Una vita per l'Uganda: don Vittorio Pastori “Giusto dell’Umanità”

Il fondatore di Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo entra nell’Enciclopedia dei Giusti della Fondazione Gariwo. Un riconoscimento alla sua opera accanto alle popolazioni più vulnerabili del Karamoja e a un modello di cooperazione che continua ancora oggi attraverso il lavoro del movimento da lui creato
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June 2, 2026
Una vita per l'Uganda: don Vittorio Pastori “Giusto dell’Umanità”
Per migliaia di persone, soprattutto in Uganda, era semplicemente “don Vittorione”. Un sacerdote capace di attraversare guerre, fame e abbandono senza mai arretrare davanti alla sofferenza umana. Ora don Vittorio Pastori, fondatore di Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo, entra ufficialmente nell’Enciclopedia dei Giusti della Fondazione Gariwo con il riconoscimento di “Giusto dell’Umanità”, attribuito a donne e uomini che hanno scelto di difendere la dignità umana anche nei contesti più drammatici della storia contemporanea.
L’annuncio ufficiale sarà dato venerdì 5 giugno a Piacenza, durante la festa di fine anno della scuola primaria San Lazzaro, dal presidente di Africa Mission don Maurizio Noberini. Nello stesso momento, i gruppi territoriali del movimento fondato da don Vittorione promuoveranno iniziative pubbliche e incontri nei territori dove l’esperienza di Africa Mission continua a essere radicata: da Varese a Bolzano, da Treviso a Bucciano, nel Beneventano, fino a Procida e Pesaro Urbino.
È un riconoscimento che va oltre la memoria di una singola figura missionaria. Per Africa Mission Cooperation and Development Ets rappresenta infatti il riconoscimento di una visione maturata oltre mezzo secolo fa e ancora oggi sorprendentemente attuale: stare accanto alle popolazioni vulnerabili non con logiche assistenziali, ma costruendo percorsi di autonomia, sviluppo e corresponsabilità.
Don Vittorione fondò il movimento nel 1972 e lo guidò fino al 1994. In quegli anni il suo nome si legò profondamente al Karamoja, una delle regioni più povere e fragili dell’Uganda nordorientale, segnata da conflitti, siccità e marginalità cronica. La sua presenza tra le comunità locali non ebbe mai il carattere dell’intervento episodico. Scelse invece la strada più difficile: condividere la vita quotidiana delle popolazioni, sostenere progetti agricoli, infrastrutture idriche, formazione professionale, educazione sanitaria.
Una testimonianza che oggi continua attraverso l’attività del movimento da lui fondato. «Per noi di Africa Mission Cooperation and Development questo riconoscimento assume un significato particolarmente profondo - sottolineano i presidenti del Movimento, don Maurizio Noberini e Carlo Antonello -. Don Vittorione non è soltanto il fondatore dell’organizzazione, ma il riferimento etico e ideale che continua a orientarne le scelte e le attività». E aggiungono: «Tra i motivi per cui è fondamentale ricordarne la figura c’è anche la straordinaria attualità della sua opera. Il movimento è ancora vivo e attivo e continua a operare insieme alla popolazione ugandese, costruendo percorsi concreti di sviluppo e di riscatto sociale».
Parole che raccontano bene il tratto forse più originale dell’esperienza di Africa Mission: un’idea di cooperazione fondata sul protagonismo delle comunità locali e non sulla dipendenza dagli aiuti esterni. Un approccio che oggi appare in sintonia con le riflessioni più avanzate sullo sviluppo umano integrale e sulla cooperazione internazionale.
Il riconoscimento conferito dalla Fondazione Gariwo apre anche una nuova stagione di collaborazione culturale e educativa. La fondazione, nata per custodire e diffondere le storie dei “Giusti”, lavora da anni per promuovere la memoria del bene come responsabilità civile. Un impegno che il Parlamento europeo ha riconosciuto istituendo la Giornata dei Giusti dell’Umanità, celebrata ogni 6 marzo. Nel tempo, attorno a questa esperienza, sono nati quasi 300 Giardini dei Giusti nel mondo. Dal 2024 Gariwo collabora inoltre con le Nazioni Unite per diffondere il modello dei Giardini come strumento educativo contro i crimini contro l’umanità.
Ed è proprio dentro questa prospettiva che prende forma uno dei progetti più simbolici legati alla memoria di don Vittorione: la realizzazione di un Giardino dei Giusti a Moroto, in Uganda, all’interno del Community Development Centre che porta il suo nome. «Questo spazio dedicato alla memoria e all’educazione - spiega il direttore di Africa Mission Carlo Ruspantini - sarà un luogo vivo, soprattutto per le nuove generazioni. Un luogo dove raccontare le storie di chi ha scelto il bene e promuovere una cultura della responsabilità individuale». Poi aggiunge: «Il riconoscimento di don Vittorione come Giusto dell’Umanità non rappresenta soltanto un tributo alla sua memoria, ma un invito concreto a non restare spettatori di fronte alle ingiustizie».
Nel percorso che ha portato al riconoscimento sono state coinvolte anche scuole, studenti e volontari dell’associazione. Un lavoro collettivo di ricerca storica e ricostruzione documentale che ha visto impegnati, tra gli altri, gli studenti della classe 5L dell’Istituto “Valceresio” di Bisuschio, nel Varesotto, insieme ai loro insegnanti, oltre alle classi della scuola primaria San Lazzaro di Piacenza. Un dettaglio che restituisce il senso profondo dell’intera vicenda: la memoria di un missionario non come celebrazione del passato, ma come seme educativo affidato al presente. In un tempo attraversato da guerre dimenticate, nuove povertà e indifferenza globale, la figura di don Vittorione torna così a interrogare le coscienze. Non attraverso l’eroismo retorico, ma con la forza concreta di una vita spesa accanto agli ultimi.

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