Il Papa ai Focolarini: «Arginare i seminatori di odio che riportano indietro l'umanità»
di Agnese Palmucci, Roma
Nell'udienza di stamattina, con i partecipanti all'Assemblea generale del Movimento fondato da Chiara Lubich, Leone XIV ha esortato ad alimentare «il carisma dell'unità» in un momento in cui «il veleno della conflittualità tende a inquinare i cuori».

Alimentare il carisma specifico dell'unità. A questo Leone XIV ha esortato i partecipanti all’Assemblea generale dell'Opera di Maria, Movimento dei Focolari, ricevuti in udienza stamattina. Quell’«unità fra gli esseri umani che è frutto e riflesso dell’unità di Cristo con il Padre», ha aggiunto alla presenza della presidente del Movimento fondato da Chiara Lubich nel 1943, Margaret Karram, da poco rieletta per il secondo mandato, e del nuovo copresidente, don Roberto Eulogio Almada. «Di questo fermento di unità c’è tanto bisogno oggi, - ha proseguito il Pontefice - perché il veleno della divisione e della conflittualità tende a inquinare i cuori e le relazioni sociali e va contrastato con la testimonianza evangelica dell’unità, del dialogo, del perdono e della pace».
E proprio del legame tra la costruzione della pace e questo «spirito di unità» ha parlato il Papa ai presenti, che hanno concluso oggi i lavori assembleari iniziati l’1 marzo, presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo. Lo «spirito di unità», ha sottolineato, «voi lo vivete anzitutto tra voi, e lo testimoniate dappertutto come una nuova possibilità di vita fraterna, riconciliata e gioiosa, fra persone di diversa età, cultura, lingua e credo religioso». Infatti anche attraverso il Movimento, presente oggi in 140 Paesi, e il suo particolare carisma «Dio si è preparato, nei decenni passati, un grande popolo della pace, che proprio in questo momento storico è chiamato a fare da contrappeso e da argine a tanti seminatori di odio che riportano indietro l’umanità a forme di barbarie e di violenza», ha aggiunto.

Dall’esortazione a mantenere viva la testimonianza di unità e pace, alla «responsabilità di tenere vivo il carisma» del Movimento in una fase di transizione. Leone XIV ha esortato ancora i Focolarini a «discernere insieme» gli aspetti essenziali della «vita comune» e dell'«apostolato» che «vanno mantenuti», e dall'altro lato intuire «gli strumenti e le pratiche che, benché in uso da tempo, non sono essenziali al carisma», o che sono da abbandonare perché «hanno presentato aspetti problematici». Si tratta certamente di una fase, quella post-fondazionale, che «esige anche un impegno forte alla trasparenza da parte di chi ha ruoli di responsabilità, a tutti i livelli», ha proseguito. La trasparenza, infatti, «da un lato è condizione di credibilità, dall’altro è dovuta in quanto il carisma è un dono dello Spirito Santo di cui tutti i membri sono responsabili».
Anche il coinvolgimento dei membri è «un valore aggiunto», ha ribadito il Papa, poiché «stimola la crescita, sia delle persone sia dell’Opera, fa emergere le risorse latenti e le potenzialità di ciascuno, responsabilizza e promuove il contributo di tutti». Proprio al termine delle settimane di Assemblea generale dell’Opera di Maria, Prevost ha voluto sottolineare la responsabilità nel «discernimento comune» sul modo in cui tradurre «il carisma dell’unità» in stili di vita comunitaria «che facciano brillare la bellezza della novità evangelica e, allo stesso tempo, rispettino la libertà e la coscienza dei singoli, valorizzando i doni e l’unicità di ciascuno».

Infatti, ha proseguito, «l’unità è un dono e, al tempo stesso, un compito e una chiamata che interpella ciascuno», e «tutti in questo cammino di discernimento devono esercitare fraternità, sincerità, franchezza e soprattutto umiltà, libertà da sé stessi e dal proprio punto di vista». L’unità non va intesa, dunque, «come uniformità di pensiero, di opinione e di stile di vita», che «anzi potrebbe portare a svalutare le proprie convinzioni, a detrimento della libertà personale». È necessario perciò, ha aggiunto il Pontefice, che come affermava anche la Serva di Dio Chiara Lubich, «l’unità sia sempre nutrita e sostenuta dalla carità reciproca, che esige magnanimità, benevolenza, rispetto».
Poi ha ringraziato per tutti i giovani presenti nei gruppi del Movimento, «che vedono con occhi limpidi la bellezza della chiamata ad essere strumenti di unità e di pace nel mondo». Ma anche per le molte famiglie, i vescovi, i sacerdoti, i consacrati. Per «le tante focolarine e i tanti focolarini che, spesso con dedizione eroica, continuano a vivere in ogni parte del mondo una vita di preghiera, di lavoro, di dialogo e di evangelizzazione, seguendo il modello di vita apostolica delle prime generazioni cristiane».
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