«La pace, le radici cristiane, le sfide etiche: il Principato di Monaco abbraccia il Papa»

Parla l’arcivescovo Dominique-Marie David che sabato prossimo darà il benvenuto a Leone XIV nel piccolo Paese. «Alcuni mi chiedono le ragioni del viaggio: qui il Vangelo segna ancora la vita sociale e politica. Molti gli adulti che scoprono
la fede: incontrano Cristo sui social e non guardano agli scandali nella Chiesa»
March 21, 2026
«La pace, le radici cristiane, le sfide etiche: il Principato di Monaco abbraccia il Papa»
La processione di santa Devota, la patrona del Principato di Monaco, davanti al Palazzo dei principi / Diocèse de Monaco
«Anche a me qualcuno lo ha chiesto: “Qual è il vero motivo per cui il Papa viene a visitare il Principato di Monaco?”. Quasi ci fossero ragioni nascoste dietro la sua presenza…». L’arcivescovo Dominique-Marie David risponde con schiettezza. Sui social e suoi giornali suscita interrogativi il viaggio lampo di Leone XIV nella città-Stato affacciata sul Mediterraneo, a dieci chilometri dal confine fra Francia e Italia. Sabato prossimo 28 marzo, alla vigilia dell’inizio della Settimana Santa, il Pontefice sarà nel secondo Paese più piccolo al mondo dopo la Città del Vaticano. «Evento storico e senza precedenti che arriva in qualche modo inaspettato», racconta ad Avvenire l’arcivescovo. Nove ore di visita che vedranno il Papa incontrare il principe Alberto II, abbracciare la comunità cattolica, i giovani e i catecumeni, e poi celebrare la Messa nello stadio Louis II. Secondo viaggio internazionale del pontificato, dopo la visita in Turchia e Libano fra fine novembre e inizio dicembre. «Siamo un piccolo Paese, in un certo senso unico – spiega Dominique-Marie David –. Un Paese dove si vive bene e dove si respira un senso di agio e di benessere che sicuramente non è sfuggito al Papa. Tuttavia, quando sia io sia il principe lo abbiamo invitato in più circostanze, abbiamo evidenziato che si tratta di una rappresentazione superficiale. Perché la realtà di Monaco è ben più variegata e non può essere racchiusa in preconcetti che non riflettono l’effettività della nostra esperienza, anche all’interno della Chiesa». Paese in cui il cattolicesimo è religione di Stato. «Tutto ciò può sembrare anacronistico nel contesto attuale, soprattutto nell’Europa occidentale. Anche perché devo ammettere che la parola “laicità” non è di casa qui», afferma il presule 62enne originario della Francia che dal 2020 guida l’arcidiocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede. «Certo, il forte legame tra lo Stato e la Chiesa non implica fusione, ma collaborazione sì: una collaborazione sana, certamente armoniosa, piuttosto equilibrata che si basa sul reciproco sostegno nella fedeltà alla nostra identità».
L’arcivescovo di Monaco, Dominique-Marie David / Diocèse de Monaco
L’arcivescovo di Monaco, Dominique-Marie David / Diocèse de Monaco
La visita del Papa arriva mentre le guerre scuotono le coscienze, a partire da quella che si combatte in Medio Oriente e nel Golfo Persico. «Ci si potrebbe domandare se abbia senso una tappa nel Principato nel momento in cui il mondo fa i conti con situazioni drammatiche di cui non si intravede una via d’uscita – sottolinea l’arcivescovo –. Ma Monaco non è sotto una campana di vetro: tutto ciò che accade nel globo ci riguarda. E credo che da qui il Papa ci aprirà gli occhi e il cuore sulle tragedie che ci circondano. Del resto, il principe Alberto II è molto impegnato nella promozione della giustizia e della pace. E Monaco chiama già a vivere la solidarietà verso coloro che soffrono a causa della violenza e delle ostilità. Immagino, quindi, che questo possa essere uno dei temi in agenda».
Eccellenza, prima visita di un Papa regnante nel Principato. Il tema scelto è “Io sono la via, la verità e la vita”.
«Leggo la visita come un’occasione che il Papa ci offre per avere una prospettiva nuova sul Principato. Fin dall’inizio del pontificato, Leone XIV ha chiesto di indirizzare lo sguardo su Cristo. Da qui il filo conduttore del viaggio apostolico che è invito a ricondurci all’essenziale della vita cristiana. La “via” è immagine che risuona in molti di noi. La “verità” è ciò che siamo tenuti a testimoniare. E la “vita” dice che nella famiglia umana non può prevalere una cultura di morte che le guerre e le brutalità alimentano».
Il cattolicesimo è religione di Stato. Che cosa significa nella società contemporanea?
«Il Principato di Monaco ha un modo particolare di vivere il rapporto fra la dimensione civile e quella religiosa. Non siamo esenti dalle provocazioni dell’oggi e anche da un certo grado di secolarizzazione. Qui sta la scommessa: far sì che la nostra identità non si riduca a un elemento culturale o tradizionale, ma continui a esprimersi anche nella vita sociale e politica».
La processione di santa Devota, la patrona del Principato di Monaco, davanti al Palazzo dei principi / Diocèse de Monaco
La processione di santa Devota, la patrona del Principato di Monaco, davanti al Palazzo dei principi / Diocèse de Monaco
Il principe Alberto ha bloccato la legalizzazione dell’aborto. Ci sono norme avanzate sulle cure palliative. La legislazione promuove la famiglia e il matrimonio. Quale il rapporto sui temi etici?
«Dall’interruzione volontaria di gravidanza al fine vita, servono scelte che ritengo debbano essere compiute in conformità con i nostri valori. Se il cattolicesimo è religione di Stato, esso è tenuto a ispirare, guidare e sostenere il nostro popolo, la nostra legislazione, le nostre opzioni etiche. Nella collaborazione con il governo del principe, siamo ben consapevoli che non basta evocare i principi ma occorre spiegare che la Chiesa non è contro la vita, ma a favore di essa e della dignità umana e che il suo insegnamento guarda al meglio dell’uomo».
Altri temi su cui il Principato è vicino alla Chiesa?
«Numerose sono le preoccupazioni comuni sia al principe sia a papa Leone. Cito la convergenza sulla carità, sulle prospettive globali, sulla tutela dell’ambiente, in particolare con riferimento alla salvaguardia degli oceani. Anche il nostro Paese vuole offrire il suo contributo per rispondere alle sfide che il mondo si trova ad affrontare».
La processione di santa Devota, la patrona del Principato di Monaco, davanti al Palazzo dei principi / Diocèse de Monaco
La processione di santa Devota, la patrona del Principato di Monaco, davanti al Palazzo dei principi / Diocèse de Monaco
Primo viaggio di Leone XIV in Europa. Può ricordare al continente le sue radici cristiane?
«Siamo una nazione segnata dalla cultura cristiana e abbiamo un modo singolare di viverla. Siamo consapevoli che molti Paesi vicini non hanno un così naturale e gioioso legame con le proprie radici cristiane che qui sono ancora molto vive. Ma non pretendiamo di dare lezioni ad altri. Penso, però, che il Papa sperimenterà che cosa questo significhi per noi».
Il Papa incontrerà i catecumeni. Come accade in Francia, anche il Principato registra una crescita esponenziale di giovani e adulti che chiedono di accedere ai sacramenti. Come lo spiega?
«Siamo davanti a un fenomeno in espansione. Sia io sia i miei confratelli della Francia ci rendiamo conto che quanto avviene non è il risultato di piani pastorali ben ponderati o ben organizzati. I catecumeni, soprattutto i giovani, arrivano alla fede attraverso vie che talvolta ci sono estranee. Molti non l’hanno ereditata in famiglia o nel contesto sociale. Ma la scoprono grazie alle reti di amicizia o anche ai social network che giocano un ruolo significativo. Sono giovani e adulti alla ricerca di senso in un mondo disordinato e di riferimenti stabili in un momento storico dove tutto è fugace. E, quando si avvicinano alla Chiesa, non si soffermano sugli scandali o sulle fatiche, ma sull’incontro con il trascendente, sulla potenza della preghiera, sulla liturgia che apre al mistero. La scommessa è quella di saperli accogliere e accompagnare».
Una iniziativa della Chiesa cattolica nel Principato di Monaco / Diocèse de Monaco
Una iniziativa della Chiesa cattolica nel Principato di Monaco / Diocèse de Monaco
Dalla visita del Papa può giungere un messaggio anche sui requisiti etici della finanza e della ricchezza?
«Il Principato non è solo la terra dei ricchi. Le persone che vivono e lavorano qui mostrano una diversità sociale che in pochi riescono a concepire dall’esterno: sono presenti 150 nazionalità. Non c’è dubbio che siamo un Paese che promuove investimenti e creatività. Il Papa ci incoraggerà ad adottare un approccio coerente. E da vescovo mi domando: siamo cattolici fedeli al Vangelo nella vita, nelle scelte, nel lavoro? Inoltre Monaco ha una diffusa generosità: ci sono attività per aiutare i più vulnerabili all’estero o per sostenere i Paesi in difficoltà nel segno della giustizia».

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