Leone XIV: «Grande preoccupazione per le tensioni Usa-Cuba»

di Agnese Palmucci, Roma
Ieri, dopo la preghiera dell'Angelus, il Papa ha rilanciato il messaggio dei vescovi cubani che sabato hanno denunciato la situazione tragica del Paese. «La guerra è un'intollerabile ingiustizia», ha aggiunto in riferimento agli "afflitti" innocenti dei conflitti di ogni tempo.
February 2, 2026
Leone XIV: «Grande preoccupazione per le tensioni Usa-Cuba»
Papa Leone XIV durante l'Angelus dal Palazzo apostolico, 2 febbraio 2026 - (ANSA)
Gli “afflitti” di ogni tempo «saranno veramente onorati quando si metterà fine a questa intollerabile ingiustizia». Nella domenica in cui la liturgia ha proposto il Vangelo delle Beatitudini (Mt 5,1-12), non è mancato il pensiero di papa Leone XIV verso chi soffre per i conflitti e le catastrofi naturali di questi giorni. Ieri, dopo la preghiera dell’Angelus dal Palazzo apostolico, il Pontefice ha espresso «grande preoccupazione» per l’«aumento delle tensioni tra Cuba e gli Stati Uniti d’America». Prevost si è unito alla voce dei vescovi cubani, che sabato in un messaggio congiunto avevano denunciato il deterioramento della situazione sociale ed economica del Paese, e ha invitato «tutti i responsabili a promuovere un dialogo sincero ed efficace, per evitare la violenza e ogni azione che possa aumentare le sofferenze del caro popolo cubano». 
Davanti ai tanti fedeli da ogni parte del mondo, riuniti in piazza San Pietro per la preghiera mariana, il Papa ha assicurato la sua preghiera anche «per le numerose vittime della frana in una miniera nel Nord Kivu, nella Repubblica democratica del Congo», popolo «che soffre tanto». Poi ha esortato a pregare «per i defunti e per quanti soffrono a causa delle tempeste che nei giorni scorsi hanno colpito il Portogallo e l’Italia meridionale», senza dimenticare «le popolazioni del Mozambico duramente provate dalle inondazioni».
Fedeli in piazza San Pietro durante l'Angelus di ieri, 2 febbraio 2026 - (ANSA)
Fedeli in piazza San Pietro durante l'Angelus di ieri, 2 febbraio 2026 - (ANSA)
Nel giorno in cui in Italia ricorreva la “Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo”, Leone XIV ha tenuto a sottolineare la “tragica attualità” dell’iniziativa. «Ogni giorno, infatti, si registrano vittime civili di azioni armate che violano apertamente la morale e il diritto. - ha denunciato - I morti e i feriti di ieri e di oggi saranno veramente onorati quando si metterà fine a questa intollerabile ingiustizia». Si riferisce alle guerre di ogni tempo, che il Papa vorrebbe si fermassero almeno durante i Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina, che inizieranno il prossimo 6 febbraio. «Queste grandi manifestazioni sportive costituiscono un forte messaggio di fratellanza e ravvivano la speranza in un mondo in pace. - ha ribadito - È questo anche il senso della tregua olimpica, antichissima usanza che accompagna lo svolgimento dei Giochi». L’appello di Leone XIV, rivolto a «quanti hanno a cuore la pace tra i popoli, e sono posti in autorità», è che «sappiano compiere in questa occasione gesti concreti di distensione e di dialogo».
Fedeli in piazza San Pietro durante l'Angelus di ieri, 2 febbraio 2026 - (ANSA)
Fedeli in piazza San Pietro durante l'Angelus di ieri, 2 febbraio 2026 - (ANSA)
Sembra un paradosso poter parlare delle Beatitudini in un tempo complesso, di violenza e morte, come quello attuale, ma lo è «solo per chi ritiene che Dio sia diverso da come Cristo lo rivela», ha detto il Papa ieri durante la preghiera dell’Angelus. Le Beatitudini «sono luci che il Signore accende nella penombra della storia, svelando il progetto di salvezza che il Padre realizza attraverso il Figlio, con la potenza dello Spirito Santo». E dunque non c’è momento migliore di quello presente per annunciarle. «Sul monte, Cristo consegna ai discepoli la legge nuova, quella scritta nei cuori, non più sulla pietra: - ha proseguito - è una legge che rinnova la nostra vita e la rende buona, anche quando al mondo sembra fallita e miserabile». Questo perché «solo Dio può chiamare davvero beati i poveri e gli afflitti, perché Egli è il sommo bene che a tutti si dona con amore infinito», solo lui «può saziare chi cerca pace e giustizia, perché Egli è il giusto giudice del mondo, autore della pace eterna», solo in Dio «i miti, i misericordiosi e i puri di cuore trovano gioia, perché Egli è il compimento della loro attesa». Nella persecuzione, ha aggiunto, «Dio è fonte di riscatto; nella menzogna, è àncora di verità».
In questo modo «Gesù illumina il senso della storia», ha continuato Prevost, «non quella scritta dai vincitori, ma quella che Dio compie salvando gli oppressi», e donando «speranza anzitutto a chi il mondo scarta come disperato». In questo modo le Beatitudini «diventano per noi una prova della felicità, e ci portano a chiederci se la consideriamo una conquista che si compra o un dono che si condivide, se la riponiamo in oggetti che si consumano o in relazioni che ci accompagnano». Ecco che, ha concluso, «Gesù non parla di una consolazione lontana, ma di una grazia costante che ci sostiene sempre, soprattutto nell’ora dell’afflizione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Temi