Il Papa ai dipendenti Cei: servire la Chiesa non da spettatori, ma con l'amore di chi le appartiene
Servizio, appartenenza, missione: le tre parole chiave del discorso di Leone XIV

Servizio, appartenenza, missione. Queste le tre parole chiave del discorso che Leone XIV ha rivolto stamattina ai dipendenti della Conferenza episcopale italiana ricevuti in udienza. Dopo aver salutato presidente e segretario generale della Cei – il cardinale Matteo Zuppi e l’arcivescovo Giuseppe Baturi – e aver richiamato le finalità dello della Cei stessa fissate nel suo statuto, Leone XIV ha sottolineato «quanto è importante, per ogni istituzione, la fedeltà di ciascuno al proprio compito, agli impegni più ordinari: una pratica seguita con attenzione, una riunione preparata bene, la pazienza di un momento di ascolto prolungato, la dedizione nel rispondere a una richiesta, l’ordine e la cura stessa degli ambienti. Sono cose semplici, ma utili al bene di tutti e grandi davanti a Dio. Nella vita della Chiesa niente è piccolo se fatto con fede, con amore e con spirito di comunione».
Il Papa ha poi voluto soffermarsi sulla prima parola, «servizio» appunto. «I vari Uffici in cui operate non sono strutture fini a sé stesse, ma strumenti con cui aiutate i vescovi e le Chiese che sono in Italia, perché i fili della comunione siano ben saldi e la trama del tessuto ecclesiale sia compatta, ricca di Vangelo e feconda di gesti di prossimità […] Quello che fate – anche le attività più tecniche, amministrative o organizzative – è parte della missione di tutta la grande famiglia di Dio».
Riguardo all’«appartenenza», il Pontefice ha fatto presente che «la Sposa di Cristo […] non si può servire da spettatori, ma solo con l’amore di chi sa di appartenerle, in un vincolo di fede e di comunione che è prima di tutto dono di grazia, dono di Dio». E «questa consapevolezza deve modellare il vostro modo di percepirvi, di parlare, di ascoltare, di correggere, di sostenere, permeando gli ambienti di lavoro e determinando dei veri e propri stili di vita evangelici».
Infine l’ultimo parola, «missione»: «La Chiesa esiste per annunciare Cristo, costruendo ponti, instaurando legami, offrendo accoglienza e aiuto a chiunque abbia bisogno di sostegno, di ascolto, d’amore, e voi partecipate di questo mandato. Viviamo in un’epoca di cambiamenti profondi, nella famiglia, nella scuola, nel lavoro, nella comunicazione, nella partecipazione sociale, nella trasmissione della fede, anche in Italia. In questo contesto, il Signore ci chiede di non chiuderci in noi stessi e di non avere paura, ma piuttosto di spenderci generosamente perché il Vangelo possa raggiungere e illuminare anche oggi ogni donna e ogni uomo, con le sue fatiche, domande e speranze, affinché tutti «siano salvati e giungano alla conoscenza della verità» (1Tm 2,4)».
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