Montecassino, Pizzaballa riceve il premio internazionale "Pacis nuntius"
di Igor Traboni
A conferirlo è la stessa Abbazia, in cammino verso l'anniversario dei 1.500 anni, i cui monaci sperano di raggiungere in pellegrinaggio il patriarca latino a Gerusalemme

É stato assegnato al cardinale e patriarca latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa il premio internazionale “Pacim Nuntius”, nella sua prima edizione, istituto dalla comunità monastica di Montecassino «per sollecitare e promuovere un impegno concreto per la pace nei diversi contesti del mondo», ha sottolineato l’abate dom Luca Fallica, e come viatico per l’inizio delle celebrazioni per i 1.500 anni dell’abbazia benedettina. Pizzaballa, in questo momento impossibilitato a raggiungere l’Italia, nella mattinata di venerdì 20 marzo si è collegato attraverso i mezzi digitali, ribadendo la necessità che si giunga presto alla pace, dopo aver brevemente descritto l’attuale e molto difficile situazione in Palestina. Il cardinale ha auspicato la sua presenza a Montecassino per il 10 luglio prossimo, già invitato per i primi vespri della solennità di san Benedetto. I monaci, però, sperano di raggiungerlo a Gerusalemme, in pellegrinaggio, per il conferimento del “Pacis Nuntius”, così chiamato in ricordo della lettera apostolica con cui Paolo VI, il 24 ottobre del 1964, ha proclamato san Benedetto patrono d’Europa.
La scelta della personalità a cui conferire il premio è ricaduta sul porporato francescano, «figura di alto profilo spirituale e umano», di cui è stato riconosciuto «il costante impegno nel promuovere il dialogo tra i popoli e nel testimoniare la pace cristiana quale fondamento imprescindibile per la tutela della vita e della concordia». «Con questo riconoscimento – si legge tra le motivazioni –, l’Abbazia intende sostenere e condividere il suo impegno nel lungo e complesso cammino verso la pace, inserendo tale iniziativa nel più ampio percorso di internazionalizzazione volto alla valorizzazione della spiritualità benedettina». «La testimonianza del cardinale Pizzaballa – ha detto l’abate Fallica, rivolgendosi a Pizzaballa presente attraverso il videocollegamento – incarna l’impegno della Chiesa nella tutela della vita e della dignità umana, nonché nella lotta contro ogni forma di violenza. La guerra, nella sua cecità, rende tutti vittime, colpendo in modo particolare i più fragili, tra cui i bambini. È nostro dovere sostenere, con ogni mezzo, quanti operano per l’affermazione della pace. Lei è il primo a ricevere questo riconoscimento e attraverso la sua persona desideriamo raggiungere tutta la comunità cristiana presente in Terra Santa».
Fallica ha poi rimarcato quello che sarà il cammino della comunità verso il 2029, «quando ricorderemo i 1.500 anni di fondazione di questa Abbazia: abbiamo voluto che ogni anno fosse caratterizzato da un tema. Siamo partiti dal tema della pace, alla luce di un versetto del profeta Aggeo (“Su questo luogo io porrò la pace”) e nei prossimi anni guarderemo a Montecassino come luogo di luce, di comunione fraterna e di speranza». L’abbazia e la sottostante città in questi giorni sono al centro di diversi appuntamenti del programma “Transito di san Benedetto”: nella mattinata di giovedì 19 marzo è arrivata la tradizionale fiaccola benedettina della pace, accolta da centinaia di studenti, che vede accomunate le città e le Abbazie di Norcia, Subiaco, Cassino e Montecassino. «Da queste città vogliamo anche noi alla scuola di san Benedetto essere “pacis nuntii”, messaggeri di pace, e sollecitare tutti coloro che bramano “giorni felici” a intraprendere questo cammino, anche se arduo e in salita, per cercare la pace e perseguirla con tutte le proprie energie, fisiche, mentali, spirituali. È un sogno? Forse sì, ma è il sogno di Dio. Il sogno di ogni uomo e donna di buona volontà», ha aggiunto l’abate di Montecassino.
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