Il Brennero è chiuso per protesta. E un incendio doloso ferma anche i treni

Problemi sulla linea nel giorno dello stop autostradale causato dalla protesta ambientalista in Austria: ritardi fino a 100 minuti. Uniontrasporti: i blocchi creano 540 milioni di danni l'anno
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May 30, 2026
Volantino di avviso del blocco del Brennero per la manifestazione ambientalista su territorio austriaco / ANSA
Volantino di avviso del blocco del Brennero per la manifestazione ambientalista su territorio austriaco / ANSA
Si temevano ingorghi stradali al Brennero, ma per ora i disagi sono arrivati dalla linea ferroviaria. Nel giorno della manifestazione ambientalista in Tirolo, scattata puntualmente alle 10.30, l'uscita obbligatoria al casello di Vipiteno non crea grandi problemi: la maggior parte degli automobilisti ha preferito anticipare o rinviare gli spostamenti. Ma sui binari si sono verificati ingenti ritardi a causa del danneggiamento di due centraline poco a nord di Verona, con ripercussioni sulla direttrice verso l'Austria. La circolazione dei treni è risultata "fortemente rallentata tra Peri e Dolcè per danneggiamenti dell'infrastruttura da parte di ignoti", comunica Trentialia. All'alba è divampato un rogo vicino alla piccola stazione di Domegliara, le cui esatte circostanze non sono per il momento chiare, ma Trenitalia parla esplicitamente di "atto doloso". Sul posto è stato ritrovato un accendino che lascia pochi dubbi sull'origine del rogo. Indaga la Digos di Verona, la pista seguita porta all'ala più estrema dell'ambientalismo oltre che alla galassia anarchica.
Le autorità avevano invitato ad evitare viaggi in macchina e utilizzare i mezzi pubblici, ma di fatto i collegamenti tra Italia e Austria per più di dure ore si sono quasi interrotti, visto che non si può circolare nemmeno sulle strade secondarie del valico: i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali hanno registrato ritardi fino a 100 minuti, per poi tornare lentamente alla normalità.

Intanto Karl Mühlsteiger, sindaco di Gries am Brenner e promotore della manifestazione sul versante austriaco del valico, si è soffermato sui motivi della protesta: "Sono facilmente spiegabili: il traffico di transito in costante aumento ci causa problemi enormi, soprattutto di natura sanitaria per la popolazione. Il flusso deve essere ridotto, non si può più andare avanti così". Secondo i dati diffusi dal primo cittadino, il valico ha ormai raggiunto la quota record di 14,4 milioni di passaggi di veicoli all'anno. "È decisamente troppo — ha sottolineato Mühlsteiger — ormai registriamo ingorghi quasi ogni giorno in entrambe le direzioni di marcia e la popolazione locale non è più disposta a tollerare questa situazione a lungo termine". In merito alla manifestazione odierna, il sindaco ha precisato che, secondo le informazioni fornite dalle autorità, "il grande caos è stato per il momento evitato". Un risultato che Mühlsteiger attribuisce all'efficacia della campagna informativa: "Per oltre quattro settimane abbiamo avvisato quasi quotidianamente i viaggiatori, invitandoli a non scegliere la rotta del Brennero in questo specifico momento. Fortunatamente l'appello ha funzionato". Il sindaco di Gries am Brenner si è infine detto pronto a replicare l'iniziativa: "Se l'azione porterà i suoi frutti, organizzeremo sicuramente nuove proteste in futuro. In presenza di una forte adesione da parte dei cittadini, lo faremo molto volentieri e in qualsiasi momento".
Ipotesi che spaventa Uniontrasporti: il blocco di oggi si inquadra in uno scenario già molto penalizzante per il traffico leggero e pesante lungo l'asse del Brennero, tale da produrre, secondo gli studi dell'associazione, un danno economico alle nostre imprese pari a 370 milioni di euro all'anno: 1,8 miliardi nell'ultimo quinquennio. A determinarlo una capacità di trasporto ridotta di circa il 50%, a causa dei divieti imposti unilateralmente dal Land Tirolo sul versante austriaco dell'asse autostradale. Il divieto di transito notturno riduce le potenzialità dell'infrastruttura di circa il 32%, quello del weekend del 16% e un ulteriore 2% è provocato da divieti specifici per alcuni mezzi pesanti e dal sistema di dosaggio del traffico. "Tali limitazioni - spiega Uniontrasporti - creano congestione stradale e, paradossalmente, un maggiore inquinamento atmosferico e acustico, oltre a maggiori rischi di incidenti".

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