Campobasso senza treni da sei anni, l'odissea dei lavori sui binari

Il capoluogo del Molise isolato dal 2020, la settimana scorsa sono stati attivati i collegamenti da Bajano (a 24 chilometri di distanza) verso Roma e Napoli
February 2, 2026
Campobasso senza treni da sei anni, l'odissea dei lavori sui binari
Da sei anni Campobasso è senza collegamento ferroviario per i lavori di ammodernamento della rete
L’ultimo treno è passato nel 2020, praticamente un’era fa. La stazione di Campobasso, il capoluogo del Molise, da allora è interdetta al traffico ferroviario a causa degli interventi di ammodernamento della linea che collega la città a Venafro, un comune al confine con il Lazio, in direzione di Roma. La conclusione dei lavori, inizialmente prevista nel 2023, è stimata non prima del 2028, con costi decisamente più alti rispetto alle stime iniziali, praticamente quintuplicati (da 80 a 400 milioni di euro).
Da qualche giorno però qualcosa è cambiato in meglio. Il Molise è tornato ad essere collegato a Roma e Napoli in treno. E’ stata riattivata infatti la linea ferroviaria da Bojano, comune che dista 24 chilometri da Campobasso, che diventa così l'hub regionale delle ferrovie. La tratta che per ora resta chiusa, tra il centro matesino e Campobasso, sarà coperta con bus sostitutivi. Dopo circa 4 mesi di lavori sono terminati anche gli interventi di manutenzione nell'area di Venafro e Roccaravindola, consentendo quindi con un solo treno di arrivare nella capitale o a Napoli. Contemporaneamente sono entrati in servizio i nuovi treni elettrici acquistati dalla regione. I tempi di percorrenza in base agli orari ufficiali di Trenitalia non subiranno grandi variazioni: da Bojano a Roma, i treni diretti impiegheranno tra un minino di 2 ore e 37 minuti ad un massimo di 2 ore e 52.
Il cantiere dell’ultimo “miglio” sembra essere eterno. Tutto per una serie di imprevisti durante i lavori di elettrificazione che hanno visto moltiplicare i costi e allungare i tempi di riapertura. La vicenda è finita la settimana scorsa in Parlamento perché il deputato del Movimento 5 Stelle Agostino Santillo ha presentato un'interrogazione alla Camera nella quale evidenzia divergenze tra le affermazioni rese da Rfi in audizione regionale, vale a dire due gallerie crollate e la necessità di utilizzare una Tbm, una particolare macchina per lo scavo in gallerie, e quanto invece riportato nella risposta ministeriale del febbraio 2025, che riconduceva tutto a un'unica galleria e negava il ricorso alla Tbm, attribuendo i ritardi a un evento imprevisto. Un passaggio centrale dell'interrogazione riguarda la possibilità di anticipare la data di riapertura della stazione di Campobasso.
Fino al 2020 Campobasso era raggiungibile in treno soltanto con mezzi a gasolio, vetusti e inquinanti che collegavano Campobasso a Roma e Napoli con tempi di percorrenza lunghi e frequenti disagi.
Per risolvere queste criticità, nel giugno del 2020 sono cominciati i lavori di elettrificazione della linea necessari appunto per consentire il passaggio dai treni a gasoli a quelli elettrici. Da allora Campobasso è diventato (insieme ad Aosta che però non fa proprio la ferrovia) uno dei due capoluoghi di regione in Italia privo di collegamenti ferroviari regolari, con conseguenti disagi quotidiani per pendolari, studenti universitari e viaggiatori. Unica alternativa per raggiungere città come Roma o Napoli gli autobus sostitutivi, spesso sovraffollati e con tempi di percorrenza più lunghi rispetto al treno.
La riapertura della stazione era prevista per il 2023, ma è stata rinviata più volte a causa di ritardi nei cantieri e imprevisti tecnici a partire dal crollo di una galleria tra Vinchiaturo e Baranello, lungo la linea per Isernia. 

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