Bagnasco: Libia, privilegiare la via del dialogo

Il presidente della Cei: È molto importante il ruolo della comunità internazionale, che finalmente ha messo un occhio operativo su questa situazione
Google preferred source
February 18, 2015
"La via del dialogo deve rimanere sempre una via auspicata e aperta, che va sempre privilegiata e quindi da tentare continuamente in tutte le sedi possibili. È molto importante il ruolo della comunità internazionale che ha messo finalmente l'occhio su questa situazione, un occhio operativo e non accademico". Lo ha detto il presidente della Cei e arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, commentando l'avanzata dell'Isis in Libia. Secondo il presidente della Cei, la via del dialogo "va sempre privilegiata" ma "bisogna sempre essere in due a dialogare, altrimenti diventa un monologo inconcludente".Parlando dell'intervento dell'Onu, ha aggiunto: "Speriamo tutti che di fronte a questa istanza suprema a livello mondiale si possano trovare soluzioni adatte, adeguate per riportare la giustizia e la pace in questi territori che hanno diritto di vivere nella serenità e nella pace perché è la povera gente che ci rimette". "La speranza -ha spiegato Bagnasco ricordando l'appello rivolto ieri ai terroristi dell'Isis durante la messa celebrata nella cattedrale di Genova- è che quella luce di umanità che è nel cuore di ogni uomo non venga mai spenta totalmente e possa quindi riaccendersi, riattivarsi e rinnovarsi. È quello che ci auguriamo e che ho chiesto, in maniera molto umile e indiretta, dal pulpito della nostra cattedrale a questi uomini del terrore che sembra abbiano rinunciato alla propria umanità in nome di un progetto assolutamente perdente nella storia". "Noi - ha affermato il cardinale - crediamo ancora a questa possibilità e ci auguriamo che accada anche se non possiamo tacere tutto l'orrore di fronte a queste manifestazioni e esibizioni di brutalità, di ferocia, di violenza". "Secondo me - ha proseguito -  sono il segno della consapevolezza di questi uomini di aver perso: questa ideologia, questo fanatismo ideologico non può credere di vincere la storia. La storia dei diritti, delle libertà giuste, della civiltà vera, del rispetto di tutti e di tutte le posizioni va avanti inesorabile e - ha concluso Bagnasco - non può esserci nessuna forza, neanche così feroce, che possa fermarla".

© RIPRODUZIONE RISERVATA