Leone XIV: «La guerra genera altra guerra. Russia e Ucraina, basta attacchi sui civili»

All'Angelus il Pontefice è tornato a chiedere il rispetto del diritto umanitario nel conflitto che insanguina l'Oriente d'Europa. E ha espresso la sua preoccupazione per la «tragica situazione» del Sudan, invocando corridoi umanitari per la popolazione civile
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August 10, 2026
Leone XIV: «La guerra genera altra guerra. Russia e Ucraina, basta attacchi sui civili»
Leone XIV guida la preghiera dell'Angelus, domenica 9 agosto in piazza San Pietro / Ansa
«La guerra non fa che generare altra guerra e provoca enormi sofferenze». Ucraina, Russia, Sudan: il Papa torna a denunciare la violenza della guerra, che provoca «sempre più vittime civili», come accade con tragica, crescente frequenza nel conflitto che insanguina l’Oriente d’Europa, chiede la garanzia di «corridoi umanitari per la popolazione civile» del grande Paese africano, e invoca il ritorno al dialogo per aprire la strada alla pace. Sono parole accorate e lucide, quelle che Leone XIV ha pronunciato domenica 9 agosto al termine dell’Angelus in piazza San Pietro.

Corridoi umanitari per la popolazione del Sudan

«Continuo a seguire con preoccupazione la tragica situazione in Sudan, specialmente nella città di el-Obeid», ha detto il Pontefice. Esprimendo la sua «vicinanza spirituale al popolo della Nazione», ha rinnovato l’appello alle autorità «affinché siano garantiti corridoi umanitari per la popolazione civile. Al tempo stesso – ha aggiunto – esorto la comunità internazionale a sostenere gli sforzi volti a raggiungere un immediato cessate il fuoco. Preghiamo il Signore perché sostenga coloro che soffrono, converta i cuori di chi semina violenza e conceda la tanto attesa pace».

Russia-Ucraina, basta attacchi a obiettivi civili

Ecco, poi, le parole dedicate alla guerra che dal febbraio 2022 – quando Putin ordinò l’invasione militare con attacchi diretti a Kiev e su ampia parte del territorio ucraino – colpisce e strazia l’Oriente d’Europa. «Continuano a giungere notizie dolorose di persone innocenti uccise e ferite in Ucraina e in Russia. Tragici episodi si susseguono, anzi, si moltiplicano, provocando sempre più vittime civili, tra cui anche bambini – ha denunciato papa Prevost –. Sono vicino alle famiglie delle vittime, ai feriti e a tutti coloro che soffrono a causa del conflitto in atto. Di fronte a tanto dolore rinnovo un accorato appello affinché si rispetti il diritto umanitario e cessino da entrambe le parti gli attacchi che coinvolgono obiettivi civili. La guerra – scandisce Leone XIV – non fa che generare altra guerra e provoca enormi sofferenze. È tempo di fermare la spirale di violenza e dare spazio alla diplomazia e al dialogo per aprire la strada alla pace».

L’invito ai giovani: «Lasciatevi entusiasmare dai santi»

Domenica, in piazza San Pietro, numerosi erano i gruppi giovanili. Il Papa lo ha notato. E ha avuto una parola tutta per loro, additando i “compagni di cammino” che il calendario liturgico offre in questi giorni. «La presenza di tanti gruppi giovanili, che scelgono di impegnare alcuni giorni di vacanza in attività formative e di amicizia, è un segno di speranza; come lo è stato l’evento dei giovani francescani che ho avuto la gioia di incontrare giovedì scorso ad Assisi», ha aggiunto il Pontefice, rievocando la sua visita pastorale nella città del Poverello e l’incontro con gli oltre 2.500 partecipanti al “Go! Franciscan Youth Meeting 2026”.
«A tutti voi, ragazzi e ragazze che mi ascoltate, desidero ricordare che in questi giorni il calendario liturgico propone alcune stupende figure di santi e sante, che vi invito a conoscere meglio»: sabato scorso, 8 agosto, «il grande san Domenico, fondatore dei Frati Predicatori»; domenica 9 «santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, carmelitana uccisa ad Auschwitz e co-patrona d’Europa»; lunedì 10 «san Lorenzo, diacono della Chiesa di Roma»; martedì 11 agosto, infine, «santa Chiara d’Assisi, che lasciò una vita agiata per seguire Gesù povero e umile, sul modello del suo concittadino San Francesco. Cari giovani, lasciatevi entusiasmare da questi esemplari testimoni del Vangelo!».

«Non disperiamo, neanche nei momenti di buio: Gesù non ci abbandona»

Poco prima, introducendo la preghiera mariana, il Papa aveva commentato il Vangelo della domenica, «Gesù che, sul lago di Galilea, raggiunge i discepoli nel mezzo di una tempesta, camminando sulle acque» (Matteo 14, 22-23). Un passo che segue il racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci. «Questo miracolo – ha spiegato il Papa – ci insegna una cosa importante: prima di tutto a non esaltarci davanti al successo e a non presumere mai di noi stessi; e al tempo stesso a non disperare, neanche nei momenti di buio, quando ci sentiamo impotenti davanti ai problemi e, nonostante i nostri sforzi, ci sembra di andare più indietro che avanti. In qualsiasi circostanza, Gesù non ci abbandona e, se lo accogliamo umilmente nella barca della nostra vita – con la preghiera, con i Sacramenti, con l’ascolto della sua Parola –, in Lui troveremo la pace, troveremo luce e forza per il nostro cammino».

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