«Cari bambini, donateci il vostro sguardo e restituite ai più grandi la bellezza del mondo»

Papa Leone XIV scrive a lettrici e lettori di Popotus, l'inserto settimanale di "Avvenire" dedicato ai ragazzi che compie 30 anni. «Grazie del vostro servizio. Forse solo guardando agli occhi smarriti dei più piccoli di fronte alla barbarie della guerra, possiamo convertirci»
March 22, 2026
«Cari bambini, donateci il vostro sguardo e restituite ai più grandi la bellezza del mondo»
Papa Leone XIV con i bambini durante un evento pubblico a Castel Gandolfo / Epa
Dal Vaticano, 19 marzo 2026
Caro direttore,
con gioia, in questi giorni di grande preoccupazione per le guerre che minacciano il futuro dell'umanità, colgo l'occasione dello speciale anniversario di Popotus - l'inserto settimanale che Avvenire dedica ai bambini - per rivolgermi attraverso di lei direttamente a loro, ai più piccoli, e attraverso di loro ai genitori e agli insegnanti che con loro leggono in un linguaggio diverso le notizie del mondo: quelle buone che ci incoraggiano e quelle cattive che possono insegnarci a non ripetere più gli stessi errori.
A voi, care lettrici e cari lettori bambini di Popotus, voglio dire che restituire al mondo la sua bellezza è possibile, e che voi potete aiutare i più grandi a vederlo - proprio attraverso questo giornale pensato per voi - con rinnovato stupore nella sua grazia, a pensarlo con fiducia, e costruirlo senza pregiudizi. Crescendo scoprirete, come chi vi ha preceduto (i lettori bambini dei primi numeri di Popotus hanno ormai più di 30 anni), cose sempre nuove, costruirete voi stessi cose nuove; ma ci sono cose che dovrete sempre custodire di questi vostri primi anni di vita: la fiducia in chi vi vuol bene, il linguaggio universale dell'amore, la forza disarmante del sorriso, il coraggio di chiedere scusa, la bellezza di fare pace.
Gesù lo ha detto ai suoi discepoli: «Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli». E lo dice oggi anche a noi. Essere come bambini non è tornare indietro, ma custodire una chiave per vedere l'essenziale di ogni cosa, per trovare risposte sorprendenti anche alle domande più difficili. Forse solo guardando gli occhi smarriti dei bambini di fronte alla barbarie della guerra possiamo convertirci. Reimparare a guardarci negli occhi e a guardare il mondo con occhi puri.
Cari genitori e cari insegnanti, a voi tramite i vostri piccoli compagni di strada voglio dire grazie della cura e dell'amore che avete nell'educarli. Nell’aiutarli a tirare fuori la bellezza che hanno dentro, e a esprimerla in modi sempre nuovi, relazionandosi con la storia, con la memoria, con la vita. Ognuno secondo la propria unicità, che è un dono di Dio.
Voi siete testimoni di come i bambini ci educano mentre li educhiamo e di come dobbiamo proteggerli da un'idea disumana dell'informazione dell'educazione. Tutti, specialmente oggi, nell'era digitale e dell'intelligenza artificiale, abbiamo bisogno di un'educazione permanente. E per rimanere umani abbiamo bisogno di preservare uno sguardo bambino sulla realtà.
Anche per questo non dobbiamo lasciare che i bambini finiscano con il credere di poter trovare nei chatbot della IA i loro migliori amici o l'oracolo di ogni sapere, impigrendo il loro intelletto e la loro capacità relazionale, intorpidendo la loro creatività e i loro pensieri. Dobbiamo custodire la loro infanzia e guidare la loro crescita perché siano protagonisti di un mondo rinnovato.
Caro direttore, cara comunità di Popotus, grazie del vostro servizio. Buon anniversario.
Leo PP. XIV

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