L’arcivescovo di Gorizia Redaelli nuovo segretario del Dicastero per il clero

Leone XIV ha chiamato il presule, figlio della Chiesa ambrosiana, ad una nuova responsabilità in seno alla Curia Romana. Dal 2019 era presidente di Caritas Italiana
January 22, 2026
L’arcivescovo di Gorizia Redaelli nuovo segretario del Dicastero per il clero
L'arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas Italiana, Carlo Roberto Maria Redaelli, nel giugno 2025 alla presentazione del Report statistico “La povertà in Italia” e del bilancio sociale di Caritas Italiana / Siciliani
Leone XIV ha nominato l’arcivescovo di Gorizia, Carlo Roberto Maria Redaelli segretario del Dicastero per il Clero della Santa Sede. La nomina è stata annunciata dalla Sala Stampa vaticana oggi, giovedì 22 gennaio 2026. In attesa della nomina del successore alla Sede metropolitana di Gorizia, Redaelli – che è anche presidente di Caritas Italiana – è stato nominato amministratore apostolico dell’arcidiocesi e in tale veste ha confermato tutti gli incarichi diocesani.

Il messaggio all’arcidiocesi di Gorizia

«Il Santo Padre, papa Leone XIV, mi ha chiesto la disponibilità ad assumere l’incarico di segretario del Dicastero per il Clero, organismo della Curia romana che si occupa principalmente di tutto quanto si riferisce ai presbiteri e ai diaconi del clero diocesano, ai seminari, alle parrocchie. Al Santo Padre non si può dire di no. Lo ringrazio per la fiducia e per l’opportunità che mi viene data di fare un’esperienza di servizio a livello di Chiesa universale»: così si apre il messaggio che l’arcivescovo Redaelli ha rivolto alla diocesi e ha letto stamani ai sacerdoti riuniti per il periodico incontro del Consiglio presbiterale.
«Sono dispiaciuto di lasciare prima di quanto previsto questa Chiesa, di cui sono arcivescovo dal giugno 2012. Una Chiesa che mi ha donato tanto come testimonianza di fede, di impegno pastorale e missionario, di servizio di carità, di desiderio di essere unita nella pluralità di lingue e di culture, e mi ha dimostrato tanta capacità di collaborazione, di comunione, di vicinanza e anche di affetto», scrive Redaelli nel suo messaggio. «Sono molto grato ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi e alle religiose e ai fedeli laici, uomini e donne, in particolare a coloro che più da vicino hanno collaborato con me, e alle tante persone di tutte le età che mi hanno offerto forti esempi di una vita guidata dal Vangelo. E non voglio dimenticare i seminaristi che sono una concreta speranza per questa Chiesa».
«Sono certo che tutti vorranno già da ora accogliere con fede, disponibilità e simpatia il nuovo pastore che papa Leone sceglierà – prosegue Redaelli –. Tutti i momenti di passaggio hanno le loro bellezze, le loro opportunità e le loro fatiche: chiedo pertanto di aiutarci a vicenda a viverli con fede e a sostenerci reciprocamente nella preghiera allo Spirito Santo. Faccio conto anche in futuro sulla preghiera e sull’affetto di tante persone della diocesi di Gorizia e non mancherà mai da parte mia la preghiera e la vicinanza a essa».

Figlio della Chiesa di Milano, fra Gorizia e Caritas Italiana

Carlo Roberto Maria Redaelli è nato a Milano il 23 giugno 1956 da padre brianzolo (Severino, deceduto nel 1994) e madre bellunese (Giovanna Terribile, deceduta nel 2020), primo di quattro fratelli e zio di sei nipoti. Battezzato il 30 giugno 1956, è entrato a 11 anni nei seminari milanesi ed è stato ordinato sacerdote il 14 giugno 1980 dall’arcivescovo di Milano, il cardinale Carlo Maria Martini. Ha frequentato i corsi della Facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la licenza e successivamente il dottorato con una tesi sul concetto di diritto della Chiesa nella riflessione canonistica tra Concilio e Codice. Oltre alla tesi di dottorato, ha pubblicato studi in opere di collaborazione e articoli su riviste specializzate in materia canonistica, ecclesiastica e fiscale. Ha pubblicato anche due volumi di carattere spirituale e pastorale con riferimento alla sua esperienza di vicario generale.
Ha operato dal 1983 presso l’Avvocatura della Curia arcivescovile di Milano, di cui è diventato avvocato generale dal 1993. Ha svolto servizio pastorale presso alcune parrocchie di Milano, in particolare nell’ambito della pastorale dei giovani e delle famiglie. È stato docente di diritto canonico presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale e lo è tuttora presso la Facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana.
Vicario generale dell’arcidiocesi di Milano dall’11 gennaio 2004, l’8 aprile 2004 è stato eletto da San Giovanni Paolo II vescovo ausiliare della stessa arcidiocesi. È stato ordinato vescovo dall’arcivescovo cardinale Dionigi Tettamanzi il 5 giugno 2004.
È stato presidente del Comitato per gli Enti e i Beni Ecclesiastici della Conferenza episcopale italiana, di cui era membro già dal 1994, e del Consiglio per gli Affari giuridici della stessa Cei.
Il 28 giugno 2012 Benedetto XVI lo ha nominato arcivescovo metropolita di Gorizia. Ha fatto il suo ingresso in diocesi domenica 14 ottobre 2012. Nel novembre 2016 ha visitato le Chiese della Costa d’Avorio e del Burkina Faso con cui l’arcidiocesi intrattiene da lunghi anni rapporti di collaborazione missionaria. È vescovo delegato alla Dottrina della Fede, Annuncio e Catechesi della Conferenza episcopale triveneta.
È presidente della Commissione episcopale per il servizio della Carità e la Salute e, in quanto tale, presidente di Caritas Italiana e della Consulta ecclesiale degli Organismi Socio-assistenziali dal 23 maggio 2019 e componente del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana.
Il 29 luglio 2019 papa Francesco lo ha nominato membro del Collegio per l’esame dei ricorsi in materia di delicta reservata, istituito presso la Congregazione per la Dottrina della fede.

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