Elisa non c'è più, ma la sua luce splende: «Noi, battezzati grazie ai suoi genitori»

di Barbara Sartori, Piacenza
Tra le 14 persone a ricevere il primo dei Sacramenti a Piacenza stasera ci saranno anche Loredana e Oreste, arrivati alla fede spinti dalla testimonianza della madre e del padre della ragazza morta in un incidente a 20 anni nel 2022
April 4, 2026
Elisa Bricchi assieme al fidanzato, Costantino Merli
Elisa Bricchi assieme al fidanzato, Costantino Merli
«La preghiera vola alta». Antonella Grandini la frase ce l’ha tatuata sull’avambraccio destro. Gliel’ha suggerita la figlia Elisa Bricchi in sogno e l’ha voluta incidere sulla pelle, promemoria di un’ostinata speranza che non intende farsi schiacciare dal dolore. Antonella ha perso Elisa l’11 gennaio 2022, annegata a vent’anni nel Trebbia in località Puglia di Calendasco, nel Piacentino, insieme al fidanzato Costantino Merli e agli amici Domenico Di Canio e William Pagani, poco più grandi di lei. Avevano festeggiato il compleanno di quest’ultimo, mangiato qualcosa, fatto un giro sull’argine, il luogo del cuore, dove amavano fermarsi e ascoltare la “loro” musica, il rap e il trap. Era la passione che li aveva uniti, Costantino e Domenico come autori, William come produttore. Elisa frequentava Costantino da aprile. Il 14 giugno le aveva chiesto di fidanzarsi cantandole un suo brano, in ginocchio, un mazzo di fiori e un punto luce come regalo. «A te che ti distingui, tra mille volti spenti... mi hai insegnato a volare»: musica e ritmi contemporanei, gesti e parole d’altri tempi. Il giorno dopo, sarebbero dovuti partire per le terme. La valigia era pronta, all’ingresso di casa. Ma la nebbia, quella sera di gennaio, era particolarmente fitta. È bastata una curva nella direzione sbagliata per finire cappottati nell’acqua gelida. Una trappola mortale.
«Ogni Venerdì Santo, come tante mamme anche io sono sotto la croce con Maria», dice Antonella, che però non si è fermata al Golgota. Il sepolcro è vuoto. Lo testimonia il cero pasquale in memoria di Elisa che ha fatto realizzare per la Veglia in Duomo con il vescovo di Piacenza-Bobbio, Adriano Cevolotto. Lo stesso dono l’aveva pensato lo scorso anno, ma questa Veglia sarà speciale. Perché tra i 14 adulti che riceveranno il Battesimo ci sono Oreste e Loredana, che da inquilini in affitto sono diventati famiglia. Albanesi di origine, lui 45 anni, lei 35, sposati dal 2018, due bambine di 8 e 6 anni, non hanno dubbi su com’è iniziato il loro cammino di avvicinamento alla Chiesa. Basta un nome – «Antonella» – che chiama a cascata quello di Giovanni, suo marito, e di Sabrina e Francesco, i genitori di Costantino. «La fede di Antonella ha fatto nascere la domanda: come si fa a credere dopo quello che è successo? Invece, questi genitori sono rimasti con il cuore aperto, generosissimi, sempre pronti ad aiutare tutti». Non è un caso che, all’inizio del percorso per il catecumenato, Loredana e Oreste abbiano chiesto di battezzare le figlie. A fare da madrina e padrino della maggiore sono stati Antonella e Giovanni, della minore Sabrina e Francesco.
Il cero pasquale con il nome di Elisa che sarà acceso per la Veglia in Duomo con il vescovo di Piacenza-Bobbio, Adriano Cevolotto
Il cero pasquale con il nome di Elisa che sarà acceso per la Veglia in Duomo con il vescovo di Piacenza-Bobbio, Adriano Cevolotto
Pensare che i Bricchi e i Merli non si conoscevano neppure, prima dell’incidente. È l’amore dei loro figli che li ha legati per sempre. Hanno scelto che venissero sepolti insieme, Elisa con la fede di Antonella, Costantino con quella di Giovanni, perché, nonostante l’età, già facevano progetti dal sapore del “per sempre”. Anziché comprare fiori per la tomba, ogni anno devolvono i mille euro corrispondenti alla spesa per una realtà del territorio: il reparto di Pediatria dell’ospedale, la comunità “Luna stellata” per mamme e bambini. Hanno contribuito ai restauri della Cattedrale. Giovanni periodicamente va in Bosnia a portare aiuti con l’associazione “Amici della Luce” di Calendasco. Con i genitori di Domenico e di William hanno raccolto le canzoni dei ragazzi dando vita al loro sogno di diventare interpreti e produttori: il cofanetto “La libertà degli angeli”, distribuito col quotidiano locale Libertà, è stato regalato anche a papa Francesco a margine di un’udienza generale nel gennaio 2023. I proventi sono andati all’Ucraina martoriata dalla guerra, terra natale di Costantino, adottato quando aveva 9 anni. «Siamo andati da un sacerdote che ha studiato al Collegio Alberoni a Piacenza, padre Vasyl Pidhirskyy, parroco a Muckacheve, sud ovest del Paese. Lo abbiamo aiutato a sistemare un locale che fa da rifugio in caso di pericolo, ma che di giorno è un oratorio per i bambini, con tanti giochi per loro», spiega Antonella. Guai a dirle che è forte. «È Elisa che mi aiuta». Il rosario d’oro che porta al collo è un regalo che lei e Giovanni le avevano fatto per il 18° compleanno. Elisa non se ne separava mai. «Dopo la sua morte sono entrata in crisi totale. Ho perso mio fratello a 31 anni, poi mio papà. Prima di restare incinta di Elisa, i due gemelli che aspettavo non hanno visto la luce. Pensavo di essere in credito con Dio. Invece...». È Elisa, con quel suggerimento – «La preghiera vola alta» – ad averle indicato la strada. «Ho capito che chiudersi non serve, che la rabbia fa morire noi e fa morire un’altra volta nostra figlia. Allora ho cominciato a pregare di più e, più pregavo, più sentivo Elisa vicina, più riuscivo a leggere i segni che lei mi lasciava». La pace che la avvolge quando ascolta il cd di Tchaikovsky, l’ultimo regalo di Natale di Elisa. La manina impressa sul vetro di casa – «e io i vetri li lavo spesso, sono maniaca», sorride – che scorge una mattina con sorpresa. L’episodio emblematico della pochette che per un giorno ha cercato senza trovare. «Pensavo l’avesse prestata a qualche amica. Invece, la sera, seduta sul divano, sento distintamente: “Ma’, è nel mio zaino viola”. Ho guardato Giovanni: non aveva udito nulla. Pensavo di essere diventata matta. Ancora: “Ma’, è nel mio zaino viola”. Mi sono alzata, sono entrata nella sua camera, una fatica enorme. Ho aperto lo zaino viola e dentro c’era la borsetta. Non può essere un caso».
Il suo desiderio è dare ai genitori che vivono la perdita – «siano cristiani, musulmani, cinesi, di ogni fede e cultura» – uno spazio dove poter condividere la loro sofferenza e trovare consolazione. Tante madri la contattano sui social. Le chiedono come fa ad andare avanti. «Dobbiamo lasciare tracce d’amore: Elisa mi aiuta ». Antonella indica le quattro farfalle tatuate sul braccio poco sopra la frase sulla preghiera: «Sono i miei bambini: le due più grandi Elisa e Costantino, le piccole Stefano e Maria, i gemellini mai nati». Sembrano giocare tra loro. «I nostri cari sono con noi, non li vediamo ma sono più vivi che mai. Ne sono certa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA