mediterraneo.
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