Il laico "eroe" e i martiri spagnoli: chi sono i nuovi beati e venerabili
di Enrico Lenzi
Sono stati pubblicati oggi i decreti per altri 50 martiri della Guerra di Spagna. Due suore italiane tra i venerabili. Riconosciuta l’offerta della vita del laico missionario Salado

Si arricchisce di altri cinquanta nuovi nomi il martirologio della Chiesa spagnola nel periodo della Guerra civile, svoltasi tra il 1936 e il 1939. Tre anni nei quali moltissimi sacerdoti, religiosi, religiose e laici impegnati hanno perso la vita “colpevoli” soltanto di essere dei cristiani. Ieri mattina Leone XIV ha ricevuto il prefetto del Dicastero delle cause dei santi, il cardinale Marcello Semeraro, e ha dato il suo via libera alla promulgazione dei decreti che riconoscono il martirio di padre Stanislao Ortega García (al secolo: Lorenzo) e di altri 48 suoi compagni, tutti religiosi professi dell’Istituto dei Fratelli dell’Istruzione Cristiana di San Gabriele, una famiglia religiosa maschile che trae origine alla scuola di carità che è stata fondata da Louis Marie Grignion de Monfort nei primi anni del 1700. Assieme ai 49 religiosi, il decreto riguarda anche un sacerdote diocesano, Emanuele Berenguer Clusella. Tutti sono stati uccisi «in odio alla fede» in diversi luoghi della Catalogna, in Spagna, nel periodo compreso dal mese di luglio a quello di novembre del 1936. Dunque i nomi di questi 50 consacrati si aggiungono ai 2.128 (tra cui undici santi) martiri che hanno già raggiunto l’onore degli altari. Ma, secondo stime della Chiesa spagnola, che «Avvenire» ha diffuso poco più di un anno e mezzo fa, sarebbero ben cinquemila le cause di beatificazioni aperte a livello locale.
Gli altri decreti a cui il Papa ha dato il suo assenso, riguardano anche due religiose italiane, di cui sono state riconosciute le virtù eroiche, e quindi diventano venerabili. La prima è Maria Raffaella De Giovanna, fondatrice della Congregazione delle Suore Terziarie Minime di San Francesco di Paola. Nata il 30 luglio 1870 a Genova viene affidata alla Ruota degli esposti dell’ospedale cittadino di Pammatone. Alcuni anni dopo la sua famiglia tornerà a riprenderla. Attenta alla cura e all’assistenza dei bambini malati e delle loro famiglie, matura l’intenzione di intraprendere la vita religiosa e darà vita proprio alla nuova congregazione religiosa femminile nel novembre 1901. Le religiose saranno molto attive negli ospedali soprattutto durante la Grande Guerra del 1915-18. Muore a Genova l’11 marzo 1933. Diventa venerabile anche suor Maria Eletta di Gesù, al secolo Caterina Tramazzoli. Nata a Terni i 28 gennaio 1605, cresce in una famiglia dalla fede profonda e così all’età di 21 anni entra nel monastero delle Carmelitane scalze a Terni. All’età di 24 anni le sarà chiesto di trasferirsi a Vienna (nell’allora impero austriaco) per fondare lì un Carmelo. Vi resterà dal 1626 al 1643, quando sarà inviata a Graz. Qui resta fino al 1656 quando ancora una volta le sarà chiesto di trasferirsi, questa volta in Boemia, in particolare a Praga. Qui muore l’11 gennaio 1663. Religiosa anche la terza nuova venerabile: Maria Teresa della Santissima Trinità (al secolo Teresa Ysseldijk), professa della Congregazione delle Suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù. Nata il 13 novembre 1897 a Apeldoorn in Olanda, è morta il 10 marzo 1926 nella città di Saint Louis negli Stati Uniti.
Il quarto nuovo venerabile è un laico, missionario della Casa di Nazareth, Pedro Manuel Salado, che ha offerto la propria vita per salvare quella di di sette bambini trascinati in mare mentre stavano giocando sulla spiaggia di Esmeralda in Ecuador. Era il 5 febbraio 2012 e il gesto ha permesso di salvare tutti i bambini, ma non la sua. Era nato il 1° gennaio 1968 a Chiclana de la Frontera in Spagna. Si trovava in Ecuador dal 1998 svolgendo una grande attività di educatore e catechista , oltre a coordinare i lavori del centro.
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