Il Papa nella Terra dei fuochi: qui per raccogliere le vostre lacrime

di Giacomo Gambassi, inviato ad Acerra (Napoli)
La visita di Leone XIV ad Acerra sui passi dell’enciclica “Laudato si’”. La denuncia: serve scardinare la «cultura della prepotenza che agisce in molte regioni italiane». Qui «un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza», frutto di «persone e organizzazioni senza scrupoli che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente». Il Pontefice incoraggia la mobilitazione dal basso: è l’ora della responsabilità. C’è «un esercito di pace che si alza in piedi e guarisce le ferite delle comunità»
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May 23, 2026
Il Papa nella Terra dei fuochi: qui per raccogliere le vostre lacrime
Papa Leone XIV nella Cattedrale di Acerra per la visita pastorale nella Terra dei fuochi / Reuters
«Santità, benedici questa terra». Lo striscione scritto a mano su un lenzuolo bianco con una bomboletta spray nera compare fra i fabbricati E e F di via delle Madonnelle. Fabbricati vengono chiamati i condomini dalle facciate che portano i segni dell’inquinamento e che si affacciano su piazza Calipari, alla periferia di Acerra. La terra che il cartello cita è la Terra dei fuochi, novanta municipi fra Napoli e Caserta, tre milioni di abitanti e «un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale», spiega Leone XIV. Il Papa la visita per una mattina: tre ore nella cittadina di 60mila persone per ascoltare «il grido della creazione e dei poveri» che «tra voi è stato avvertito più drammaticamente», afferma il Pontefice in Cattedrale, prima tappa del suo viaggio-lampo nell’angolo della Campania dove «nell’arco di circa trent’anni sono giunte da molte aziende dell’Italia Settentrionale centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici» per assicurare «grandi risparmi agli industriali corrotti e profitti altissimi alla criminalità organizzata» e dove sono stati smaltiti «in modo illegale i loro rifiuti, bruciandoli nelle nostre campagne», racconta Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza episcopale campana, salutando il Pontefice con «Welcome». 
Gli striscioni che raccontano il dolore della Terra dei fuochi durante la visita pastorale di Papa Leone XIV ad Acerra / AVVENIRE
Gli striscioni che raccontano il dolore della Terra dei fuochi durante la visita pastorale di Papa Leone XIV ad Acerra / AVVENIRE
 
Di fronte il Papa ha anche le famiglie che piangono morti o vivono la loro “Via Crucis” per la malattia per i roghi avvelenati e i fumi tossici. «Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente», confida Leone XIV confermando con le sue parole ciò che denuncia anche Di Donna: il «rapporto tra inquinamento ambientale e l’insorgere di patologie tumorali che per diversi anni è stato negato». E mentre il vescovo elenca i nomi delle vittime, si commuove. Il Papa abbraccia i paranti che hanno in mano anche le foto dei loro cari deceduti e li saluta al termine dell’incontro. E a loro affida un compito impegnativo: «Generate vita nuova trasmettendo a figli e figlie, a nipoti e vicini quel senso di responsabilità che troppe volte sin qui è mancato. Lasciate morire il risentimento, praticate per primi la giustizia che chiedete, testimoniate la vita, educate alla cura».
Gli striscioni che raccontano il dolore e la speranza della Terra dei fuochi durante la visita pastorale di Papa Leone XIV ad Acerra / AVVENIRE
Gli striscioni che raccontano il dolore e la speranza della Terra dei fuochi durante la visita pastorale di Papa Leone XIV ad Acerra / AVVENIRE
Le campane a festa lo accolgono nel centro storico alle 9 del mattino. In quindicimila sono scesi in strada per stringersi attorno al Papa venuto per riscattare una terra che porta su di sé un «marchio infamante», ammette Di Donna. Visita sui passi di papa Francesco che, dice Leone XIV, «avrebbe desiderato venire qui» nel 2020 ma la pandemia ne aveva imposto la cancellazione. E visita per riconoscere «il grande dono che l’enciclica Laudato si’ ha rappresentato per la missione della Chiesa in questa terra», aggiunge. Del resto, il giorno scelto è quello della vigilia dell’undicesimo anniversario della firma del documento sulla cura della casa comune. «E sono qui – aggiunge Leone XIV – anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza». Una mobilitazione dal basso, che ha coinvolto anche undici diocesi, per ribellarsi allo scempio di un comprensorio «con il silenzio complice di tanti», ricorda il vescovo di Acerra. Un modello di «ostinata resistenza che diventa rinascita, là dove il Vangelo illumina e trasforma la vita», evidenzia il Pontefice citando la Laudato si’. E un esempio di «esercito di pace che si alza in piedi e guarisce le ferite di questa terra e delle sue comunità – incoraggia il Papa –. Non più fuoco che distrugge, ma fuoco che ravviva e riscalda, il fuoco dello Spirito che accende i cuori e le menti di migliaia e migliaia di uomini e donne, di bambini e di anziani e ispira cura, consolazione, attenzione, amore vero». Perché, avverte, mentre «soffriamo per la devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema, luoghi, storie e memorie», di fronte «a questa realtà ci possono essere due atteggiamenti: l’indifferenza o la responsabilità. Voi avete scelto la responsabilità». Il Papa punta l’indice contro «una cultura del privilegio, della prepotenza, del non rendere conto, che troppo male ha fatto a questa terra, come a molte altre regioni dell’Italia e del mondo». E dice che il Signore chiederà conto «su come si vive nei nostri quartieri, sulla disponibilità a lavorare insieme fra persone e istituzioni, sulla nostra passione educativa, sull’onestà nel lavoro, sull’equa distribuzione del potere e delle ricchezze, sul rispetto per le persone e per tutte le creature». E la domanda che si fa sprone: «Potranno queste terre rivivere? Siate voi stessi la risposta: una comunità unita, nelle fede e nell’impegno. La vita allora si moltiplicherà».
La folla durante la visita pastorale di papa Leone XIV ad Acerra / AVVENIRE
La folla durante la visita pastorale di papa Leone XIV ad Acerra / AVVENIRE
Il secondo momento della visita del Papa è in piazza Calipari per incontrare i sindaci e i cittadini dei Comuni “avvelenati”. Uno spiazzo circondato dai casermoni e dalla torre in cemento dell’acquedotto da cui scende il cartello “Acerra ti abbraccia”. Lungo le vie che Leone XIV percorre in papamobile ogni lampione ha il volto del Pontefice e una intuizione della Laudato si’: da “Tutto il mondo è intimamente connesso” a “Il clima è un bene comune di tutti e per tutti”. 

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