Grottaferrata, il vescovo Nin Güell nuova guida dell’abbazia territoriale bizantino-greca
Il benedettino spagnolo di 69 anni nominato dal Papa esarca del monastero fondato da san Nilo nel 1004 nel cuore dei Castelli Romani. Subentra al cardinale Semeraro che dal 2013 era amministratore apostolico

L’abbazia territoriale di Santa Maria di Grottaferrata, in provincia di Roma, ha una nuova guida: è il vescovo Manuel Nin Güell, 69 anni, originario della Spagna, che Leone XIV ha nominato esarca apostolico del monastero bizantino-greco fondato da san Nilo nel 1004 nel cuore dei Castelli Romani trasferendolo dall’esarcato apostolico per i cattolici di rito bizantino residenti in Grecia. Così si conclude la lunga stagione di sede vacante che ha visto Marcello Semeraro, prima come vescovo e poi come cardinale, essere amministratore apostolico dell’abbazia territoriale per volontà di papa Francesco che nel 2013 lo aveva scelto per tale incarico dopo la rinuncia dell’archimandrita Emiliano Fabbricatore ad esarca del monastero di Grottaferrata e a superiore generale della Congregazione d’Italia dei monaci basiliani.
L’abbazia di Grottaferrata è una realtà ecclesiale unica in Italia. I monaci sono di rito bizantino-greco e rappresentano la Congregazione d'Italia dei monaci basiliani, istituzione cattolica nata per riunire i monasteri di rito bizantino presenti nell'Italia meridionale. Il monastero esarchico, oggi ponte fra Oriente e Occidente, è stato voluto da un gruppo di monaci greci provenienti dall'Italia meridionale, guidati da san Nilo di Rossano, nato nella Calabria bizantina e quindi greco di origine e di rito, fondatore di vari monasteri, capo carismatico e guida spirituale di primo piano nel suo tempo. Le giornate dei monaci sono scandite, oltre che dalle celebrazioni liturgiche, dagli impegni di lavoro, manuale o intellettuale: è con il lavoro delle mani e della mente che i monaci basiliani si guadagnano il pane quotidiano. Fine essenziale del monachesimo, però, rimane la vita di preghiera (vita contemplativa). Oltre ai tempi dedicati alla preghiera liturgica corale, ciascun monaco mira a trasformare in preghiera ogni sua attività. La pratica della preghiera del cuore, l’invocazione continua del Signore, costituisce l’aspirazione tipica della tradizione mistica bizantina: i monaci la perseguono nella solitudine silenziosa della cella (“Rimani nella tua cella ed essa t’insegnerà tutto”), nella meditazione assidua della Parola di Dio, nell’ascolto attento e sapienziale del cuore – il proprio e quello di chiunque voglia condividere con loro il suo itinerario spirituale.
Manuel Nin Güell, nato il 20 agosto 1956 a El Vendrell nell’arcidiocesi di Tarragona, è entrato nel monastero benedettino di Montserrat, in Catalogna, dove ha emesso i primi voti nel 1977 e la solenne professione monastica nel 1980. Sacerdote dal 1998, ha forgiato a Monserrat il suo carattere: fortezza interiore e sorriso affabile, capacità di ascolto e naturale inclinazione all’accoglienza. Formatosi come patrologo all’Augustinianum a Roma e specialista in patrologia siriaca e greca, è stato per 17 anni rettore del Pontificio Collegio greco di Roma dove ha plasmato una generazione di oltre 77 seminaristi, molti dei quali oggi guidano diocesi del mondo orientale cattolico o ricoprono ruoli di rilievo nella diplomazia e nella Curia romana. Acuto divulgatore, è stato per oltre un decennio firma de L’Osservatore Romano, con articoli su aspetti teologici e liturgici dell’Oriente cristiano e sull’analisi della vita ecclesiale. La sua attività accademica prosegue ancora oggi in tre atenei romani: Sant’Anselmo, Santa Croce e Urbaniana. Nel 2016 papa Francesco lo ha nominato esarca apostolico per i cattolici di rito bizantino residenti in Grecia, ricevendo l’ordinazione episcopale il 15 aprile nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma. Nei dieci anni ellenici Nin Güell ha esercitato un ministero di “diplomatico di trincea” trasformando in un fertile punto d’incontro il confine con l’ortodossia greca. Durante il suo episcopato la Cattedrale della Santissima Trinità ad Atene è divenuta luogo dove la maestosità della liturgia orientale incontra l’umanità ferita e l’umiltà dell'accoglienza. Il nuovo esarca celebrerà il suo ingresso nella comunità monastica sabato 21 febbraio 2026.
A nome della Confederazione benedettina, l’abate primate Jeremias Schröder si è congratulato con il vescovo Nin Güell per la nomina. «Grottaferrata - si legge in una nota - è l’unico monastero dell’Ordine dei monaci basiliani in Italia. Si tratta di un’abbazia territoriale e di un monastero esarchico, ovvero il superiore detiene il rango episcopale. I monaci seguono la Regola di san Basilio Magno, molto ammirato e citato da san Benedetto. Papa Leone XIII coinvolse i benedettini nelle questioni di questa piccola comunità piuttosto isolata. Il vescovo Nin è il terzo benedettino ad avere la responsabilità di questo monastero negli ultimi tempi, dopo l’abate Michel van Parys e l’abate Francesco de Feo».
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