Al Papa sono stati presentati gli agnellini nel giorno di sant'Agnese

di Agnese Palmucci, Roma
Riprende l'antica tradizione della presentazione degli animali al Pontefice prima della loro benedizione nella Basilica su via Nomentana, nella memoria della santa romana. Dalla tosatura degli agnelli, la lana per i Palli dei nuovi arcivescovi.
January 21, 2026
Al Papa sono stati presentati gli agnellini nel giorno di sant'Agnese
Papa Leone XIV durante la presentazione degli agnellini nella memoria di sant'Agnese, 21 gennaio 2026 - (Vatican Media)
Accarezza l’agnellino, posto in una cesta di rose bianche, simbolo di purezza e verginità. Questa mattina nella Cappella di Urbano VIII, prima dell’udienza generale, a papa Leone XIV è stata presentata la coppia di agnelli la cui lana sarà utilizzata per confezionare i Palli, paramenti liturgici d’onore e giurisdizione destinati ai nuovi arcivescovi metropoliti. Con Prevost riprende l’antica tradizione che lega i Vescovi di Roma alla memoria liturgica di Sant’Agnese, vergine e martire romana, che si celebra il 21 gennaio. Gli animali, rappresentati spesso accanto alla giovanissima santa nell’iconografia cristiana, sono stati poi benedetti, come ogni anno, durante la Messa celebrata nella Basilica di Sant’Agnese fuori le mura, sulla via Nomentana. 
«O Cristo, agnello senza macchia, rivesti i pastori della Chiesa di pazienza, mitezza, amore per il gregge loro affidato - ha detto il Papa durante il momento di preghiera nel Palazzo Apostolico - perché, da essi guidato con tenera cura e intrepida fortezza, possa giungere ai pascoli eterni del tuo Regno». L’altro agnellino, invece, è decorato sul capo da una corona di rose rosse, in ricordo del martirio della santa. A “vestire” i due animali, donati dai monaci Trappisti delle Tre Fontane a Roma, sono dal 1884 le suore della Sacra Famiglia di Nazareth, che li allevano nei mesi precedenti e poi preparano gli agnellini per il rito con il Papa e per la benedizione durante la celebrazione eucaristica nella Basilica dedicata a sant'Agnese. Il percorso degli animali prosegue poi verso il monastero delle suore Benedettine di Santa Cecilia, a Trastevere, dove vengono trattati con cura in spazi loro riservati fino alla tosatura, in primavera. 
Attraverso una lunga lavorazione, poi, vengono realizzati i Palli, intessuti con la lana bianca degli agnelli benedetti. Questi rappresentano il legame speciale tra il Papa e gli arcivescovi, e vengono imposti ai nuovi presuli, che la indosseranno nelle loro chiese e in quelle delle loro province ecclesiastiche, nel giorno della solennità dei santi apostoli, Pietro e Paolo, il 29 giugno. Il paramento viene indossato sopra la casula, ed costituito da una stretta fascia di lana decorata da sei croci in seta nera e guarnito, davanti e dietro, con tre spille gemmate.  
Alcuni studi, che hanno approfondito la tradizione plurisecolare molto cara ai romani, riferiscono della presenza di un agnello, richiamo alla santa, proprio sulla sua tomba già nel IV secolo, mentre nel VI secolo si parla della benedizione degli agnelli sempre sul luogo della sepoltura di Agnese, uccisa in una delle persecuzioni anticristiane tra la fine del secondo e gli inizi del terzo secolo.

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