Domani in edicola su Avvenire di Calabria: donne, politica, Chiesa e territori al centro del nuovo numero

Tra attualità, territorio e Chiesa: così l’inserto diocesano continua a raccontare la vita della comunità locale calabrese e le sfide sociali viste da questa parte dell'Italia
March 7, 2026
Domani in edicola su Avvenire di Calabria: donne, politica, Chiesa e territori al centro del nuovo numero
Domani torna in edicola Avvenire di Calabria, l’inserto domenicale di Avvenire che accompagna i lettori dentro i fatti, le domande e le speranze di una regione che continua a interrogarsi sul proprio presente e sul proprio futuro. Il nuovo numero unisce attualità, approfondimento ecclesiale, storie di riscatto e questioni sociali con uno sguardo che tiene insieme Calabria e mondo, ma anche radici e cambiamento.

L’8 marzo e le donne che restano

Il cuore del numero è un ampio approfondimento dedicato all’8 marzo, costruito attorno a storie, analisi e testimonianze che raccontano la forza delle donne in Calabria. In primo piano c’è la vicenda di Cristiana e Marina Smurra, imprenditrici di Corigliano-Rossano che hanno trasformato l’azienda di famiglia in un modello di agricoltura biologica, capace di coniugare lavoro, dignità, attenzione al territorio e contrasto alle logiche dello sfruttamento. È una storia che parla di radici, coraggio e visione, e che diventa simbolo di un Sud che non si arrende. Accanto alla loro esperienza, il giornale allarga lo sguardo sulle difficoltà che ancora oggi segnano il lavoro femminile nella regione. Il divario salariale, la fragilità del welfare e il peso della maternità sulle carriere diventano temi da affrontare senza slogan, ma con l’intenzione di leggere fino in fondo le storture di un sistema che continua a chiedere molto alle donne e a restituire troppo poco. Completa il dossier una riflessione sul significato più autentico dell’8 marzo, ben oltre la ritualità della mimosa, riportando al centro diritti, giustizia e azione.

Reggio, le primarie del centrosinistra e il caso Gotha

Sul fronte politico e giudiziario, il numero propone due temi destinati a far discutere. Da una parte, il confronto tra i tre protagonisti delle primarie del centrosinistra a Reggio Calabria, in programma domenica 15 marzo: Domenico Battaglia, Giovanni Muraca e Massimo Canale. Tre profili diversi, tre idee di città, tre proposte che si misurano con i nodi del welfare, delle periferie, dei servizi e della macchina amministrativa, un passaggio importante per capire non solo chi guiderà la coalizione, ma anche quale idea di futuro si sta costruendo per il capoluogo dello Stretto. Dall’altra parte c’è il nuovo capitolo sul processo “Gotha”, con l’attività ispettiva avviata dal Ministero della Giustizia per fare luce sui tempi del deposito delle motivazioni della sentenza. Un tema delicato, che il settimanale affronta ricostruendo i punti essenziali di una vicenda molto seguita in Calabria.

La Chiesa in Calabria tra Leone XIV, Quaresima e cammini di fede

Ampio spazio anche alla vita ecclesiale. In apertura emerge il richiamo di Papa Leone XIV ai teologi di Puglia e Calabria, invitati a “restare in mare aperto”, cioè a non chiudersi nelle rassicurazioni degli ambienti protetti ma a confrontarsi con le ferite sociali e culturali del presente. È un messaggio che chiama in causa direttamente il Mezzogiorno, le sue fragilità e le sue possibilità, il giornale segue poi i giorni di raccoglimento dei vescovi calabresi ad Ariccia per gli esercizi spirituali, raccontati come un tempo di silenzio, preghiera e discernimento nel segno del profeta Giona. E ancora, trova spazio la presenza delle reliquie di san Francesco d’Assisi tra Reggio e la Piana, con un itinerario che tocca luoghi di culto, spazi della sofferenza, ospedali e perfino il carcere, restituendo il senso di una fede che non resta chiusa nei recinti, ma entra nelle pieghe più vere della vita.

Territori, scuola e società: le domande che interrogano la Calabria

Tra le pagine di Avvenire di Calabria trovano posto anche altri temi che meritano attenzione. C’è il Mediterraneo raccontato come spazio di incontro e identità, la rilettura storica del conflitto israelo-palestinese, l’analisi sul rapporto tra giovani e lavoro, la riflessione educativa sulla famiglia e quella sulla scuola come luogo in cui imparare il rispetto dei beni comuni. Non manca, poi, la voce dei territori, con la denuncia che arriva da Mosorrofa sulle condizioni di degrado e sulla presenza di rifiuti lungo le strade.

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