Dieci anni sui passi di “Amoris laetitia”. Così la Chiesa mette al centro la famiglia
Oggi prende il via in Vaticano l’incontro con i presidenti delle Conferenze episcopali voluto da Leone XIV e dedicato all’esortazione di papa Francesco. Un testo che ha aperto percorsi nuovi nelle diocesi italiane. Ecco alcune esperienze

Le famiglie non sono solo destinatarie della missione della Chiesa: sono il primo motore. È uno degli insegnamenti dell’esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco. Con i cambiamenti che continuano a influenzare le famiglie, il documento torna al centro del dibattito. Da oggi, mercoledì 7 ottobre, l’Aula Paolo VI in Vaticano ospita “A dieci anni da Amoris laetitia : annunciare il Vangelo con le famiglie oggi”, incontro voluto da Leone XIV con i capi delle Chiese orientali e i presidenti delle Conferenze episcopali. Alle 10 del 14 ottobre, termine dei lavori, il Papa presiederà la Messa sul sagrato della Basilica di San Pietro. L’evento si svolgerà in stile sinodale perché l’obiettivo, come indicato dal Pontefice, è quello di «procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi». Presenti anche alcuni coniugi, perché, ha detto papa Prevost a conclusione del Concistoro del 27 giugno, «la loro presenza è essenziale».
Il protagonismo delle famiglie è un principio che alcune diocesi italiane, dietro l’impulso del documento di Bergoglio, stanno già attuando. A Treviso si è lavorato per rovesciare la logica dell’ufficio diocesano, «ripensato per accompagnare e valorizzare le risorse del territorio» spiega don Tiziano Rossetto, che, con una coppia di sposi, guida l’Ufficio per la Pastorale della famiglia. Sono stati dieci anni «laboriosi e fruttuosi» durante i quali è stata superata la prassi consolidata «di un territorio che attende direttive dall’alto – prosegue –. In linea con Amoris laetitia , abbiamo avviato un percorso formativo di secondo livello per gli sposi che vogliono riscoprire e concretizzare la propria fecondità ecclesiale e sociale, e istituito coordinamenti nei quattordici vicariati della diocesi, la cui guida è affidata alla corresponsabilità tra un sacerdote e una coppia. La vecchia segreteria operativa diventa così luogo di discernimento sinodale per mappare e sostenere le realtà già attive». Queste sono state censite seguendo tre direttrici: il legame d’amore, il legame sociale e il legame nella fragilità. «Si valorizza così il bene presente sia nelle strutture ecclesiali sia in quelle laiche – aggiunge don Rossetto –. L’Ufficio crea alleanze, lasciando alle comunità locali la piena autonomia nelle scelte pastorali».
A Perugia, invece, un cammino pensato per le famiglie approda al Centro familiare “Casa della Tenerezza”, luogo di spiritualità e accoglienza familiare che opera in collaborazione con l’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve. È stato fondato nel 2001 da don Carlo Rocchetta, teologo, che l’anno precedente aveva pubblicato il libro “Teologia della tenerezza”. Da allora, racconta, ogni anno arrivano nel capoluogo umbro «più di seicento coppie, tra consulenze matrimoniali e weekend per fidanzati, sposi, separati e divorziati». Considera l’esortazione di papa Francesco «una grazia fondamentale, una sorta di consacrazione del lavoro portato avanti», perché nel documento «definisce la famiglia comunità della tenerezza di Dio e specifica che nell’orizzonte dell’amore la tenerezza è indispensabile». Don Rocchetta si sofferma su questo aspetto rimarcando che «l’amore è una scelta voluta, la tenerezza è il sentimento che fa sentire amato l’altro. Senza abbracci e carezze l’amore rischia di diventare arido. La tenerezza è il plusvalore che lo rende vivo». Negli anni la realtà familiare «è peggiorata» perché «c’è molta fragilità – constata il sacerdote –. Ci si separa facilmente e le convivenze sono sempre più diffuse. Manca una pastorale organica che metta davvero la famiglia al centro». Qualche sorpresa arriva dai giovani. «Quando mostriamo la bellezza del matrimonio troviamo un ascolto e un entusiasmo straordinari – dichiara il sacerdote –. I ragazzi cercano un amore autentico».
Rimanendo in Umbria, a Terni, l’esortazione di papa Francesco trova concretezza nel Centro per la Famiglia “Amoris Laetitia”, promosso dalla diocesi di Terni-Narni-Amelia e inaugurato nel settembre 2016 per «offrire un supporto alle famiglie in maniera più seria e competente», dice don Luciano Afloarei, responsabile diocesano della pastorale familiare. L’intento è quello di avere sul territorio «un consultorio capace di farsi carico delle difficoltà familiari con una maggiore preparazione professionale – specifica –. I consulenti familiari seguono questo percorso triennale intensivo e poi la formazione specifica per la consulenza con le famiglie». In dieci anni il Centro ha sostenuto circa 250 famiglie con consulenze individuali e di coppia, oltre duecento con i corsi di formazione, e ha coinvolto la comunità promuovendo convegni, seminari e progetti sull’affettività avviati nelle scuole. «L’obiettivo – conclude il sacerdote – è offrire un servizio a 360 gradi al territorio. Collaboriamo con le istituzioni locali per sostenere i nuclei familiari nei momenti critici. Spesso è necessario un percorso guidato per aiutare gli adulti a riappropriarsi della dimensione genitoriale quando il legame di coppia viene meno».
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