«Vannacci ha lanciato un'Opa sulla destra italiana. Ecco perché il suo programma è un pericolo»

Il politologo Valbruzzi: «Dalla remigrazione all'assimilazionismo, è un piano irricevibile per Meloni. Ma la vera sorpresa è la sovranità monetaria, che ci allontana dall'euro e avvicina il generale ai tedeschi di Afd»
Google preferred source
August 12, 2026
«Vannacci ha lanciato un'Opa sulla destra italiana. Ecco perché il suo programma è un pericolo»
Il politologo Marco Valbruzzi
Nel campo largo della destra italiana, l’avanzata militare di Roberto Vannacci è destinata a provocare molte più fratture di quelle che soltanto qualche mese fa era lecito immaginarsi. «Questo è un programma che ruota del tutto intorno alla figura del generale, non del politico. È un programma su misura» argomenta il politologo Marco Valbruzzi, che insegna all’Università di Napoli Federico II e ha curato diverse pubblicazioni per Il Mulino. «Vannacci, con queste linee guida, si posiziona a metà strada tra la destra radicale e la destra estrema, in chiara competizione con Fratelli d’Italia e la Lega. Il suo è un piano studiato per strizzare l’occhio all’area nostalgica dei post-fascisti e oscilla in modo preoccupante sui principi-chiave delle istituzioni liberaldemocratiche».
A cosa sta pensando, in particolare?
Sul piano della remigrazione, ad esempio, Futuro Nazionale si spinge molto più avanti rispetto alle politiche attuali del governo di centrodestra. Cerca evidentemente di mettere in ambasce il partito di Giorgia Meloni puntando sull'assimilazionismo. Parla solo ed esclusivamente ai tanti italiani delusi. C’è anche un po’ di autarchia e di sciovinismo del welfare, ci sono derive patriarcali e una retorica a metà strada tra futurismo e nazionalismo. Ma la vera sorpresa è l’euroscetticismo.
Nel capitolo sulla sovranità monetaria, Fn si tiene le mani libere, non escludendo del tutto l’uscita dall’euro.
Non è ancora Italexit, ma ci siamo vicini. Il messaggio che si vuol dare infatti suona più o meno così: più sovranità nazionale vuol dire meno Europa. L’Italia viene prima, Bruxelles conta solo nella misura in cui fa gioco al nostro Paese. Complessivamente, siamo sulle posizioni dei tedeschi di Afd e un passo oltre Marine Le Pen e il suo Rassemblement National.
Quali effetti possono esserci, viste queste premesse, sulla corsa elettorale?
Vannacci sta lanciando un’Opa sulla destra italiana, sta dicendo a Meloni e Salvini: verrò a prendere il vostro elettorato, perché sono io la vera alternativa. In altre parole, vuole spiegare agli italiani che la premier ha fallito su tutta la linea.
È sicuro che alla fine FdI, Lega e Forza Italia non finiranno per allearsi, vista la legge dei numeri, proprio con il generale?
Viste le parole-chiave del suo programma, sarebbe sorprendente un’intesa elettorale. Per la presidente del Consiglio, il programma di Futuro Nazionale è irricevibile: una volta che ci si accredita come leader moderati in un contesto europeo, diventa difficile poi far accettare piroette elettorali, soprattutto dentro le istituzioni che si rappresentano.
È possibile che un’offerta politica così estrema attiri alle urne anche il popolo degli astensionisti?
Sì, ma in modo marginale e solo per alcune frange della cosiddetta antipolitica. Ripeto: Vannacci sa che deve affermarsi a destra e per questo strizza l’occhio a tante formazioni post-fasciste insoddisfatte dell’azione neoconservatrice di questo governo. La domanda elettorale è in perenne mutazione e in questa fluidità vuole catturare più voti possibili nello stesso “mercato”. Ma agisce dentro il perimetro definito della destra, ben sapendo che la fedeltà dei cittadini è molto bassa e di volta in volta sceglie su chi posarsi, com’è già accaduto in passato con Salvini e con Meloni.
C’è il rischio di una destabilizzazione del quadro politico? O forse stiamo tutti esagerando un po’, sopravvalutando Vannacci e le sue proposte?
Nel programma di Fn si leggono citazioni raccogliticce, da Huntington a Galli della Loggia. Non ho gli strumenti per valutare l’eventuale uso dell’intelligenza artificiale nella scrittura dei testi, mentre già conosciamo le conseguenze dell’IA sui diversi video fatti circolare ad arte dallo stesso Vannacci in queste settimane. Di sicuro, si può dire che una simile offerta politica spinge con forza verso le ali estreme i due schieramenti, obbligando non solo il centrodestra ma anche il centrosinistra a ragionare sulla soglia non più così sicura del 42% di coalizione da raggiungere, come previsto dalla nuova legge elettorale. Se tale livello non venisse superato, c’è il rischio che salti lo schema bipolare e si arrivi al “liberi tutti”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire