Beati fidanzati: quatto storie da scoprire nel giorno di San Valentino
Sandra Sabattini, Laura Vincenzi, Matteo Farina e Luigi Brutti: nelle loro vite si sono intrecciati amore e fragilità, felicità e sofferenza, realismo e speranza, nell’affidamento a un “disegno” più grande di loro

San Valentino, vescovo di Terni, la cui memoria ricorre oggi, affrontò il martirio intorno al 340, in seguito a delle conversioni, avvenute dopo una guarigione miracolosa. Fu il poeta inglese Geoffrey Chaucer ad attribuire poi al 14 febbraio il cinguettio d’amore degli uccellini. Da lì, il culto del vescovo come patrono degli innamorati si diffuse grazie ai Benedettini, che custodivano la basilica ternana, dove riposano le sue spoglie, ed erano presenti in Francia e Inghilterra. Fino ai nostri giorni, in cui, al di là delle iniziative commerciali, anche le diocesi si organizzano per farsi prossime a chi si prepara al matrimonio, unendo momenti di svago e spiritualità, ma anche organizzando pellegrinaggi per fidanzati, come accade in Sicilia al santuario della Madonna del Tindari. Anche se il luogo dei luoghi per festeggiare il santo rimane la sua Terni, dove sono in corso tutto il mese le “Manifestazioni valentiniane”.
La santità nella vita sponsale è un tema già indagato in libri, convegni, incontri di preghiera. Forse non è altrettanto noto il fatto che molti giovani candidati agli altari sono stati cristiani esemplari anche nel tempo del fidanzamento, vivendolo secondo quanto la Chiesa insegna, a costo di sembrare “controvento” rispetto al loro tempo. Così accade, soprattutto per quattro giovani vissuti nella seconda metà del ’900.
Sandra Sabattini (1961-1994), della Comunità Papa Giovanni XXIII, nel febbraio 1979 conosce Guido Rossi, col quale si fidanza nell’agosto seguente. Nella loro frequentazione, lei impara ad accettare l’altro com’è: «Finalmente», gli confida in una lettera nel maggio 1983, «è venuto il periodo del lento, lento fidarmi cieco di Lui, e ho anche più chiaro che è con te che Lui vuole che io cammini, con i limiti che hai e di cui mi sento responsabile, di cui non sento più il peso come una volta, perché ora forse fanno parte di un grande mosaico». In una pagina di diario, il 23 luglio dello stesso anno, torna su quel discorso: «Fidanzamento: qualcosa di integrante con la vocazione: ciò che vivo di disponibilità e d’amore nei confronti degli altri è ciò che vivo anche per Guido, sono due cose compenetrate, allo stesso livello, anche se con qualche diversità». Per il loro futuro pensano a una famiglia dove la condivisione con i poveri sarebbe stata centrale, come insegnava il servo di Dio don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni. Alla beatificazione di Sandra, celebrata il 24 ottobre 2011, Guido, diventato diacono permanente, proclama il Vangelo. Si adempie così l’auspicio di don Oreste, il quale vedeva in lei la “santa fidanzata” che gli sembrava mancare nel panorama della santità riconosciuta.
Per la serva di Dio Laura Vincenzi (1963-1987), fidanzata di Guido Boffi dal 27 agosto 1983, né la lontananza geografica tra Tresigallo (Ferrara), il paese di lei, e Roma, dove vive lui, né la diagnosi di un sinovialsarcoma sono ostacoli insormontabili. Il 1° marzo 1986, poco dopo l’operazione in cui le viene amputata la gamba sinistra, gli scrive che in quel momento vive «uno dei segni più forti, uno dei filtri attraverso i quali il nostro amore esce più forte, più gagliardo, più puro, più specchio di Dio». In altre lettere continua a fare progetti, riportando perfino i nomi che avrebbe voluto dare ai loro figli, ovvero Marco e Chiara. Nei suoi ultimi appunti per lui, promette: «Io continuerò a essere viva, ad amarti, ad interpellarti, a pregare per te». Il venerabile Matteo Farina (1990-2009), di Brindisi, anche lui messo alla prova da un tumore, nel suo caso al cervello, considera la fidanzata Serena come il più bel dono che Dio gli abbia dato. Confrontano le loro scelte di coppia con il magistero della Chiesa, espresso nel Catechismo e nella Deus caritas est” di Benedetto XVI. In un sms alla fine del 2007 le scrive: «Il mio cuore grida quando sto con te: ti amo, amore mio! Sei fantastica, sei unica, sei mia!». Ancora prima, lei gli aveva scritto che lo adora, ma lui aveva puntualizzato: «Be’, si adora un Dio...».
Infine, Luigi Brutti, di Viterbo (1984-2011). Da quando conosce Roberta, nel 2006, è subito in sintonia con lei: vivono gli stessi valori che lui aveva riscoperto dopo un camposcuola a cui aveva partecipato, inizialmente, con un po’ di riluttanza. Ha già pronte le partecipazioni per le nozze con la sua Roberta, previste per l’11 settembre 2011: ma la morte lo coglie un mese prima, dopo un malore improvviso. Aveva elevato una preghiera alla Madonna, visitando il 24 aprile 2008 la cattedrale di Notre Dame a Parigi: «Aiutaci a essere felici, ad amarci l’un l’altro in corpo, anima e spirito, a conoscerci nella nostra umanità e divinità, a vedere nel volto, negli occhi dell’altro il volto di Dio». Parole che i fidanzati credenti di oggi possono fare proprie.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Temi






