Il beato Livatino e don Puglisi "docenti" di Vangelo, Costituzione e cittadinanza
Il corso di formazione promosso dalla Cei e aperto agli insegnanti di tutta Italia partirà il 6 novembre per concludersi dopo otto incontri il 5 marzo

«Uomini e donne responsabili, cittadini credibili» è il titolo della prima edizione di un corso di formazione per docenti di ogni ordine e grado, promosso dall’Ufficio regionale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università della Conferenza episcopale siciliana, proposto per l’anno scolastico 2026-2027. Il corso, gratuito e con attestato finale riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, si ispira ai beati Rosario Livatino e a padre Pino Puglisi, testimoni che hanno pagato con la vita la fedeltà al Vangelo e al proprio dovere e che ricordano alla scuola il suo compito più alto, quello di formare coscienze prima ancora di trasmettere nozioni. Sono loro a ricordare che legalità, responsabilità e cittadinanza non sono argomenti da trattare in astratto, ma dimensioni da attraversare, prima nella propria formazione personale e poi nell’azione educativa. Per questo il corso non è un semplice aggiornamento professionale, ma un invito a mettersi in gioco come persone e come educatori.
Il percorso, aperto agli insegnanti di tutta Italia e di ogni disciplina, prevede otto appuntamenti online sulla piattaforma formativa dell’Uciim (Unione cattolica italiana insegnanti, dirigenti, educatori, formatori) per 25 ore comprensive tra lavoro personale, di gruppo o per la creazione di un micro-progetto da attuare nelle proprie classi. Partirà il 6 novembre e si concluderà il 5 marzo 2027. Esperti dei diversi ambiti – coinvolti grazie a una rete di associazioni ed enti come Uciim, Ciofs scuola (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane), Diesse (Centro per la formazione e l’aggiornamento per la didattica e l’innovazione scolastica), Disal (associazione Dirigenti scuole autonome e libere), Aimc (Associazione italiana maestri cattolici) e Cnos scuola (Centro nazionale opere salesiane) – accompagneranno i partecipanti in un cammino tra riflessione, testimonianza e operatività.
Si comincerà con la Costituzione e il Vangelo come bussole al fine di educare al rispetto delle regole e all’amore vero che dona libertà, per poi interrogarsi sulla credibilità del docente come testimone di coerenza. Spazio, poi, alla mafia come antistato e anti-cultura con gli strumenti storici e d’attualità, e alla cura come condizione di una relazione che valorizza il senso del dovere scolastico. Si affronteranno, quindi, il rispetto dell’altro e le periferie esistenziali, per educare all’inclusione, sottolineando la didattica della memoria attiva con itinerari socio-culturali e progetti di service learning . Non mancherà una riflessione su come comunicare l’impegno per la giustizia nell’era digitale tra alfabetizzazione e contrasto ai linguaggi violenti. Il percorso si chiuderà con un laboratorio sulla progettazione scolastica.
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